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Venerdì a Rivergaro appuntamento con l’Appennino Festival

Il repertorio balcanico e delle Quattro Province di Roberto Durkovic e i Fantasisti del Metrò e i Reed Quake: l’appuntamento, realizzato in collaborazione con il Parco Fluviale del Trebbia e City Camp è alle 21 sulle rive del Trebbia

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I Balcani incontrano le Quattro Province. Accade a Rivergaro, dove venerdì 13 settembre sulle rive del Trebbia alle 21 approdano Roberto Durkovic e i Fantasisti del Metrò e i Reed Quake: l’evento realizzato in collaborazione con il Parco Fluviale del Trebbia  e City Camp, offrirà l’occasione per immergersi letteralmente nel repertorio più suggestivo del territorio balcanico unito a quello sempreverde delle Quattro Province.

Il risultato è una testimonianza musicale di grande levatura tecnica in bilico fra festosità e malinconia che utilizza appieno la formula strumentale che accomuna e rigenera un groviglio di tradizioni balcaniche, gitane e del grande cantautorato italiano; a fare da contraltare a questo repertorio saranno le musiche, i balli e i canti delle Quattro Province rielaborati però attraverso una sensibilità rock e funk capace di stravolgere in maniera creativa e curiosa il folk tradizionale dell’Appennino.

Venendo agli artisti che si esibiranno, Roberto Durkovic è nato in Italia ma le sue origini praghesi trapelano dalle sonorità mitteleuropee impresse alla sua musica. Da oltre 12 anni vanta una prolifica collaborazione artistica e interculturale con un gruppo di musicisti tzigani incontrati nei vagoni della metropolitana di Milano: affascinato dal loro talento ha perseguito e concretizzato con volontà testarda un progetto artistico che coniuga, senza attriti, il ritmo allegro della musica Rom con la sofisticata canzone italiana d’autore, senza trascurare i colori della rumba e del flamenco oltre alle pennellate di tango argentino che denotano la grande stima di Durkovic per Astor Piazzolla.

Il gruppo si è recentemente allargato con i figli dei “fantasisti del metrò” ed artisti italiani che hanno entusiasticamente abbracciato il progetto artistico di Durkovic e ora comprende, oltre a Durkovic stesso (chitarra, voce), Ion Bosnea (clarinetto), Massimiliano Alloisio (chitarra), Adrian Dumitru (chitarra), Florian Albert Mihai (fisarmonica), Davide Marzagalli (batteria e percussioni), George Bosnea (violoncello), Minel Lupu (contrabbasso), Ugo Begliomini (basso elettrico) ed Emilio Rossi (tastiere).

Per quanto riguarda invece i Reed Quake, il gruppo, composto da Stefano Faravelli (piffero e voce), Matteo Burrone (fisarmonica e voce), Edoardo Lattes (basso elettrico), Hans Bolte (chitarra elettrica) e Corrado “Dado” Sezzi (batteria e percussioni), nasce nell’inverno 2011/12 con l’intento di costruire attorno al nucleo di tradizione popolare delle Quattro Province (piffero e fisarmonica) una proposta entro cui trovano spazio le diverse competenze, esperienze e preferenze musicali dei diversi componenti del complesso, con un risultato piuttosto eterogeneo in cui prevalgono le sonorità funk e rock: la rielaborazione delle melodie strumentali popolari in questa chiave è il punto di partenza per l’esplorazione delle possibilità timbriche offerte dall’organico impiegato, in particolare il connubio di piffero e chitarra elettrica (prevalentemente con overdrive e distorsore) diventa elemento centrale di molti degli arrangiamenti realizzati.

A partire quindi da un’operazione di riadattamento della musica popolare, condotta con criteri che si vogliono allontanare dal mainstream in cui tale musica viene reinterpretata in chiave colta o jazz, i Reed Quake vogliono portare i suoni della tradizione al di fuori del loro contesto d’origine, anche attraverso la realizzazione di cover rock e brani originali.

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