Quantcast

“Nessun dibattito sulla democrazia sindacale”. Usb contesta il Festival

Lavoratori del pubblico impiego e del privato hanno contestato l’apertura dei lavori del Festival del Diritto denunciando "la mancata possibilità di inserire in programma un dibattito sulla democrazia sindacale"

Più informazioni su

Lavoratori del pubblico impiego e del privato hanno contestato l’apertura dei lavori del Festival del Diritto a Piacenza dal titolo “le incertezze della democrazia” denunciando “la mancata possibilità di inserire in programma un dibattito sulla democrazia sindacale”.

“Le leggi, i regolamenti e gli accordi con la parte datoriale, vedi l’ultimo del 31 maggio sottoscritto con Confindustria – ribadisce Paolo Campioni delegato di USB – hanno permesso a CGIL, CISL e UIL di poter essere, nel settore privato, gli unici detentori della verità sindacale. Nelle elezioni dei rappresentanti sindacali, dal 1993, questi ladri di democrazia, hanno un terzo dei seggi riservati e così con il solo 17% dei voti possono ottenere la maggioranza assoluta degli eletti”.

“Se poi un eletto sceglie di cambiare sindacato decade dall’incarico venendo così represso anche ogni dissenso all’interno del sindacato e stabilendo che il voto è di proprietà del sindacato e non dei lavoratori che lo hanno espresso. Anche per decidere quali organizzazioni sindacali possono sedersi al tavolo per trattare con il datore di lavoro, l’accordo di maggio sembra dire democraticamente che il diritto ce l’abbiano coloro che hanno ottenuto più voti per poi, però, ribadire subito dopo che saranno contati esclusivamente i voti di CGIL, CISL e UIL”.

“Noi crediamo – sostiene il delegato provinciale USB – che il diritto di organizzarsi sul posto di lavoro e di scegliere i propri rappresentanti a livello nazionale non sia delle organizzazioni sindacali ma di ciascuna donna e di ciascun uomo che lavora. Crediamo che non possa esserci mai nessuno scambio tra la rappresentanza democratica e i diritti costituzionalmente garantiti di lottare per ottenere migliori e più dignitose condizioni di lavoro e di vita”.

“Crediamo infine – conclude – che questa materia necessiti di una legge e che non sia possibile trattarla attraverso accordi privati che escludono altre formazioni sindacali e che soprattutto non rispettano i diritti costituzionali delle lavoratrici e dei lavoratori. Avremmo voluto parlare di questo e della proposta di legge sulla democrazia sindacale al Festival del Diritto ma purtroppo non è stata accettata la nostra richiesta di discutere di questo argomento ma noi lo stiamo facendo lo stesso in piazza e con il sostegno dei lavoratori ai quali chiediamo anche di proseguire la protesta alla manifestazione romana del 18 ottobre, giornata di sciopero generale nazionale”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.