Ospedale Fiorenzuola, Pollastri (Pdl) interroga la Regione. Sel “Fare chiarezza”

Intervento del circolo Sinistra Ecologia Libertà della Valdarda (Piacenza) sulla situazione dell’ospedale di Fiorenzuola. 

Intervento del circolo Sinistra Ecologia Libertà della Valdarda (Piacenza) sulla situazione dell’ospedale di Fiorenzuola. 

Le recenti vicende sull’ospedale della Val d’Arda non fanno altro che aumentare ed evidenziare in modo sempre maggiore la pochissima trasparenza con la quale la Regione Emilia Romagna sta gestendo i cambiamenti all’interno della nostra sanità.
Chiediamo quindi all’Assessore Lusenti di chiarire una volta per tutte qual è il piano generale, all’interno del quale il nostro ospedale altro non è che una pedina, per capire che politiche sanitarie si vogliono intraprendere nei prossimi anni.
Continuiamo a reputare non accettabile l’evidente e totale distanza delle istituzioni regionali dai cittadini, dai sindacati e da tutti i partiti politici che in più di un’occasione hanno chiesto chiarimenti ed incontri pubblici ed aperti a tutti, non in stanze chiuse ed accessibili a pochi.
Se effettivamente, esiste un problema legato alla resistenza statica dell’edificio, ben vengano i lavori di messa in sicurezza ma i servizi che al momento l’ospedale garantisce devono rimanere a Fiorenzuola ed essere implementati, possibilmente. Certe decisioni non si possono basare unicamente sul risultato della calcolatrice, il bacino d’utenza ed il valore strategico di un ospedale che serve più di una vallata deve essere considerato.
Sul lungo termine devono necessariamente esserci chiari e precisi i piani d’intervento operativi sulla struttura con date del reintegro del servizio (che siano rispettate, pena sanzioni) mentre nel corto periodo si devono e si possono studiare soluzioni alternative. Le piste che portano all’utilizzo dell’edificio che ospitava l’ospedale di Cortemaggiore, ad esempio, come mai non sono state minimamente considerate?
Tuttavia, secondo noi occorre ampliare lo sguardo e cercare di capire che cosa sta succedendo a livello provinciale, perché la questione della centrale operativa del 118, l’ospedale della Val d’Arda, il calo delle guardie mediche, sono tutti segnali che si sta riorganizzando tutta la sanità regionale ed è doveroso capire e conoscere qual è il disegno generale. Non è accettabile che decisioni che riguardano un bene primario come la salute dei cittadini, vengano fatte piovere dall’alto senza un percorso di condivisione con i cittadini e con gli amministratori dei comuni e della provincia.
Anche le reazioni dei parlamentari piacentini sono state sicuramente tardive ed insufficienti se non pressoché assenti su queste tematiche. Auspichiamo pertanto che l’Ass. Lusenti convochi al più presto un confronto con i territori ed illustri quali siano i piani e le strategie per gli anni futuri circa la sanità a livello regionale e provinciale, in modo da avere più chiaro il quadro della situazione e cercare di arrivare ad una soluzione che sia condivisa.
 
Circolo Sinistra Ecologia Libertà – Fiorenzuola e Val d’Arda

L’intervento del consigliere Pdl Andrea Pollastri in merito all’ospedale di Fiorenzuola 

I lavori di consolidamento dell’ospedale di Fiorenzuola d’Arda (Pc) potrebbero portare alla chiusura e al trasferimento di alcuni reparti – chirurgia, ostetricia, pediatria, ortopedia, radiologia e Pronto soccorso – verso altre strutture. “Oltre all’evidente svantaggio per la popolazione della Valdarda” – scrive Andrea Pollastri – Popolo della Libertà – in un’interrogazione alla Giunta, “vi è la preoccupazione che questi lavori siano solo una scusa” per arrivare alla definitiva chiusura di quei reparti.
 
Il consigliere chiede perciò alla Giunta quale sia il progetto di riorganizzazione territoriale dei servizi ospedalieri, con particolare riferimento agli ospedali minori, e se vi sia l’intenzione di aprire un confronto pubblico con il territorio interessato, gli Enti locali e le associazioni di categoria.
 
Pollastri afferma che finora le Conferenze sociali e sanitarie locali non sono state informate degli imminenti lavori e della relativa chiusura di alcuni reparti, e ciò può far ritenere che non vi sia alcuna volontà di coinvolgimento nelle scelte.

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