Pollastri (Pdl) “Alzare Irap a bar con videopoker”

“Possibile alzare l’IRAP agli esercizi pubblici che ospitano macchinette per il gioco d’azzardo?” lo chiede e lo suggerisce, con un’interpellanza alla Regione, Andrea Pollastri (PdL)

“Possibile alzare l’IRAP agli esercizi pubblici che ospitano macchinette per il gioco d’azzardo?” lo chiede e lo suggerisce, con un’interpellanza alla Regione, Andrea Pollastri (PdL). La proposta ha un autorevole precedente: nella seduta del 31 luglio 2013 il Consiglio della Provincia autonoma di Trento ha approvato un Ordine del Giorno in cui si chiede la maggiorazione dell’IRAP a chi detiene le macchinette e la destinazione dell’extragettito a sostegno delle associazioni impegnate nelle attività di cura e prevenzione della ludopatia.
 
“Anche nella Provincia alpina, come in Emilia-Romagna – spiega Pollastri – vi è stato negli ultimi anni un aumento del capitale giocato e delle richieste d’aiuto, provenienti, per lo più, da persone già in situazioni fragili: parecchi, infatti, sono già seguiti dai SERT o hanno avuto precedenti problemi legati a dipendenza da sostanze (alcool o droghe). In altri casi, invece, la dipendenza da gioco crea una situazione fallimentare (sia dal punto di vista economico, sia da quello affettivo), che causa emarginazione sociale, sino al gesto estremo del tentativo di suicidio”.
 
“In questo contesto – prosegue – un ruolo importante viene svolto, oltre che dai servizi pubblici, dalle associazioni che si occupano di informazione e prevenzione nonché di aiuto ai soggetti afflitti da dipendenza da gioco ed ai loro famigliari, le quali meritano il sostengo anche della Regione.” “Per questo –chiosa l’azzurro – invito la Giunta a valutare l’opportunità, nel segno della sussidiarietà, di sostenere queste associazioni, reperendo le risorse proprio laddove si creano quelle malattie sociali che le associazioni stesse curano. L’aumento dell’IRAP è u modo concreto per disincentivare i gestori di locali pubblici a collocare le macchinette ed un modo per trasformare una piaga sociale in una risorsa per curare chi vi incappano.”

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