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Il Siap Piacenza denuncia “Mancano gli alloggi per i poliziotti”

E' bene evidenziare che a Piacenza, - sostiene Sandro Chiaravalloti - nonostante alcune richieste fatte in passato, non è stata mai presa in seria considerazione le richieste poter di dare in affitto agevolato alloggi sparsi nella città e di proprietà del comune"

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“Tra alloggi fatiscenti presso la Scuola Allievi agenti e tra diniego di residenza – Questura e Scuola – , tanto da creare un “apolidi” o “nomadi ”, ai colleghi ai quali viene chiesto di aiutare l’integrazione ed essere accoglienti con tutti, vengono sempre più riservati trattamenti poco sensibili”. E’ la denuncia di Sandro Chiaravalloti, Segretario Generale provinciale Siap.

“Da tempo – scrive in una nota – vi sono alloggi dichiarati inidonei in questura – a nostro parere furbescamente – e senza serie intenzioni di ripristinarli come deciso in commissione paritetica provinciale sul benessere e protezione sociale del personale, per calcoli che a nostro parere vanno ad incidere sul costo della pulizie interne che come noto sono scarse”. Secondo Chiaravalloti “si prende la scusa del tagli alle risorse per giustificare la mancanza di volontà o la incapacità e per  infierire sempre contro i lavoratori. E mentre i colleghi in questura non vengono più accettati, siamo venuti a conoscenza che sono stati avvistati topi ben nutriti. Beh, sarà l’amore per gli animali? Intanto, chiediamo ai cittadini, atteso che presto arriveranno otto nuovi poliziotti, se nel caso vi fosse bisogno, diano la disponibilità per adottare un poliziotto. Sarà come avere un poliziotto di quartiere a casa”.

“Ma aldilà dell’ironia, che spero sia gradita – prosegue – è bene evidenziare che in questa città, nonostante alcune richieste fatte in passato, non è stata mai presa in seria considerazione le richieste poter di dare in affitto agevolato alloggi sparsi nella città e di proprietà del comune ecc., così come previsto da determinate Leggi Regionali e Statali. Progetto utile per la sicurezza in quanto – del resto una di questa legge porta il nome di Falcone /Borsellino – , come si è fatto in altri luoghi, in molti quartieri delle città ci sono poliziotti con le proprie famiglie che lì risiedono e questo da una certa garanzia e senso di sicurezza”.

“Del resto – conclude – ogni appartenente alle forze dell’ordine, dove abita, riesce a controllare il territorio e a vedere cose che un cittadino non vedrebbe e nel caso dovesse succedere qualcosa se presente saprebbe come muoversi. Chiediamo pubblicamente che il comitato di ordine e sicurezza pubblica si occupi di questo”. 

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