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Fondazione, Scaravaggi “Funivie Marilleva, restituito l’investimento” foto

Audizione in consiglio comunale. A proposito dell’investimento sulle Funivie di Marilleva assicura che "sono tornati indietro i soldi"

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LA DIRETTA dal consiglio comunale di Piacenza

IL DIBATTITO – Il presidente della Fondazione Francesco Scaravaggi risponde ad alcune delle domande poste durante la seduta. E a proposito dell’investimento sulle Funivie di Marilleva, assicura che “sono tornati indietro i soldi”. Per quanto riguarda il Pio Ritiro Santa Chiara, il presidente Scaravaggi non nasconde una certa irritazione per non essere riuscito ancora a risolvere l’impasse che blocca l’utilizzo dell’edificio. “Lo sapere quante donne accoglie al momento? Una – dice Scaravaggi – insieme a un micio. Fino a 5/6 anni fa, la Fondazione veniva gestita in modo un po’ patriarcale. Ora il mondo è cambiato”. Sul tema è intervenuto anche il consigliere della Fondazione Stefano Pareti: “Per quanto riguarda Santa Chiara abbiamo chiesto il parere di uno studio legale di Modena che ci ha profilato la possibilità di un accordo in chiave amministrativa con l’Asp, che ne ha la gestione, senza dover chiedere uno spostamento di vincoli”.

“Non possiamo erogare aiuti diretti alle imprese, ma stiamo lavorando insieme alla Provincia per aggirare questo ostacolo, ad esempio finanziando attività di formazione per 40enni rimasti senza lavoro e giovani in cerca della prima occupazione – ha poi aggiunto il presidente Scaravaggi -. Non abbiamo la bacchetta magica per risolvere la crisi: ad esempio rispetto all’anno scorso sono diminuite le richieste di finanziamento”. Nel febbraio scorso, l’ex presidente Marazzi aveva anticipato l’arrivo, per giugno, di 4 milioni di euro per la vittoria della causa intentata proprio in merito alla partecipazione nelle funivie di Marilleva. 

Le domande di Erika Opizzi (Fratelli d’Italia) al presidente della Fondazione. Per le Funivie Marilleva ed Airterminal sono state predisposte transazioni a chiusura delle posizioni, per le quali la Fondazione prevede un incasso tra i 2 e i 3 milioni di euro: a che punto sono le trattative e quanto è ragionevole prevedere di incassare ed in che tempi?

Per Banca del Monte di Parma il bilancio 2012 della Fondazione prevede che avverrà un concambio tra azioni (non quotate) della Banca ed azioni (quotate) della controllante Intesa San Paolo: a che punto è questa trattativa e con quale rapporto (rispetto al valore di carico espresso dalla recente partecipazione all’aumento di capitale Monte Parma)? Si prevedono perdite nel concambio? E, se sì, perché la Fondazione ha deciso di partecipare all’aumento di capitale del Monte Parma, dopo aver già sostenuto ingenti svalutazioni?

La partecipazione in Cassa Depositi e Prestiti risulta essere uno degli investimenti più redditizi della Fondazione: quanto si presume possa incidere su tale redditività la conversione delle attuali azioni privilegiate (che per loro natura conferiscono la sicurezza di un dividendo annuo) in azioni ordinarie (che possono rimanere senza dividendo)?

Nel bilancio sono presenti crediti tributari per vertenze tributarie su Irpeg non versata (in forza di privilegi fiscali che lo Stato ha poi disconosciuto) per circa 10 milioni di Euro: il documento afferma che tale incasso è sicuro in virtù delle ragioni della Fondazione; a che punto è la vertenza e con che tempi si prevede di incassare tale rilevante somma?

Giulia Piroli del Pd
afferma che ’la Fondazione svolge un importante ruolo politico in questa città perché deve prendere delle decisioni. Deve quindi mantenere rapporti stretti con le istituzioni, perché le decisioni che prenderà avranno ripercussioni sul futuro economico della città. Ci aspettiamo un cambio di passo rispetto al passato: basta ad attività speculative finanziarie e si’ a investimenti sul territorio, come aiuti alle famiglie e alle imprese per sfuggire alla morsa creditizia. Sarebbe inoltre importante riuscire finalmente ad aprire una casa di accoglienza per le donne maltrattate, forse si potrebbe trovare spazio nel Pio ritiro Santa Chiara, ed e’ quindi importante che in Parlamento si possa votare rispetto allo spostamento del vincolo sul l’immobile’.

’Proprio quando sottolineate l’aspetto no profit della Fondazione – fa notare Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) – dovreste pensare alle operazioni finanziarie da voi autorizzate. Ha senso scorporare la Fondazione da Cariparma per poi andare ad acquistare delle azione di Banca Monte? Riguardo al patrimonio dell’ente, bisogna considerare non solo l’aspetto quantitativo, ma anche quello qualitativo: mi sembra che grande parte sia ’blindata’ per diversi anni”. Credo che nella gestione del suo precedessore, nel secondo mandato, vi siano stati esempi di grandeur che ora dovrebbero essere abbandonati. Si può essere d’accordo se acquistare l’ex Pertite o meno, ma di sicuro non può essere uno dei compiti della Fondazione. Sarebbe stato meglio in passato investire di più sulla Ricci Oddi, sull’ex Palazzo Enel’. Foti inoltre auspica che possa essere aumentato il ’peso’, all’interno del consiglio della Fondazione, degli enti locali presenti sul territorio. Anzi, la scarsa presenza nel cda dimostra una sorta di ’vendetta’ nei confronti degli enti colpevoli forse di non aver sostenuto abbastanza l’attuale governance.

Prende la parola Francesco Scaravaggi, presidente della Fondazione. ’La Fondazione e’ un organismo non profit – spiega Scaravaggi, dopo aver detto di aver riflettuto fino all’ultimo se prendere parte o meno alla seduta di consiglio – al quale in tanti si rivolgono per avere aiuto. Ho detto che era mia intenzione portare la bussola dell’ente verso il sociale, appena mi sono insediato ho potuto verificare che potevo contare su una disponibilità di 5 milioni e mezzo di euro. Questi contributi sono stati elargiti, in misura anche maggiore rispetto al 2012 e posso quindi dire che di fieno in cascina ne è rimasto poco. Sono in difficoltà nello spiegare le strategie future perché le stiamo ancora definendo: su questo stanno lavorando delle commissioni ad hoc istituite prima della pausa estiva’.

’Il suo predecessore – dice Massimo Polledri della Lega Nord a Scaravaggi – ci aveva presentato una situazione abbastanza rosea, in realtà sono state realizzate operazioni un po’ distanti dalla Mission di ente filantropico, mi riferisco all’acquisto di quote di funivie e altre operazioni finanziarie’.

Paolo Garetti della lista Sveglia chiede di poter avere una relazione dello stato patrimoniale della Fondazione, rispetto anche agli investimenti fatti.

Secondo punto all’ordine del giorno le strategie future della Fondazione di Piacenza e Vigevano: ospiti del consiglio il presidente e alcuni consiglieri dell’ente di via S. Eufemia, convocati grazie a una richiesta bipartisan, come ricordano i consiglieri Samuele Raggi (Idv) e Daniel Negri (Pd).

’In un momento di crisi come questo, una realtà con le finalità delle Fondazione – sottolinea Negri – assume un ruolo importante. Vorremmo sapere se esiste la possibilità di ampliare gli ambiti di intervento dell’ente, comprendendo anche l’economia e il lavoro’.

VERBALI “ANTICHI” – Quella di Tassi e’ l’unica comunicazione e si procede subito al l’esame del primo punto all’ordine del giorno, il quale riguarda l’approvazione di verbali di sedute di diversi mesi fa, alcuni dei quali addirittura dell’anno scorso (alcuni dei quali risalgono a giugno 2012). “Come mai questi verbali vengono approvati con così grande ritardo? Anche nei consigli comunali di campagna – dice Tommaso Foti di Fratelli d’Italia – si procede all’approvazione una seduta per l’altra”.

LE COMUNICAZIONI – Iniziano le comunicazioni in consiglio comunale. Il primo a intervenire e’ Marco Tassi del Pdl, il quale si fa portavoce delle istanze dei residenti di via Mascaretti, dove da un anno e’ attivo un centro islamico. Gli abitanti si lamentano di rumori eccessivi che si protraggono fino a tarda notte. Sempre Tassi infine chiede chiarimenti al l’assessore Giovanna Palladini in merito alla mancata erogazione degli assegni di cura per i disabili.

Riapre i battenti dopo la pausa estiva il consiglio comunale di Piacenza (dalle ore 16). Con un dibattito richiesto da 12 consiglieri prima delle ferie dedicato alla situazione della Fondazione di Piacenza e Vigevano e alle prospettive future dell’ente, dopo il cambio delle governance. 

Alla discussione a Palazzo Mercanti sarà presente anche il neopresidente della Fondazione Francesco Scaravaggi, che dopo il diniego iniziale ha accettato di partecipare alla seduta. Nei giorni scorsi era stato il sindaco Paolo Dosi ad esrpimere l’auspicio che Scaravaggi ci ripensasse. Presenti in aula anche i due rappresentanti del Comune di Piacenza nel consiglio di via S. Eufemia, Giovanni Rabaiotti e Milena Tibaldi Montenz. 

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