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Ospedale Fiorenzuola “Da negoziare riorganizzazione per 160 lavoratori”

Ospedale di Fiorenzuola, quali ripercussioni per i lavoratori del comparto sanitario e dell’indotto? Sono questi i temi che i sindacati Cgil e Cisl di categoria hanno sottoposto al sindaco di Fiorenzuola Giovanni Compiani nell’incontro di questa mattina

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Ristrutturazione dell’ospedale di Fiorenzuola, quali ripercussioni per i lavoratori del comparto sanitario e dell’indotto? Sono questi i temi che i sindacati Cgil e Cisl di categoria hanno sottoposto al sindaco di Fiorenzuola Giovanni Compiani nell’incontro di questa mattina. “Quella che attende circa 160 persone che operano all’ospedale di Fiorenzuola, più altre 50-60 dell’indotto, – spiega Marco Orlandi della Cisl Funzione Pubblica – è una vera e propria riorganizzazione del lavoro che inciderà sulla loro vita. E’ giusto in questa fase affrontare il tema del progetto degli interventi sulla struttura e quello della data di avvio dei lavori, ma noi non vogliamo che si perda d’occhio la questione del personale”.

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“Le ripercussioni dei trasferimenti e delle chiusure temporanee di reparti a Fiorenzuola – aggiunge – sui lavoratori saranno molto ingenti, si prospetta una vera e propria riorganizzazione per le circa 160 persone che lavorano all’ospedale, 115 nei comparti e gli altri tra dirigenti e medici. Un secondo dopo la decisione sulla partenza e sulla tipologia dei lavori occorrerà affrontare questo tema. Ci fa piacere che il direttore dell’Asl Bianchi abbia precisato che saranno destinate risorse non solo alla parte progettuale e di messa in sicurezza, ma anche per la gestione della riorganizzazione del personale. Pensiamo a persone che dalla sede abituale di lavoro di Fiorenzuola saranno obblgati per un certo periodo di tempo a spostarsi a Piacenza o a Castelsangiovanni”.

“Inoltre con il sindaco Compiani – conclude – abbiamo parlato della questione di preservare le professionalità e le competenze del personale a Fiorenzuola, per fare in modo che al termine di lavori, medici e operatori vengano messi nella condizioni di tornare ad operare nel nuovo ospedale”.  

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“Se c’è una colpa nella chiusura dell’ospedale di Fiorenzuola, va ricercata nel passato, precisamente in quelle amministrazioni (di sinistra) che hanno appaltato i lavori e in chi li ha eseguiti. Quanto al direttore generale Ausl Andrea Bianchi il problema è, semmai, che si è mosso tardi. Vista l’entità dei lavori era opportuno svegliarsi prima”. E’ la posizione del dipartimento sanità della Lega Nord provinciale, espressa dal responsabile Roberto Daturi, in relazione ai lavori di adeguamento antisismico nell’ospedale vecchio di Fiorenzuola e al conseguente – paventato – trasferimento dei reparti.

“Inutile parlare ora di responsabilità, queste vanno attinte dal passato, in chi – a monte – doveva garantire, prevedere, vigilare, eseguire. Ed evidentemente non lo ha fatto o non lo ha fatto in maniera adeguata. A Bianchi – a cui va la nostra solidarietà dopo le inaccettabili offese ricevute in questi giorni – contestiamo di non essersi mosso prima e di non aver dato informazione e comunicazione degli imminenti lavori utilizzando i canali ufficiali e i dovuti passaggi istituzionali. Gli raccomandiamo ancora una volta che il piano di gestione sia a misura di pazienti, ai quali auspichiamo venga data tempestiva e precisa informazione su ogni variazione e venga garantito – pur nel periodo dei lavori – un livello di servizi adeguato, con relativo – e costante – monitoraggio”.

“Il gruppo Lega Nord in Provincia e la stessa Provincia – che si è mossa in modo preciso e corretto – monitoreranno le varie fasi dei lavori e controlleranno che gli impegni assunti siano rispettati in modo puntuale”.
“Rimane l’amarezza nel constatare come il caso dell’ospedale di Fiorenzuola riveli ancora una volta che la Regione ha voltato le spalle a Piacenza e ha lasciato che strutture d’eccellenza finissero dimenticate, mentre altre, rimaste inossidabili negli anni, oggi rischiano di ‘prendere il largo’. Vedi 118”.

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