Sant’Anna di Stazzema, il Comune di Piacenza alla commemorazione 

Il Comune di Piacenza ha partecipato oggi alla Commemorazione dell’Eccidio di Sant’Anna di Stazzema. Era presente il Gonfalone della città, accompagnato dalla consigliera comunale Giulia Piroli

Più informazioni su

Cinquecentosessanta morti in tre ore: a Sant’Anna di Stazzema, 69 anni fa. Donne, bambini e anziani le vittime della strage nazifascista nel paese in provincia di Lucca. Inserita nella “zona bianca” per l’accoglienza agli sfollati, S.Anna contava nell’agosto 1944 circa mille abitanti. Il 12 mattina il paese viene circondato da 3 reparti SS.
Gli uomini si nascondono nei boschi ma gli altri, donne, anziani, bambini, teoricamente immuni poiché civili inermi, rimangono. Muoiono falciati da mitragliatrici e bombe a mano. Il Comune di Piacenza ha partecipato oggi alla Commemorazione dell’Eccidio di Sant’Anna di Stazzema. Era presente il Gonfalone della città, accompagnato dalla consigliera comunale Giulia Piroli. E’ stata il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Maria Chiara Carrozza, a tenere l’orazione ufficiale.

Nell’occasione, è stato presentato il progetto dell’Unione dei Comuni della Versilia Sentieri di pace-Percorsi nel Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema, che prevede anche impianti multimediali e interattivi nel Museo. L’inaugurazione delle nuove installazioni, che rendono il Museo un polo multimediale grazie a una grande quantita’ di materiale audiovisivo, è fissata per il 27 settembre 2013.

L’ECCIDIO – L’eccidio nazista di Sant’Anna di Stazzema fu un crimine contro l’umanità commesso dai soldati tedeschi della 16a SS-Panzergrenadier-Division “Reichsfuhrer SS”, comandata dal generale Max Simon. All’alba del 12 agosto 1944, tre reparti di SS salirono a Sant’Anna mentre un quarto chiudeva ogni via di fuga a valle sopra il paese di Valdicastello. Alle 7 il paese era circondato. Quando le SS giunsero a Sant’Anna, accompagnati da fascisti collaborazionisti che fecero da guide, gli uomini del paese si rifugiarono nei boschi per non essere deportati mentre donne, vecchi e bambini, sicuri che nulla sarebbe capitato loro, in quanto civili inermi, restarono nelle loro case. In poco più di tre ore vennero massacrati 560 civili, in gran parte bambini, donne e anziani. I nazisti li rastrellarono, li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case, li uccisero con colpi di mitra e bombe a mano. La vittima più giovane, Anna Pardini, aveva solo 20 giorni.

Infine fu il fuoco a distruggere e cancellare tutto. Non si trattò di rappresaglia. Come è emerso dalle indagini della Procura Militare di La Spezia, si trattò di un atto terroristico, di una azione premeditata e curata in ogni minimo dettaglio. L’obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra le popolazioni civili e le formazioni partigiane presenti nella zona. La ricostruzione degli avvenimenti, l’attribuzione delle responsabilità e le motivazioni che hanno originato l’Eccidio sono state possibili grazie al processo svoltosi al Tribunale Militare di La Spezia e conclusosi nel 2005 con la condanna all’ergastolo per dieci ex SS colpevoli del massacro; sentenza confermata in Appello nel 2006 e ratificata in Cassazione nel 2007

Fondamentale, nel 1994, anche la scoperta avvenuta a Roma, negli scantinati di Palazzo Cesi, di un armadio chiuso e girato con le ante verso il muro, ribattezzato poi “Armadio della vergogna”, poiché nascondeva da oltre 40 anni documenti che sarebbero risultati fondamentali ai fini di una ricerca della verità storica e giudiziaria sulle stragi nazifasciste in Italia nel secondo dopoguerra.


Il comunicato stampa del Comune di Piacenza.
“Ricordare le vittime civili dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, 560 persone innocenti di cui la maggior parte erano donne, bambini e anziani, è un gesto doveroso che, 69 anni dopo, suscita una grande, fortissima emozione”. Così la consigliera comunale Giulia Piroli, che ha rappresentato l’Amministrazione quest’oggi alla cerimonia di commemorazione della strage nel borgo toscano, esprime il senso della partecipazione istituzionale e della presenza, tra i tanti gonfaloni, di quello della città di Piacenza, portato dagli agenti della Polizia Municipale Mauro Mariani e Fabio Grassi.

“Abbiamo ascoltato le parole del sindaco di Stazzema, Michele Silicani – racconta la consigliera Piroli – e del presidente dell’associazione Martiri di Sant’Anna, Enrico Pieri, che ha commentato con amarezza la sentenza con cui il tribunale di Stoccarda, nel maggio scorso, ha respinto il ricorso contro l’archiviazione dell’inchiesta. E poi c’è stato l’intervento, coinvolgente e condivisibile sotto tanti profili, del ministro per l’Istruzione Maria Chiara Carrozza, che nel suo discorso ha richiamato l’importanza dell’insegnamento della storia, basato soprattutto sulla ricerca e sulla conoscenza dei luoghi della memoria. Un aspetto, questo, per il quale si è impegnata a promuovere e sostenere una serie di progetti, cui auspico che anche il Comune di Piacenza possa aderire organizzando, ad esempio, viaggi conoscitivi a Sant’Anna di Stazzema, affinchè soprattutto le giovani generazioni possano essere consapevoli di ciò che è stato”.

“Dal concetto di memoria come trasmissione dei valori, alla priorità di investire sulla scuola e sulla formazione – conclude Giulia Piroli – sino al ruolo portante e spesso trascurato degli insegnanti, sono stati tanti gli spunti di riflessione, intrecciatisi alla commossa rievocazione di questo tragico episodio della nostra storia e al necessario impegno delle istituzioni, al di là delle ideologie e delle diverse appartenenze politiche, affinchè non possa più accadere”. Alla cerimonia ha partecipato, a titolo personale, anche il consigliere Marco Pascai.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.