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Le Rubriche di PiacenzaSera - Cooperazione

Legacoop: “La cattiva cooperazione ammazza quella buona”

In riferimento alla notizia della truffa smascherata dalla Guardia di Finanza messa in atto attraverso cooperative "spurie", il presidente di Legacoop Piacenza, Maurizio Molinelli, ha diffuso la seguente nota.

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In riferimento alla notizia della truffa smascherata dalla Guardia di Finanza messa in atto attraverso cooperative “spurie” nel settore del facchinaggio, il presidente di Legacoop Piacenza, Maurizio Molinelli, ha diffuso la seguente nota.

La notizia della maxievasione scoperta dalle Fiamme Gialle porta finalmente a conoscenza dell’opinione pubblica, grazie al paziente e tenace lavoro della Guardia di Finanza e delle altre Istituzioni preposte al controllo, quanto andiamo denunciando da anni, e cioè che l’uso spregiudicato della forma d’impresa cooperativa genera una cattiva economia che ammazza quella buona, fa ombra alla sana cooperazione e non rende giustizia alla funzione socio economica tutelata dall’articolo 45 della Costituzione svolta da decine di migliaia di cooperative, al di là degli specifici casi aziendali, nella valorizzazione del Made in Italy nell’agroalimentare; nell’erogazione del credito; nella distribuzione; nei servizi alle imprese,alla Pubblica amministrazione e alle famiglie; nel welfare; nella produzione lavoro; nell’abitazione e nei trasporti.

Le cooperative di comodo che nascono di notte negli studi di professionisti disinvolti per poi chiudere a distanza di pochi mesi, a volte pochi giorni, e poi rinascere con altro nome, sotto le spoglie di una presunta mutualità; le cooperative che lavorano al massimo ribasso in barba alla tabelle contrattuali; le cooperative ammantate da spirito mutualistico e sussidiario, ma che di fatto operano in modo criminale e truffaldino: queste forme di imprenditoria pirata rappresentano da sempre il nemico numero uno della cooperazione autentica.

Questa pratica non ha nulla a che fare con la sana cooperazione che, ribadiamo, costituisce la stragrande maggioranza della cooperazione italiana, dove l’indice di mutualità è reale, tangibile.
Nelle oltre 43mila cooperative aderenti a Legacoop, Confcooperative, Agci, le imprese a mutualità prevalente superano ampiamente il 95%».
Noi continueremo a vigilare e a denunciare tutte queste forme ma da sole le tre centrali cooperative non ce la possono fare a combattere il dumping.

Abbiamo siglato l’Accordo comune con i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico, con Cigl, Cisl e Uil pochi anni fa, abbiamo concorso alla nascita di oltre 100 Osservatori provinciali finalizzati a contrastare il dumping, sul finire del 2012 il ministero del Lavoro in una circolare, che abbiamo apprezzato, ha ribadito la necessità di mirare meglio e intensificare i controlli e applicare i contratti di lavoro siglati dalle centrali cooperative comparativamente più rappresentative.

Qualcosa si è mosso, ma siamo lontani dall’aver ottenuto risultati soddisfacenti, che possono arrivare solo, se come successo a Piacenza, se le Istituzioni preposte alla vigilanza fanno il loro lavoro fino in fondo smascherando e denunciando false cooperative e le imprese truffaldine in genere, perché è bene rimarcare che anche altri tipi d’impresa concorrono a fare dumping, è un fenomeno destinato a crescere e a escludere dal mercato le imprese sane dove migliaia di amministratori, di soci e di occupati sono sulle barricate, ogni giorno ad affrontare i morsi della crisi.

Noi continueremo a fare la nostra parte accanto alle nostre cooperative, e ci auguriamo davvero che questo lavoro congiunto possa portare a far comprendere a tutti che quando la cooperativa è strumentalizzata, si abusa della sua forma giuridica, si danneggia non solo la sua reputazione, ma si fa del male all’intera economia e al suo territorio.

Il Presidente di Legacoop Piacenza
Maurizio Molinelli.

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