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Congresso Pd, stasera si presenta “Piacenza per Civati”

Intervento di Andrea Tagliaferri, consigliere comunale della lista civica Piacentini per Dosi, il quale annuncia la costituzione del gruppo democratico a sostegno della candidatura a segretario nazionale di Giuseppe Civati, in vista del congresso Pd.

Lunedì 30 Settembre, ore 21, presso la sede provinciale del Partito Democratico in viale Martiri della Resistenza 4. Con Nico Giberti, coordinatore dell’Emilia Romagna per la mozione Civati e Mirko Tutino, assessore ambiente della provincia di Reggio Emilia. Nasce il comitato Piacenza per Civati; per cambiare le cose, cambiandole, a Piacenza.

Intervento di Andrea Tagliaferri, consigliere comunale della lista civica Piacentini per Dosi, il quale annuncia la costituzione del gruppo democratico a sostegno della candidatura a segretario nazionale di Giuseppe Civati, in vista del congresso Pd. 

Eh sì, lo sappiamo: a livello nazionale il Partito Democratico ha fatto l’esatto contrario di quello che doveva fare. E di quello che aveva promesso di fare, tradendo milioni di elettori e annientando le comuni aspettative. Ma prima di cambiare l’automobile, proviamo ad aggiustarla? 

 
Questo partito è uno strumento, l’ultimo rimasto, perché l’unico con uno statuto chiaro e una grande potenzialità di funzionamento. Non va inteso unicamente come quello spettacolo indecoroso che quotidianamente va in scena a Roma; il partito non è circoscrivibile a ciò che fa il Governo. Di opportunità democratiche ce ne sono sempre meno, per questo crediamo che non si debbano più sprecare.  Perché oggi, o si rinnova la politica ,o si muore. E’ scaduto il tempo delle decisioni rimandabili. Il margine di sicurezza è sempre più sottile e il nostro disinteresse o ripudio per la politica rischia di facilitare sempre i soliti.
 
Togliere la benzina dal serbatoio del malaffare: banche, stampa, politica e grandi gruppi industriali sono troppo “vicini” tra loro per funzionare correttamente. Per cambiare abbiamo bisogno di rompere le logiche di potere consolidate. Ecco allora che serve un leader che non accetti quelle logiche. La frattura deve essere tanto forte quanto netta: oggi la politica è finita fuori controllo ma da domani si deve voltare pagina e abbandonare una realtà che deve diventare al più presto ‘passato’.
 
Per fare questo facciamo entrare in scena Giuseppe Civati, che da anni denuncia la politica degli interessi, i perversi meccanismi clientelari, le decisioni nei caminetti e i modi sbagliati. Ma il valore aggiunto non sono le critiche o le proposte (che ce ne sono tante, che potrebbero anche non piacere); il valore aggiunto è la coerenza e i risultati ottenuti. Il metodo e il modello culturale sono diversi e fortunatamente documentabili. Non ha votato la fiducia al governo Letta e non è andato nei talk-show, per rimanere a contatto con la gente più tempo possibile. Da due anni gira l’Italia in lungo e in largo e  non ha ricevuto nè soldi da fondazioni politiche nè endorsement dai soliti esponenti della nomenklatura. 
 
Non stiamo aspettando di voltare pagina politica, seriamente?
 
ps: noi siamo quelli del partito inclusivo, non chiediamo la tessera all’ingresso.

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