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Sigarette elettroniche, Peri a Pollastri: “Vietarle può esporre a ricorsi al Tar”

Un’interrogazione per capire gli effetti della sigaretta elettronica sulla salute e le motivazioni dei divieti che, da più parti, sono sorti per limitarne l’uso l’ha presentata in Regione Andrea Pollastri (PdL)

Un’interrogazione per capire gli effetti della sigaretta elettronica sulla salute e le motivazioni dei divieti che, da più parti, sono sorti per limitarne l’uso l’ha presentata in Regione Andrea Pollastri (PdL). Questo strumento ha avuto negli ultimi tempi grande diffusione proprio perché, mancando studi sulla conclamata nocività, era possibile utilizzarli anche laddove il fumo tradizionale è vietato.

Uno di questi luoghi è il treno: Trenitalia, in via prudenziale, ha al momento esteso, in via prudenziale, il divieto dell’utilizzo delle sigarette elettroniche.  A far chiarezza sulle motivazioni l’Assessore ai Trasporti Alfredo Peri: “Per quanto attiene la nocività – ha detto -, secondo le conoscenze attuali il loro utilizzo può provocare effetti polmonari acuti (aumento dell’infiammazione, aumento delle resistenze del flusso aereo); è stato segnalato un caso di polmonite lipidica. Il loro uso è associato a irritazione di bocca e gola, tosse secca. Le sigarette elettroniche contenenti nicotina possono provocare tachicardia, nausea, vertigini, aumento della sudorazione e indurre dipendenza da tale sostanza. Non devono essere usate in gravidanza per la presenza di nicotina e di sostanze con possibili effetti citotossici.”

“Va comunque sottolineato – ha proseguito – che l’utilizzo della sigaretta elettronica è un fenomeno molto recente e sono necessari ulteriori studi per poter valutare tutti gli effetti sull’organismo umano.  Dagli studi fino ad ora condotti risulta che la sigaretta elettronica produce un fumo passivo per i soggetti esposti in ambiente chiuso. Nonostante dalle sigarette elettroniche vengano prodotte meno sostanze pericolose rispetto alla sigaretta tradizionale, essa può emettere nicotina che viene assorbita anche da fumatore passivo (particolarmente a rischio possono essere i bambini, gli anziani e le donne gravide). Nel loro vapore sono inoltre presenti fumi da glicole propilenico che possono essere irritanti soprattutto per chi soffre di problemi di allergie o asma.”

“La “legge Sirchia” – ha concluso – persegue il fine primario della tutela della salute dei non fumatori, con l’obiettivo di massima estensione possibile del divieto di fumare, che come tale deve essere ritenuto di portata generale, con la sola limitata esclusione delle eccezioni espressamente previste.” Peri, tuttavia, ha precisato che “Promulgare atti ufficiali di divieto di fumo della sigaretta elettronica sia in parte una forzatura della normativa, che potrebbe esporre a numerosi ricorsi al TAR con esito incerto. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, comunque, raccomanda che all’uso delle sigarette elettroniche in luoghi pubblici siano applicate le stesse restrizioni per ridurre il fumo convenzionale di seconda mano in quanto gli stessi possono rilasciare nicotina. Allo stato attuale delle conoscenze e in attesa di una specifica normativa, applicando il principio di precauzione come consigliato daIl’Organizzazione, appare opportuno ad esempio chiedere alle strutture sanitarie (Ospedali e Servizi Sanitari) di invitare i frequentatori a non fumare sigarette elettroniche nei loro locali. La stessa richiesta può essere estesa a tutti i luoghi chiusi per i quali esiste un divieto di fumo in base alla normativa vigente, come raccomandato dall’Organizzazione al fine di ridurre l’esposizione della popolazione al fumo convenzionale di seconda mano”.

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