Rita Borsellino al Gotico: “Verso una procura antimafia europea” foto

Dopo la visita del Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, continua a Palazzo Gotico a Piacenza "Prove di futuro" il seminario organizzato dal ministero dell’università e della Ricerca. Insieme all’europarlamentare Pd a Piacenza anche il vice ministro Guerra

Dopo la visita del Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza di ieri, continua a Palazzo Gotico a Piacenza “Prove di futuro” il seminario organizzato dal ministero dell’università e della Ricerca con il vice ministro Maria Cecilia Guerra e Rita Borsellino ospiti d’eccezione. Durante il seminario si affronteranno temi quali la cittadinanza, le discriminazioni nelle scuole e il ruolo della multiculturalita’, la legalità. 

IN RICORDO DI PAOLO BORSELLINO – “Sono stata invitata per portare la mia testimonianza sull’esperienza fatta negli ultimi 20 anni nelle scuole – ha spiegato Rita Borsellino -. Sono stata sia spettatrice che operatrice, ed ho cercato di mantenerla e tramandarla fondando il “Centro studi documentazione e ricerca Paolo Borsellino”, uno strumento che può diventare volano per il cambiamento”.

L’anima del centro è la filosofia del giudice Borsellino che “proprio nell’educazione individuava un fattore strategico di crescita civica, umana e culturale indispensabile per il superamento della subcultura mafiosa”. Promuove, quindi, “attività finalizzate alla conoscenza, all’emergere e allo sviluppo di pratiche di impegno educativo, sociale e culturali che valorizzano prassi di ‘memoria operante’ e nuovi disegni di progettualità pedagogica”.

VERSO UNA PROCURA EUROPEA ANTI-MAFIA – “La scuola è davvero uno strumento fondamentale di lotta alla mafia? Cosa si potrebbe introdurre per rendere più incisiva questa azione?” – chiediamo a Rita Borsellino. “Le scuole – ha detto – devono acquisire consapevolezza. Le stragi del ’92 hanno dato un grande impulso a questo bisogno di capire, di conoscere il fenomeno mafioso: questo ha portato alla consapevolezza che c’è oggi”.

Rita Borsellino è europarlamentare del Partito Democratico e sta lavorando perché lo stesso percorso venga compiuto in tutta Europa. “Ritroviamo le stesse difficoltà, le stesse reticenze che trovavamo in Italia sino a 20 anni fa: si tende a negare la presenza della mafia nei Paesi europei, quando ne parliamo ci guardano come streghe. Faticosamente giorno per giorno, emendamento dopo emendamento, siamo riusciti a produrre una relazione che verrà approvata martedì prossimo in commissione e ad ottobre nel Parlamento Europeo in cui mettiamo dei punti fermi anche per uno strumento comune minimo per affrontare questo problema in sintonia”. Tra le prime richieste vi è il riconoscimento del reato: “In Italia esiste quello di associazione mafiosa ma altrove no. Partiamo da questo per arrivare all’istituzione di una procura europea che coordinerà tutto il lavoro anti-mafia in Europa”

STUDIARE IN EUROPA – Rita Borsellino ha parlato anche della scuola e della possibilità, per i giovani europei, di fare esperienze scolastiche nei vari Paesi dell’Unione. “Dopo la convenzione di Schengen i cittadini europei hanno la possibilità di muoversi, di continuare gli studi nei differenti Paesi europei, di vedere riconosciuti i propri titoli. Io credo che, per i giovani, sia indispensabile fare esperienze all’estero; credo anche debba essere garantito il diritto di scegliere se rimanere o tornare a casa. Oggi, con la crisi e la mancanza di lavoro, spesso, quest’ultimo è un diritto negato”.

IL VICE MINISTRO GUERRA SUL CAPITOLO ACCOGLIENZA: “IL DIALOGO E’ APERTO CON GLI ALTRI PAESI EUROPEI” – “Il Ministero del lavoro, politiche sociali e pari opportunità- ha detto il vice ministro Maria Cecilia Guerra – sta lavorando  per capire quali siano i canali possibili per fare incontrare domanda ed offerta di lavoro non solo nella programmazione dei flussi (possiamo governare solamente quelli stagionali perché per gli altri, in questo momento, non c’è lavoro in Italia) ma anche per gli stranieri che vivono da tempo in Italia e sono disoccupati a causa della crisi”. Particolare attenzione viene posta dal Governo anche sui segmenti più deboli: “I minori stranieri non accompagnati – ha spiegato -, che nel passaggio alla maggiore età hanno bisogno di sostegno per l’inserimento lavorativo, le donne e, insieme al Ministero degli interni, i profughi richiedenti asilo che debbono essere messi nelle condizioni di qualificarsi nel lavoro”.

“Ci sarà una sinergia con gli altri Paesi europei per accogliere al meglio i profughi? – chiediamo al vice-ministro. “Il confronto con l’Europa è aperto; è sicuro che nell’accoglienza dei profughi che vengono da Paesi in guerra, colpiti da una grave carestia o in difficoltà, l’Italia non può reggere da sola, ha bisogno di un sostegno”. 

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