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Congresso Pd, nasce il comitato Cuperlo. Correnti in movimento

Grandi e piccole manovre in casa Partito Democratico a Piacenza in vista del congresso. In attesa che l’assemblea nazionale definisca nel fine settimana le regole della partecipazione e le date dell’assise

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Grandi e piccole manovre in casa Partito Democratico a Piacenza in vista del congresso. In attesa che l’assemblea nazionale definisca nel fine settimana le regole della partecipazione e le date dell’assise, le componenti di casa nostra si attrezzano per affrontare una nuova stagione di confronto politico. Da eleggere c’è infatti il nuovo segretario provinciale, ma non è ancora stabilito se le primarie per leader nazionale saranno agganciate ai congressi di federazione o per il livello locale la consultazione sarà anticipata. 

Ieri sera nella sede cittadina del partito si è riunito il comitato piacentino a sostegno di Gianni Cuperlo, in corsa per la segreteria nazionale. Presenti alla riunione il coordinatore regionale Maurizio Roi e Giulia Piroli, la presidente dell’assemblea provinciale e promotrice sin dalla prima ora della candidatura del parlamentare triestino, sostenuto da Massimo D’Alema. Presenti alla riunione anche il segretario provinciale uscente Vittorio Silva e il vicesindaco Francesco Cacciatore. Quest’ultimo ha espresso il suo sostegno a Cuperlo: “Quello che ci apprestiamo a celebrare – ha spiegato – è un passaggio molto importante per il Pd, il cui ruolo come quello degli altri partiti è riconosciuto dalla Costituzione. Il congresso sarà l’occasione per ridefinire le strategie per l’Italia e contribuire al suo governo in una fase molto delicata. Sono convinto che il partito non sia fatto da una sola persona e non ho mai creduto all’uomo solo al comando, per questo la proposta di Cuperlo è quella che è in grado di dare le migliori risposte”. 

Nei giorni scorsi l’ex segeretario Pierluigi Bersani aveva pubblicamente manifestato il suo favore alla candidatura di Cuperlo, sottolineando tuttavia la necessità di allargare il più possibile il suo consenso ad altre componenti e sensibilità democratiche. 

Anche perchè sull’altro fronte c’è l’agguerrito Matteo Renzi, lanciatissimo dai sondaggi e dal successo di audience nel suo tour alle feste democratiche. Per questo la componente renziana piacentina si prepara a dare battaglia anche sul fronte locale, con in prima fila l’ex  sindaco Roberto Reggi, che proprio ieri sera ha partecipato ad un incontro del comitato di Torino, l’assessore comunale Katia Tarasconi e alcuni sindaci come Gianluigi Molinari, Alessandro Ghisoni e Angela Fagnoni.

Gianluigi Molinari afferma tuttavia che il quadro è ancora in movimento: “Capisco il fermento, ma siamo in una situazione di stallo perchè non conosciamo ancora le regole del congresso e soprattutto siamo in attesa di conoscere le decisioni della giunta per le autorizzazioni sulla decadenza di Berlusconi. Speriamo che superato questo scoglio si possa arrivare ad una fase più serena dove si discuta di contenuti”.

Il sindaco di Vernasca aggiunge l’auspicio che le primarie “siano il più aperte possibile, anche perchè occorre ridefinire la rappresentanza del partito attraverso forme di adesione nuove, più attente agli elettori per scongiurare il ritorno a circoli chiusi”. Sul tema delle consultazioni locali sganciate da quelle nazionali, arriva un’apertura: “Non escludiamo la possibilità che possano avvenire in tempi di versi, anche perchè i problemi del territorio sono diversi da quelli nazionali e spesso le dinamiche politiche sono differetnti, e poi credo che vadano superate rigide logiche di appartenenza e di tifoseria”. 

Nutrita sulla scena piacentina anche la componente “terzista”, composta da chi non ha ancora compiuto una scelta definita tra Renzi e Cuperlo, o preferirebbe che si schierasse un terzo candidato. Ipotesi ancora in campo, stando ad alcune voci. In mezzo al guado ci sono i lettiani, impegnati soprattutto a sostenere il governo come la parlamentare Paola De Micheli, che non si è ancora espressa per nessun candidato, e pure parecchi esponenti dell’area “Franceschini”, rimasti spiazzati dall’appoggio del ministro al sindaco di Firenze.

Comunicato del comitato per Cuperlo a Piacenza 

Mettere al centro della discussione congressuale i contenuti e la politica. Questo è il messaggio che è emerso dalla prima riunione del Comitato piacentino a sostegno della candidatura di Gianni Cuperlo a segretario nazionale del Pd.
 
Incontro che si è svolto lunedì sera presso la sede provinciale del Pd di Piacenza alla presenza di una trentina di iscritti e militanti, intervenuti per informarsi e per discutere del documento che Gianni Cuperlo ha presentato come base della sua candidatura a segretario nazionale. Riunione che di fatto ha sancito la nascita ufficiale del Comitato a Piacenza.
 
La serata, che è stata introdotta dalla consigliera comunale Giulia Piroli, da tempo sostenitrice della candidatura di Cuperlo e da Maurizio Roi, coordinatore regionale della mozione, ha visto la presenza del vicesindaco Francesco Cacciatore che ha aderito ufficialmente al comitato.
 
Diversi gli interventi che hanno permesso una profonda discussione sul partito e sul paese in una delle fasi più delicate della storia italiana.
 
Il Comitato di Piacenza, aperto al contributo di tutti gli iscritti e militanti, ha aperto una pagina fecebook “Piacenza per Cuperlo”. Per aderire al Comitato o per avere informazioni sulle prossime iniziative si puoi inviare una mail a piacenzaxcuperlo@gmail.com. Il doscumento a sostegno della candidatura di Cuperlo si può scaricare dal sito www.giannicuperlo.com.
 
Gianni Cuperlo, triestino, 52 anni,  è’ stato l’ultimo segretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI) ed il primo della Sinistra Giovanile (SG), ricoprendo tale incarico dal 1988 al 1992. Dal 2001 è esponente dei Democratici di Sinistra (DS) e poi del Partito Democratico (PD).
 
Nel documento a sostegno della sua candidatura Cuperlo rimette al centro dell’agenda politica la ricostituzione di un Partito per la sinistra: da un punto di vista del potere sociale, redistribuendo diritti e poteri alle classi più disagiate della società; promuovendo una rivoluzione della dignità umana; da un punto di vista culturale, aggredendo il dominio della cultura liberista più sfrenata; riponendo la questione dell’identità a sinistra all’interno del partito, della formazione dei suoi quadri dirigenti, della sua collocazione a livello europeo; ed infine, di quello del valore della partecipazione e dell’apporto dei suoi iscritti.

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