Crisi, “Fare” Piacenza: “Persi due anni. È ora di cambiare davvero”

Forti critiche a Berlusconi da parte di Marco Bergonzi (Pd): "il Paese non è "Roba" sua, occorre una scossa di coscienza perchè solo l’indignazione e l’abbandono di chi lo ha sostenuto fin qui, potra’ costringerlo a mollare la presa; per questo mi auguro che  cio’ accada quanto prima"

Marzia Perazzi, coordinatore provinciale di Fare per Fermare il declino espone il punto di vista di FARE per Fermare il Declino sull’attuale situazione politica nazionale:
“Con la crisi di governo, aperta dal PDL sull’Iva, ma anche nell’imminenza del giudizio di decadenza per Silvio Berlusconi, giungono al pettine, drammaticamente e contemporaneamente, tutti i nodi di vent’anni di scelte fallimentari della classe politica a cui erano affidate le speranze di una reale “Seconda Repubblica””.

“Il conflitto di interessi di Berlusconi è stato il totem attorno al quale si sono attorcigliati per due decenni un centrodestra strutturalmente incapace di attuare la sbandierata “rivoluzione liberale” e un centrosinistra inconcludente, che non è stato in grado di fare “qualcosa di sinistra”, ma nemmeno qualcosa di nuovo. La cifra costante di questo presunto bipolarismo (in realtà due facce della stessa medaglia) è stato il costante ingessamento del sistema, la pervicace resistenza al cambiamento e lo smantellamento di molti settori produttivi del paese”.

“Ma la crisi di governo attuale – prosegue – segna anche e soprattutto il fallimento di due anni di gestione semi-presidenziale, a partire dalla decisione di rimandare la chiamata alle urne che avrebbe costretto Berlusconi e Tremonti a gettare definitivamente la spugna, liberando nuove energie nel centrodestra e costringendo il centrosinistra a un’assunzione di responsabilità. Si è invece preferito, ancora una volta, ingessare la dialettica politica”.

“E dopo le elezioni si è riproposto lo stesso schema con il governo Letta, espressione di quella minoranza di italiani, 22 milioni contro i 24 contrari, che ha scelto di non voler cambiare: gli elettori del PD di Bersani e quelli del PDL del solito Berlusconi. E così si sono persi altri due anni, in cui l’unico risultato è stato quello di rimandare la resa dei conti. L’ossessiva ricerca della “stabilità” ha prodotto solo immobilismo: non si è ridotta la spesa pubblica, non si è cambiata la legge elettorale e si è confusa l’opinione pubblica giocando alle tre carte con Iva, Imu e altre tasse”. “La situazione attuale – conclude – è peggiore di quella che nel 2012 ci ha chiamato all’azione. L’unica cosa migliorata in questi mesi è la maggiore consapevolezza dei nostri concittadini del fallimento di questa classe politica.”


Bergonzi (Pd): “Il paese non appartiene a Berlusconi”

“Come il protagonista di un romanzo di Verga, Berlusconi, vedendo ormai la fine, grida “Roba mia vientene con me”, facendo il diavolo a quattro, ritirando i Ministri, incurante dei danni gravissimi che cio’ comporta per ciascun Italiano”. Così Marco Bergonzi, capogruppo Pd in consiglio provinciale commenta le dimissioni dei ministri Pdl che di fatto apre la crisi di governo. “E’ un malfattore condannato – scrive in una nota – che pretende un trattamento diverso dagli altri e per questo sta perseguitando ed asfissiando il Paese; ormai siamo al reato di stalking e le vittime siamo tutti noi indistintamente, indipendentemente dalle opinioni di ciascuno”.

“Da ora in avanti non si tratta piu’ di essere o meno dalla sua parte politica, ma di essere complici o meno di un caimano che mena gli ultimi colpi di coda, trascinando per il proprio esclusivo interesse personale, istituzioni, imprese e lavoratori nell’abisso cui e’ destinato lui. Ma il Paese non e’ “Roba” sua, occorre una scossa di coscienza perche’
solo l’indignazione e l’abbandono di chi lo ha sostenuto fin qui, potra’ costringerlo a mollare la presa; per questo mi auguro che  cio’ accada quanto prima”.

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