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Facchinaggio, scoperti 700 lavoratori irregolari. Iva evasa per sette milioni

Coinvolte tre cooperative, operanti nel polo logistico cittadino, che pagavano in nero i dipendenti, fatturando in alcuni casi meno ore del dovuto. Scoperto anche un giro di fatture false

Pagavano in nero i dipendenti, fatturando meno ore del dovuto. A scoprire tre cooperative di facchinaggio sono stati gli uomini della guardia di finanza di Piacenza al termine di un’articolata indagina partita oltre due anni fa nel corso della quale sono stati ascoltati circa 900 lavoratori. Le coop, nessuna con sede a Piacenza ma operanti nel Polo logistico cittadino, secondo quanto emerso avevano ideato un articolato sistema di frode: tramite il mancato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, e risparmiando inoltre su Iva e Irpef, riuscivano così a proporsi a prezzi concorrenziali sul mercato. Le Fiamme Gialle piacentine hanno calcolato che le tre società hanno occultato al fisco una base imponibile pari a 17,7 milioni di euro ed evaso Iva per per altri 6,9 milioni.

In sintesi, il consorzio di cooperative stipulava un regolare contratto con la società appaltante per la fornitura di servizi di facchinaggio, affidandone poi l’esecuzione, spiegano gli inquirenti, ad una serie di cooperative “create con il fine di evadere gli obblighi previdenziali e fiscali”. Gli accertamenti hanno messo in luce come le coop in questione avessero “vita breve” e come diversi lavoratori transitassero da una all’altra.

695 i soci lavoratori la cui posizione è risultata irregolare: “L’analisi della contabilità delle cooperative verificate, due delle quali risultate essere evasori totali – ha sottolineato il capitano Luca Ferrari – ha permesso di riscontrare la corresponsione in nero degli emolumenti alla quasi totalità dei lavoratori”.  Nelle buste paga sarebbero infatti state indicate ore di lavoro inferiori a quelle effettivamente prestate; inoltre sarebbe stata indicata impropriamente la voce trasferta, sebbene le attività venissero svolte esclusivamente nella sede di lavoro.

In tutto sono state conteggiati quasi tre milioni di euro di pagamenti in nero insieme al mancato versamento di ritenute Irpef per un milione e 200mila euro ed all’emissione di fatture per operazioni inesistenti da parte di una delle cooperative controllate per oltre due milioni di euro. Gli amministratori, rappresentati da soci lavoratori delle tre società, sono stati denunciati per i reati di infedele e omessa dichiarazione, emissione di fatture per operazioni inesistenti e mancato versamento di Irpef e Iva. Nella foto da sinistra, il luogotenente Ernesto Carapacchi, il capitano Luca Ferrari e l’appuntato scelto Gianluca Papa


L’INTERVISTA AL CAPITANO FERRARI


Rifondazione: “Al polo logistico forme di illegalità diffuse”

“Emerge oggi con elementi di certezza ciò che abbiamo denunciato più volte in questi anni, sostenendo le lotte dei lavoratori del polo logistico piacentino: tre cooperative sono state formalmente accusate dalla Guardia di Finanza di avere occultato al fisco 17,7 milioni di euro e evaso 6,9 milioni di euro”. Così Nando Mainardi – segretario Prc Emilia-Romagna, David Santi – segretario Prc Federazione di Piacenza e Cesare Maggi – segretario Prc Circolo di Piacenza, commentano l’indagine condotta dalle fiamme gialle piacentine.

“I lavoratori – scrivono in una nota – venivano pagati in nero, in modo irregolare, al di fuori del contratto nazionale di lavoro, senza contributi previdenziali e fiscali, esattamente come avevano denunciato con nettezza e determinazione in alcune vertenze del polo logistico: avevano ragione loro. Nel polo logistico sono presenti forme di illegalità diffuse e strutturali, che hanno anche a che fare con la criminalità organizzata: vanno stanate e debellate”.

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