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Rischio evasione, Piacenza resta tra le province “virtuose”

Inchiesta del Sole 24 ore. Punteggio calcolato confrontando il grado di benessere e i redditi disponibili. Apre la classifica Milano, seguita da Bologna e Trieste. Piacenza perde una posizione rispetto al 2010. E da oggi al via il Redditometro.

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Il nostro territorio resta nella parte alta della classifica elaborata dal quotidiano economico, calcolata confrontando il grado di benessere e i redditi disponibili. Apre la classifica Milano, seguita da Bologna e Trieste. Piacenza si posiziona al venticinquesimo posto, con 113 punti, contro la media italiana di 100. Il nostro territorio perde una posizione rispetto al 2010.

Il metodo di calcolo (da Il Sole 24 ore). Per ogni regione e ogni provincia il punteggio dell’indicatore elaborato dal Centro studi Sintesi esprime il divario tra il livello di benessere e il reddito disponibile delle famiglie (dati Prometeia 2011), in modo da tracciare la mappa del “rischio di evasione”. L’indicatore ha come media nazionale un valore pari a 100: punteggi bassi indicano che i redditi sono tendenzialmente inferiori al tenore di vita, e quindi c’è un potenziale rischio di evasione fiscale; nel caso di punteggi superiori a 100, invece, significa che i livelli di benessere sono mediamente inferiori o in linea con il reddito. 

E da oggi al via il Redditometro 2013. Dopo un periodo di test, il temuto redditometro inaugurato prima delle ferie parte oggi 19 agosto su scala nazionale e completa. Come si sa, si tratta di un nuovo sistema per permettere maggiore controllo sui redditi degli italiani e scoprire eventuali evasori, problema annoso del fisco italiano mai risolto nonostante innumerevoli tentativi. Il sistema si basa su una sorta di sistema incrociato che permette di verificare in base a quanto denunciato nei redditi e il reale stile di vita del cittadino (ville, auto di lusso ad esempio) se il cittadino non abbia dichiarato i suoi reali guadagni ma solo in parte. Il sistema prevede diversi livelli di accertamento prima di intervenire con le multe, permettendo al cittadino di verificare le sue spese e i suoi possedimenti che ad esempio possono scaturire da una recente eredità. Solo in caso di verifica di reale evasione si procede con la denuncia. Saranno presi in esame solo gli ultimi quattro anni di dichiarazione dei redditi. Per ottenere questi risultati il redditometro è collegato con oltre cento banche: ciò che renderà sospetta la dichiarazione sarà una differenza compresa tra le spese sostenute e i redditi dichiarati che supererà il 20%.

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