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Sicurezza, il sindaco Dosi: “Chiederemo più risorse al ministro Alfano” foto

Il tema della sicurezza ha tenuto banco in consiglio comunale, sulla scorta degli ultimi fatti criminosi avvenuti a Piacenza. E il sindaco Dosi si è detto pronto a rivolgersi al ministro dell’Interno Angelino Alfano

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E’ il tema della sicurezza al centro della discussione che ha tenuto banco lunedì pomeriggio in consiglio comunale, sulla scorta degli ultimi fatti di sangue e criminosi avvenuti a Piacenza. E il sindaco Paolo Dosi, in chiusura di seduta, si è detto pronto a rivolgersi a nome della comunità cittadina al ministro dell’Interno Angelino Alfano per chiedere più risorse per il territorio. “La stessa richiesta – ha ricordato Dosi – fatta lo scorso anno al ministro Cancellieri a seguito della quale ci erano stati assegnati tre agenti, anche se, a quanto abbiamo saputo, altri tre sono stati destinati altrove”. 

L’INTERVENTO DI DOSI – Al termine della discussione il sindaco Dosi ha rimarcato le poche risorse a disposizione delle forze dell’ordine: “Per quanto riguarda la polizia municipale abbiamo a disposizione 113 agenti, 78 dei quali operano in strada su tre turni”. Il sindaco ha poi elencato quelle che sono state indicate come le priorità per la questione dell’ordine pubblico, dal tema della prossimità a quello della visibilità degli agenti sulle strade come deterrente per la criminalità, fino ad un più stretto coordinamento con le altre forze di polizia, “che a loro volta devono fare i conti con risorse umane ed economiche limitate”, a partire ad esempio dalle pattuglie miste.

Il primo cittadino ha quindi sottolineato l’intensa attività della polizia municipale proprio nelle zone considerate più a rischio, con 670 ore di attività dall’inizio dell’anno solo in via Roma. “Andremo ad accentuare i contatti con gli esercenti stranieri che operano in certe zone della città per svolgere un ruolo di mediazione diretta, con la promozione e applicazione del regolamento di polizia urbana”. “Strumenti come le telecamere di sorveglianza possono essere un valido aiuto ma restano comunque un elemento aggiuntivo rispetto a quella che deve essere l’azione ordinaria delle forze dell’ordine”.

LA DISCUSSIONE – “I fatti criminosi sono culminati con il barbaro omicidio di via Colombo – ha detto il consigliere della Lega Nord Massimo Polledri -. Ci sono sempre state date rassicurazioni fasulle: ci e’ stato detto che Piacenza non e’ Palermo. In realtà sono aumentati i reati, soprattutto quelli contro il patrimonio. E poi e’ arrivato questo omicidio, efferato e che ha segnato una zona della città. Non so in che ambiente sia maturato, ma questa non e’ solo una questione di carattere personale come le corna, ma di controllo del territorio e di prostituzione’.

’Io non ho visto una reazione minimamente visibile, virile, dopo questo episodio efferato – ha proseguito Polledri – nella zona da parte delle forze dell’ordine. Bisognava battere casa per casa. Il progetto delle pattuglie miste e’ stato abbandonato’. ’A che punto siamo? Non c’è stata una reazione visibile ne da Comune e Provincia su quanto e’ accaduto. La risposta invece deve arrivare forte e chiara, invece di tenere le pattuglie della Municipale a dare le multe in centro’. ’E’ ora che anche il Comune dica la sua su questo argomento: grazie ai regolamenti si può intervenire su alcuni temi come la prostituzione e il consumo di alcolici. Vorrei pero’ sapere cosa fa il comitato per la sicurezza, se si e’ più riunito e se il questore vi prende parte. Mi sembra che sia mancato in un’occasione particolare. L’assessore alla sicurezza in Provincia invece di andare alla Festa del Fungo dovrebbe essere più presente, come faceva Siboni. Stiamo parlando di una sparatoria in pieno centro a Piacenza’.


Andrea Paparo del Pdl è intervenuto
per sottolineare a sua volta come il Comune debba, pur con i limiti che ha, fare la sua parte. ’Tutti i giorni, in diversi punti della città, si legge di risse ed episodi di accattonaggio, parcheggiatori abusivi – dice Paparo – e’ una situazione che per Piacenza non possiamo tollerare. Vogliamo affrontare il tema con ipocrisia o guardando in faccia le cose? Piacenza mi sembra in preda all’anarchia, e non voglio fare inutili allarmismi. Ma e’ un dato di fatto che alla sera, in giro per la città, c’è molto casino, e non quello del genere che auspico’.

Marco Tassi del Pdl ha invece ricordato che la convocazione di questo dibattito e’ stata richiesta da più forze politiche, segno questo di un disagio evidente in città. ’La situazione e’ peggiorata, soprattutto in alcuni quartieri della città, come via Roma – dice – per poi arrivare all’omicidio di via Colombo, una vera e propria esecuzione avvenuta davanti a tutti’. ’Bisogna mettere in campo tutte le risorse necessarie per affrontare il problema – prosegue – se prima potevamo parlare di microcriminalità, adesso dobbiamo affrontare fenomeni gravi’.


Giovanni Botti del Pdl
. ’Ci e’ stato detto che il problema era di sicurezza percepita e non reale. Invece gli ultimi episodi dimostrano tutt’altro – afferma -. Un tema davvero importante e’ quello dell’educazione delle nuove generazioni. Il tema della sicurezza non può essere affrontato separatamente da tematiche sociali’.


Maria Lucia Girometta del Pdl
ha parlato di ’troppi furti, raggiri e prostituzione in giro per la città. Le forze dell’ordine fanno tutto quello che possono, ma forse non e’ abbastanza. Io mi auguro che il Comune possa fare di più, e concordo con il consigliere Botti sull’educazione delle nuove generazioni’. ’Piacenza non e’ più la città tranquilla di una volta. Dobbiamo reagire’ ha aggiunto dal canto suo Mirta Quagliaroli del M5S. ’Legalita’ e sicurezza sono concetti imprescindibile. Una pubblica amministrazione trasparente e controllata dai cittadini può fungere da esempio ai cittadini, e le forze dell’ordine devono essere in condizione di operare al meglio. La crisi e la crescente immigrazione sono fenomeni recenti, che hanno sicuramente agevolato la diffusione di fenomeni criminosi’.


’Forse e’ il caso di ricordare il regolamento di polizia urbana’ – ha spiegato Tommaso Foti (Fratelli d’Italia). ’Non credo che l’ordine pubblico sia un tema di esclusivo interesse del Comune: c’è una differenza tra forze dell’ordine e forze armate. Quando Piacenza venne scelta a costo zero per l’esperienza delle pattuglie miste, questa proposta ebbe un risultato positivo nei termini della prevenzione di atti criminosi. Lo stesso non si può dire in termini di repressione da parte della Municipale. Tornando al regolamento, le 48 multe comminate per la norma antiprostituzione sono poche rispetto ai numeri del fenomeno in continua espansione. Non credo pero’ che spetti solo alla Municipale far rispettare il regolamento, ma anche alle altre forze dell’ordine.’


Giulia Piroli del Pd
ha detto di aver apprezzato le parole del collega Botti, ’un discorso, passatemi il termine, poco di destra. La sicurezza non è un problema solo per le forze di polizia, e non può prescindere da prevenzione e integrazione. La militarizzazione non paga. La nostra società, di cui fanno parte anche gli immigrati, deve essere cementata attraverso il rispetto delle regole’. 

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