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Travolta da un’auto in via Arda, muore donna di 45 anni

Investita nella notte intorno alle 2 mentre camminava sul ciglio della strada in via Arda a Piacenza. E’ la tragica sorte toccata a una donna di origine nigeriana, che è stata travola da una vettura

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Investita e uccisa questa notte intorno alle 2 mentre cammina sul ciglio della strada in via Arda a Piacenza. E’ la tragica sorte toccata a una donna di nazionalità nigeriana classe ’68, che è stata travolta da una vettura che stava transitando lungo la strada da via Arda in direzione via Caorsana: l’investimento è avvenuto all’altezza del civico 8 in un tratto poco illuminato. Alla guida di una Fiat Punto si trovava un ragazza di 20 anni piacentina, che si è subito fermata dopo il violento impatto. E risultata negativa all’alcool test.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i soccorsi del 118 ma non c’è stato nulla da fare, la donna è deceduta sul colpo a causa dei gravi traumi riportati. I rilievi dell’incidente sono stati affidati alla Polstrada. Il riconoscimento della donna non è ancora avvenuto e in queste ore si sta operando per avvertire i parenti della vittima.

L’episodio ricorda purtroppo un altro tragico investimento avvenuto lungo la Caorsana il 10 luglio scorso, quando una giovane donna morì dopo essere stata travolta da un motociclista, mentre si trovava lungo la strada. 

DONNE MORTE SULLA STRADA, PISANI (Lega Nord): “CON LE CASE CHIUSE NON SAREBBE SUCCESSO”

“Dispiace doverlo dire, ma la verità è che con le case chiuse non avremmo pianto la morte di due giovani donne”. A dirlo è il segretario provinciale della Lega Nord Pietro Pisani con riferimento all’incidente mortale di questa notte in via Arda, in cui ha perso la vita una prostituta nigeriana 45enne. Stessa sorte era toccata, a luglio, a una 19enne albanese.

“Simili fatti dimostrano drammaticamente come la questione del ritorno alle case chiuse – congelata dall’ipocrisia di oltre 50 anni – non sia più prorogabile. Uno Stato che affonda la testa sotto la sabbia di fronte al triste sfilare a margine delle nostre strade è uno Stato incivile e complice”. “Al Governo abbiamo un ministro che sbandiera l’integrazione e la lotta alla discriminazione, ma lascia sole le donne – pure immigrate, in gran parte dei casi – costrette a prostituirsi e vittime di racket e organizzazioni criminali”.

“Regolamentare la prostituzione, piuttosto che fingere che non esista, consentirebbe di riconoscere tutele alle donne, salvaguardare la sicurezza e la salute pubblica, contrastare il dilagare di malattie sessualmente trasmissibili e di tassare l’esercizio del meretricio, quanto basta per coprire il buco lasciato dall’Imu e scongiurare l’aumento dell’Iva”.


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