Via Degani, Rota Gelpi: “Siamo fiduciosi, piacentini stiano tranquilli”

Omicidio Gambarelli, parla il comandante provinciale dei carabinieri di Piacenza colonnello Paolo Rota Gelpi,

Omicidio Gambarelli, parla il comandante provinciale dei carabinieri di Piacenza colonnello Paolo Rota Gelpi, che in occasione del saluto di congedo al sindaco Paolo Dosi, ha fornito alcune indicazioni sullo stato delle indagini e soprattutto ha detto ai piacentini di stare tranquilli. 

“Posso dire che stiamo lavorando a 360 gradi – ha affermato – e voglio tranquillizzare tutti coloro che resteranno a casa in questo periodo. Stiamo lavorando e stiamo raccogliendo elementi che possono essere utili alla risoluzione del caso, siamo fiduciosi non solo a parole, ma anche perchè quando ci sono queste situazioni c’è il massimo impegno da parte dell’Arma, che ha messo in campo tutti i suoi mezzi compresi i Ris, quindi siamo fiduciosi per il buon esito delle indagini”. 

A distanza di quasi due settimane resta ancora senza nome l’assassino di Giorgio Gambarelli, il 67enne ex fisioterapista trovato morto con la gola tagliata sabato 27 luglio all’interno della propria abitazione di via Degani a Piacenza. Dalla Procura il riserbo sulle indagini rimane massimo, ma quello che trapela tra gli inquirenti è un cauto ottimismo per la positiva risoluzione della vicenda. Attesi a breve i risultati delle analisi effettuate dai carabinieri dei Ris nell’appartamento al primo piano della palazzina di via Degani, dai quali arriveranno elementi e conferme importanti. Da quanto si è appreso le indagini negli ultimi giorni avrebbero preso una direzione ben precisa: per tutta la settimana i carabinieri del nucleo investigativo hanno sentito amici, conoscenti e familiari della vittima. Fra di loro anche una suora piacentina, amica di Gambarelli, che sarebbe stata l’ultima persona ad averlo sentito in vita.

Tra i punti ancora da chiarire, lo ricordiamo, figura infatti l’esatta ora della morte, insieme all’arma utilizzata dall’assassino, probabilmente un coltello, che però non è mai stata ritrovata. Sparita, così come il cellulare del 67enne: la sorella Luisa, nella serata di sabato, aveva dato l’allarme non essendo riuscita a mettersi in contatto con lui per tutta la giornata. Sembra comunque decisamente da escludere l’ipotesi di una rapina, visto che dall’abitazione non sarebbe stato portato via nulla. La stessa sorella aveva parlato di un prestito di 4mila euro che il fratello aveva fatto ad un giovane straniero, una pista verificata dagli inquirenti che non avrebbe però portato elementi significativi. Fra le ipotesi su cui si sono concentrate le indagini fin dalle ore immediatamente successive al delitto quella che Gambarelli conoscesse il suo assassino tanto da avergli aperto la porta di casa, poi chiusa a chiave dall’omicida una volta commesso il delitto. 


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