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Ospedale Fiorenzuola, la controperizia del comitato: “Nessun rischio crollo” foto

«Inaffidabile, inattendibile, con certe elaborazioni addirittura fuorilegge». Il bersaglio è la perizia con la quale l’azienda Usl di Piacenza ha avviato il progetto d’intervento. Uno staff di tecnici dopo l’analisi della perizia e un sopralluogo ha espresso alcune significative valutazioni

«Inaffidabile, inattendibile, con certe elaborazioni addirittura fuorilegge». Il bersaglio è la perizia con la quale l’azienda Usl di Piacenza ha avviato il progetto d’intervento riguardante l’ospedale di Fiorenzuola. Sollecitato dal sindaco di Lugagnano Jonathan Papamarenghi, uno staff di tecnici che sta operando come consulente a favore del comitato “no alla chiusura dell’ospedale”, dopo l’analisi della perizia e il sopralluogo svoltosi martedì 13 ha espresso alcune significative valutazioni.


NESSUNA EMERGENZA
– Ad andare nel dettaglio è l’ingegnere Alberto Lambri, membro dello staff di tecnici che ha valutato i dati. Queste le questioni sollevate. «Nonostante abbiamo avuto poco tempo per esaminare i dati – dice – stiamo arrivando a conclusioni importanti. L’analisi prosegue, ma stiamo acquisendo dati che ci portano ad affermare che la perizia è inattendibile e inaffidabile per il modo in cui è stata fatta. Il primo aspetto emerso riguarda le prove effettuate che, benché in numero consistente, sono state concentrate solo in un determinato piano della struttura. La giustificazione è che non si volva disturbare altri reparti, ma abbiamo notato che si potevano tranquillamente fare altre prove dall’esterno. Una giustificazione così ha fatto subito suonare il campanello d’allarme. Anche a proposito delle prove stereometriche ed elettriche attraverso gli ultrasuoni abbiamo constatato delle elaborazioni strane, particolari, addirittura fuorilegge».

«Quello che ha colpito è che in alcune conclusioni degli estensori della perizia si sostiene che l’edificio non sia staticamente accettabile neanche in condizioni statiche, quindi senza terremoto. Com’è possibile quando in cinquantanni ha subito dei terremoti e resta lì, ancora in piedi? Non ci sono problemi sotto quel profilo, così come per il sottotetto che non è troppo pesante, dal momento che i tubi scaricano sui muri portanti. Insomma, nessun rischio crollo».

CONTROPERIZIA – Quali le prossime mosse allora? «Tutto si basa su una perizia che nessuno ufficialmente aveva ancora visto – dice Papamarenghi –  come Comune di Lugagnano siamo riusciti a ottenere i dati, uno staff di tecnici qualificatissimi li ha valutati e sono emerse considerazioni che riaprono tutta la questione. Prima di ragionare se spostare i reparti, o casa spostare, prima di parlare dei 10 milioni, che tra le altre cose non sono stati ancora ufficializzati, appunto si veda prima se la perizia ha il valore che le si è voluto dare».  Quindi chiude: «Anche i sindaci che hanno recentemente detto che non si sarebbe tornati a discutere della perizia, non possono più chiudere gli occhi di fronte a questi dati. Si chiederà dunque un intervento diretto della Conferenza sanitaria per redigere una controperizia».


SOLDI PUBBLICI
– Dopo alcuni rappresentanti del comitato ha parlato anche Massimo Polledri. «Confutata l’analisi inaffidabile contenuta nella perizia si nota la grande differenza tra il pericolo imminente paventato pochi giorni orsono e un domani che ci dirà forse cose diverse. Ora la Conferenza sanitaria deve approfondire i dati e consiglio di stare attenti a ignorare queste cose, perché qui si parla di soldi pubblici e di conseguenza c’è il rischio di danno erariale dietro l’angolo. Inoltre, se i dati dello staff di tecnici fossero confermati, si sarebbe arrecato un disagio importante senza necessità».

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