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Scontro Trespidi-Asl: “Senza il progetto da Fiorenzuola nessun trasloco” foto

Duro confronto nella conferenza socio sanitaria dedicata all’ospedale di Fiorenzuola. Bianchi (Asl) replica: "A disagio per i toni usati, il progetto sarà pronto il 6 agosto"

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Lunga e dibattuta in Provincia a Piacenza la conferenza socio sanitaria dedicata agli interventi di ristrutturazione per l’ospedale di Fiorenzuola. Dopo l’introduzione del presidente Massimo Trespidi, la parola è passata ai tecnici della Regione per l’illustrazione delle perizie svolte sulla struttura e gli interventi richiesti alla sua messa in sicurezza. Presente il direttore generale dell’Asl Andrea Bianchi e i sindaci del territorio.

Il confronto tra Trespidi e l’Asl ha vissuto momenti di asprezza: “Fino a quando non sarà stato presentato un progetto tecnico e non sarà discusso in conferenza socio sanitaria, da Fiorenzuola non si muove uno spillo”. Il direttore dell’Asl Andrea Bianchi ha replicato: “A disagio per i toni usati, il progetto sarà pronto e presentato il 6 agosto”

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IL DIBATTITO IN DIRETTA

LA PERIZIA TECNICA: “EDIFICIO A RISCHIO COLLASSO” – La perizia illustrata sull’ospedale di Fiorenzuola è stata eseguita dalla società Sicuring. I due tecnici hanno ricostruito tutta la storia dell’ospedale, e nei mesi scorsi sono state affettuate sulla struttura prove ultrasoniche, per testare la velocità di propagazione delle onde e indagini sclerometriche per testare la resistenza del calcestruzzo agli urti: indagini volte a capire la resistenza dell’edificio.

Il presidente della conferenza socio sanitaria Massimo Trespidi ha invitato i tecnici ad arrivare velocemente alle conclusioni. “Siamo convinti che l’indagine sia stata seria e accurata – precisa Trespidi – noi invece vogliamo discutere le conclusioni cui siete arrivati”.

I tecnici riferiscono di criticità evidenziate per quanto riguarda i carichi statici, a causa degli elevati carichi presenti sulle fondazioni, e criticità sulle parti in muratura ( per quanto riguarda le facciate, con possibilità di “ribaltamento”), non viene garantita la tenuta strutturale in eventi sismici. Si parla di esigua resistenza del calcestruzzo, la struttura presenta dei carichi maggiorati in verticali, dovuta alle sopraelevazioni eseguite negli anni.

La conclusione dei tecnici è abbastanza netta: “Anche se l’edificio non presenta segni evidenti di ammalorammento, la struttura presenta il rischio di collassi prematuri”. “Non possiamo dire, spiegano i tecnici, che l’edificio crollerà domani”.

Abbattere o non abbattere la palazzina? – La domanda che vi facciamo, chiede Trespidi, se “e’ necessario abbattere e ricostruire la palazzina”. La risposta degli ingegneri: ’Si può intervenire nei modi più disparati, e’ necessario predisporre un progetto’.

TRESPIDI: “NON SI POSSONO SPOSTARE LE PERSONE COME BIRILLI” – Di nuovo Trespidi sottolinea: ’Nella vostra relazione, però non viene prospettata la demolizione: voi proponete una radicale ristrutturazione del sottotetto e la copertura’. ’L’intervento più urgente e’ di natura statica, lo dico perché le conseguenze sono diverse. Se si mettono in sicurezza la copertura e il sottotetto, mettendo di conseguenza in sicurezza i piani sottostanti, si riescono a tutelare le esigenze degli utenti e del personale, perché non si possono spostare le persone come birilli”.

’Era un intervento così urgente, che durante la conferenza sociosanitaria del 10 luglio scorso non si è nemmeno data notizia di questa novità. Voglio sapere chi si prende la responsabilità di dire che la palazzina vada abbattuta. Il dottor Bianchi ci ha detto che il comitato scientifico tecnico regionale avrebbe preso questa decisione, dopo aver letto la perizia. Deve essere fatta chiarezza su cosa deve essere fatto e cosa deve essere trasferito. Tutte queste informazioni dovevano essere date per tempo, evitando fraintendimenti”.

BIANCHI: “NON SERVE ALCUN ABBATTIMENTO” – La replica di Bianchi: “Nessun abbattimento, ma gli interventi incompatibili con l’attività lavorativa” – “Non c’è stata perdita di tempo, puntualizza il direttore generale dell’Asl Bianchi, perché davanti a questa relazione che dice che il sottotetto non tiene, non è’ agganciato bene, la struttura non è realizzata a norma di legge. Nessuno ha parlato di abbattimento, ipotesi di abbattimento di tutto l’edificio non c’è mai stata perché è illogica. Questo non toglie che un intervento deve essere fatto, vanno trovate le soluzioni più idonee per risolvere il problema. Abbiamo ragionato se il quarto piano possa essere mantenuto. L’intervento, qualunque possa essere, e’ incompatibile con l’attività lavorativa, rappresenta una condizione di insicurezza”.

“Bene, allora – risponde Trespidi – mettiamo in cassaforte questa dichiarazione: l’ospedale non sarà abbattuto. Noi adesso vogliamo sapere se sarà possibile evitare i trasferimenti da Fiorenzuola a Castelsangiovanni e Piacenza”.

IPOTESI DEMOLIZIONE QUARTO PIANO E COPERTURA – Franco Camia, dirigente del dipartimento tecnico dell’Asl di Piacenza, interviene: “Non ho detto mai con il mio direttore che si dovesse procedere al l’abbattimento dell’edificio. Qui si parla di ristrutturazione. Leggendo la perizia si arriva a tre conclusioni, ma non spetta alla perizia dare soluzioni. Comunque si legge che la copertura e’ incompatibile con la tenuta della struttura, spostando gli impianti in un altro punto, agganciando la muratura del reparto operatorio al quarto piano, perché è’ stata solamente “appoggiata”. Tutti interventi che sono incompatibili con attività sanitarie in ospedale. La soluzione per i tempi e i costi che abbiamo individuato e’ eliminare l’ultimo piano e la copertura, questa e’ la condizione minima per scaricare l’edificio dei carichi eccessivi”.

Il presidente Trespidi chiede di condividere il progetto: “La soluzione progettuale dovrà essere presentata in conferenza socio sanitaria, non decidete da soli. So che martedì si terrà una riunione del comitato di distretto, e parlerete di questo. Da quello che ho capito un progetto non c’è ancora e devono ancora essere prese delle decisioni. Io credo che se ne debba discutere in conferenza socio sanitaria. Se c’era la disponibilità di 12 milioni di euro, credo che si possano impiegare per venire incontro alle esigenze dell’utenza e del personale”.

SINDACO DI FIORENZUOLA: “NON INTERROMPERE ATTIVITA’ CHIRURGICA, AFFITTIAMO SALE OPERATORIE MOBILI”- Gianni Compiani, sindaco di Fiorenzuola: “Siamo davanti a problematiche tali da mettere a rischio la tenuta della struttura, e quindi dover procedere a una chiusura immediata? E’ possibile mantenere alcuni servizi? A queste domande hanno risposto i tecnici: la struttura non crollerà domani, ma va messa in sicurezza. Io francamente ho capito subito che non sarebbe stato abbattuto tutto l’edificio, ma solo il quarto piano. Si possono poi trovare soluzioni per non interrompere l’attività chirurgica, magari affittando sale operatorie mobili per dare risposte non solo a Fiorenzuola, ma a un’intera vallata che è in fibrillazione”. Compiani ha poi fatto riferimento alla possibilità di realizzare in pochi le nuove sal operatorie al terzo piano dell’attuale struttura. “Non vogliamo perdere del tempo – conclude – ma troviamo insieme risposte da dare ai cittadini, finchè non si arriva alla sottoscrizione di un documento condiviso non si parla di date e non si parla di spostamenti”.

DOSI: “URGENTE INTERVENIRE, EVITARE TENSIONI” – Le parole del sindaco di Piacenza: “E’ urgente intervenire, non possiamo permetterci di perdere tempo, non è facile ottenere uno stanziamento così consistente di fondi da parte della Regione, un’opportunità questa da utilizzare al meglio, per trovare soluzioni in grado di venire incontro all’utenza. L’incontro di oggi avrebbe dovuto essere il primo di questo percorso, ci saremmo evitati problemi di comunicazione e tensioni di cui oggi non abbiamo assolutamente bisogno.

Nella discussione interviene il sindaco di Podenzano Alessandro Ghisoni: “Ero a Fiorenzuola, ieri sera, ed e’ arrivato un messaggio forte, e cioè che l’ospedale non si chiude. I tecnici devono dare soluzioni in base al nostro obiettivo: non penalizzare i servizi presenti oggi a Fiorenzuola e che devono essere mantenuti”.

Roberto Pasquali, presidente consiglio provinciale: “In svariate occasioni ci si è rivolti a strutture ospedaliere mobili, bisogna evitare di togliere servizi, perché dopo è sempre difficile ripristinarli. Vorrei poi convocare i tecnici che hanno redatto le perizie sugli ospedali di Cortemaggiore, Bobbio e la casa della Salute di Bettola, per sapere com’è la situazione”.

“SENZA PROGETTO, DA FIORENZUOLA NON SI MUOVE NULLA” – Le conclusioni di Trespidi molto dure nei confronti dell’Asl: “Io capisco il senso di fastidio dell’azienda ma non lo giustifico. Deve mettersi in testa che ha a che fare non con degli straccioni, ma con i sindaci e il presidente della Provincia di Piacenza. Forse in passato eravate stati abituati a fare quello che volevate, ma questa musica e’ finita. La politica deve rendere conto alla gente, e siamo stufi di tecnici che pensano di non dover rendere conto a nessuno. La macchina si era già messa in moto, non ce lo siamo sognati: il 19 luglio ci era stata indicata la data del 10 agosto come quella di inizio dello sgombero. Adesso ci vuole condivisione. L’incontro di oggi e’ stato molto importante e l’azienda deve farsi carico di due problemi urgenti: qual è il progetto tecnico con cui si deve intervenire e qui c’è un altro aspetto grave, e cioè sono stati previsti dei traslochi di attività senza un progetto esecutivo. Fino a quando non sarà stato presentato e non sarà discusso in conferenza socio sanitaria, da Fiorenzuola non si muove uno spillo”.

BIANCHI: “PROGETTO PRONTO IL 6 AGOSTO” – La replica dell’azienda sanitaria è affidata al direttore generale Andrea Bianchi: “Noi in realtà siamo preoccupati davanti a una situazione complessa, cui si deve trovare una soluzione. Mi sento a disagio dopo l’intervento del presidente Trespidi, per i toni utilizzati, io non ho mai manifestato problemi di comunicazione con i sindaci e le istituzioni del territorio in cui lavoro da 10 anni. Dopo l’intervento dell’assessore regionale Lusenti a Piacenza nei giorni scorsi si erano evidenziati tre aspetti: trovare una soluzione in tempi brevi, certezza delle risorse da stanziare, garantire i servizi. Faccio fatica a confrontarmi con le voci, io sono abituato a essere concreto, ho detto che ci sarebbe stato un progetto e questo sarà presentato il 6 agosto: contiene una ipotesi di ristrutturazione e proposte per i servizi. Di questo si parlerà prima nel comitato di distretto e poi in conferenza sociosanitaria”.

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