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Amarcord Lyons: i 50 anni del rugby bianconero LE FOTO foto

 Al Palabanca si è celebrata la metà bianconera del rugby piacentino con le interviste e gli aneddoti di tantissimi ospiti che hanno fatto la storia della palla ovale sulla scena locale e nazionale

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Una festa per i 50 anni dei Lyons con tanti amici, tanti ricordi e la voglia di guardare sempre avanti. Al Palabanca si è celebrata la metà bianconera del rugby piacentino con le interviste e gli aneddoti di tantissimi ospiti che hanno fatto la storia della palla ovale sulla scena locale e nazionale. Durante la serata anche gli omaggi di due Lyons diventati uomini di spettacolo, fondatori di Manicomics Teatro; Filippo Arcelloni ora PKD Teatro e Mauro Mozzani ancora nei Manicomics e clown del “Cirque du Soleil” e musica dal Vivo con il gruppo “Special Guest”. A condurre la serata ex Lyons, Giacomo Bagnasco, giornalista del ”Sole 24ore”. LEGGI SU SPORTPIACENZA.IT

CINQUANT’ANNI FA – Cinquant’anni fa, il 13 settembre del 1963, l’indimenticato – e indimenticabile – Melchiorre Dadati fondò insieme a un gruppo di studenti i Lyons e ne diventò allenatore, presidente, tesoriere e segretario. Oggi il Dado non c’è più, e chissà quanto sarebbe fiero nel vedere la crescita del proprio club che nel maggio scorso, dopo aver dominato metà campionato, è arrivato alle soglie della promozione nella massima serie perdendo solamente nella semifinale playoff. Sicuramente il Dado guarderà la festa da lassù, come guarda il torneo giovanile che ogni anno i suoi figli Arianna e Mario organizzano per lui.
 

FESTA –
 Una succulenta novità è il libro che verrà stampato (presto in vendita) per onorare la storia dei bianconeri: un prezioso “strumento” che ripercorre la storia dei Lyons attraverso contenuti, statistiche e foto curate da Piriti, Bagnasco e Biasion.
 

STORIA –
La “leggenda” narra che nel corso di un pomeriggio di fine estate un gruppo di studenti dell’Istituto Tecnico Industriale di Piacenza si radunò in un bar cittadino con il proprio insegnante di educazione fisica per costituire una squadra di rugby. Il nome da dare alla squadra? Tra le varie ipotesi, i Lima Lima, i Cooks, i Ramarri, ebbe la meglio quella riportante la marca di un the, lo stesso che uno dei ragazzi stava sorseggiando: la y al posto della i e… nacquero i Lyons. Era il 13 settembre del 1963 e l’insegnante di educazione fisica, Melchiorre Dadati, sarebbe divenuto fondatore, allenatore e presidente del neonato club bianconero, nonché tesoriere (1200 lire in cassa) e segretario.  I Lyons parteciparono così al primo campionato giovanile nella stagione ’63-’64, inseriti nel girone emiliano e composto da dieci squadre, Piacenza Rugby compreso. Il destino volle che fosse proprio il Terme S.Andrea Piacenza a tenere a battesimo i “cugini” bianconeri nella gara d’esordio di tutti i tempi. Si lottò accanitamente, da una parte e dall’altra, fino al risultato finale di 6-3 in favore dei Lyons grazie a due piazzati di Ivo Casana, estremo e capitano dei bianconeri mentre per il Piacenza segnò “Ciccio” Abelli, sempre su piazzato.  Queste le mitiche formazioni in campo. Lyons: Ivo Casana (cap), Vincenzo Fava, Enrico Bertè, Enrico Montuschi, Daniele Bassini, Carlo Castagnola, Paolo Valenti, Loredano Castagnola, Luigi Bertuzzi, Fulvio Poggi, Ennio De Marco, Luigi Ballani, Natalino Fanzola, Giovanni Maccagni, Antonio Marchesi. Terme S.Andrea Piacenza: Forte, Bergamaschi, Bonvini, Fumi, Gennari, Guglieri, May, Carboni, Abelli, Calderoni, Mastrantonio, Bertuzzi, Marcucci, Bricchi, Vermi.
 

IL DECOLLO –
La stagione ’76-’77 rappresenta l’anno della consacrazione, festeggiata con la promozione in serie B. I Lyons chiudono il girone d’andata senza subire sconfitte: pareggio (4-4) nella gara d’esordio con l’Ova Pieve di Cento a cui fanno seguito otto vittorie consecutive, compreso un 114-0 inflitto allo Jesi. I Lyons si qualificano per i play off e si apprestano a disputare quella che da tutti è ricordata come la “partita delle partite”. Gli avversari sono gli abruzzesi del Paganica, che si aggiudicano la partita di andata per 9-6. Si gioca la gara di ritorno a Piacenza e il Paganica si presenta “scortato” da tre pullman di propri tifosi: sono oltre 2000 gli spettatori presenti in tribuna per un incasso di un milione e settecentomila lire (1000 lire il costo d’ingresso, ndr). Il primo tempo si chiude in parità: drop del Paganica al 7’ e piazzato di Bertoncini al 18’. La gara è tiratissima, tuttavia i Lyons riescono a segnare una meta, di mischia, al 25’ della ripresa. Ma non basta, è necessaria un’altra meta per ottenere la promozione e così al 39’ Castagnola placca il portatore di palla, Remo Manini ruba l’ovale e trasmette a Nucci che dà a Filios (entrato al posto di Ferretti infortunato): preciso calcio a scavalcare della “Mosca” recuperato al volo da “Ghigo” Nucci che consegna palla a Bertoncini e da questi a Dioli, che finta il passaggio all’esterno per poi tuffarsi in area di meta. I Lyons sono in serie B. Seguono anni di assestamento e di ricambio generazionale, nel gennaio del ’78 viene inaugurata la tribuna del Beltrametti e scompare, a 49 anni, Osvaldo Concarotti.
 

ANNI ’80 –
Gli anni ’80 sono di rivoluzione per i Lyons e culminano con la conquista della serie A grazie alla guida dell’ex capitano Loredano Castagnola, i bianconeri mettono le radici in questa categoria ma, soprattutto, nell’estate del 1986 iniziano i lavori per la realizzazione della sede di via Rigolli: la casa dei Lyons. Un centro sportivo eccellente contraddistinto, come tutta la vita dei leoni, dal volontariato: i progettisti sono architetti “bianconeri” e gran parte della forza lavoro è formata da giocatori e dirigenti. La squadra, a causa della suddivisione dei due gironi di serie A, retrocede in A2 ma ben presto (1987) ritrova la serie A1. Nel gennaio del 1987, a campionato in corso, arriva a Piacenza Nairn Mc Ewan: ex allenatore della nazionale scozzese e per due stagioni del Rovigo, vanta un passato agonistico (anni ’70) nella Scozia del Cinque Nazioni. Per qualche giorno segue gli allenamenti dei bianconeri e poi riparte per la città veneta: sarà proprio lui, nel settembre dello stesso anno, a sedere sulla panchina dei Lyons. Inizia l’era del “Mek”, accompagnato dalla coppia sudafricana costituita dal terza line Tobyas Oosthuizen e dal mediano d’apertura Paul Snyman.
 

OGGI –
Gli anni ’90 sono contraddistinti da numerosi saliscendi, la squadra retrocede nuovamente in A2 ma questo passo falso è presto cancellato con la nuova promozione in A1 del 1991 con Achille Bertoncini al timone e un “certo” Carlo Orlandi con la fascia da capitano. Tuttavia a metà anni ’90 c’è la prima vera crisi con il doppio salto all’indietro fino ad arrivare in serie B, e non è finita perché il club sfiora anche la serie C ma a partirà dagli anni Duemila i bianconeri innescano una cavalcata che li riporterà in serie A. Oggi i Lyons sono una della società più serie, concrete e importanti del panorama rugbistico italiano. Un blasone frutto di una seria programmazione, spese oculate e giuste, e un di grandissimo lavoro sviluppato con il Settore Propaganda dedicato ai più piccoli. La passata stagione è stata sfiorata la promozione in Eccellenza, il massimo campionato dello Stivale, e per il 2013-2014 la volontà è quella di riprovarci per festeggiare come si deve l’anno del 50esimo compleanno.

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