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Addio a Mario Cravedi, partigiano e presidente dell’Anpi di Piacenza foto

E’ morto lunedì mattina Mario Cravedi, presidente dell’Anpi di Piacenza e parlamentare del Pci per due legislature alla fine degli anni ’70

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E’ morto lunedì mattina Mario Cravedi, presidente dell’Anpi di Piacenza e parlamentare del Pci per due legislature alla fine degli anni ’70. Mario è deceduto in seguito a una malattia che lo aveva colpito prima dell’estate: era nato il 3 maggio del 1928 e la sua vita ha attraversato gran parte del Novecento.

Una vita intensa e segnata dalla passione per la politica, dagli ideali che lo portarono giovanissimo ad abbracciare la lotta partigiana sulle orme del fratello maggiore Renato. Poi la militanza nel Partito Comunista fino all’elezione alla Camera dei Deputati per due legislature, nel ’76 e nel ’79. Attualmente ricopriva la carica di presidente provinciale dell’Anpi di Piacenza (Associazione nazionale partigiani d’Italia).  La salma è stata trasferita presso la Domus Maccini di fronte al cimitero di Piacenza di via Caorsana, una cerimonia laica si terrà mercoledì 16 ottobre alle ore 15. “Raccolse la sfida di portare i giovani nell’Anpi” I RICORDI

Al fratello Prospero e alla famiglia le condoglianze di PiacenzaSera.it e di Officine Gutenberg.  


IL RICORDO

Ho conosciuto Mario Cravedi quando il Pci non c’era già più. Quando la sua carriera nel partito aveva ormai raggiunto la fase discendente di una parabola che lo aveva portato a ricoprire le massime cariche locali fino al seggio di deputato in Parlamento alla fine degli anni ’70 nel partito di Enrico Berlinguer. Ma i dirigenti di razza come lui non si possono accantonare del tutto, meglio relegarli in uno quei ruoli di garanzia che sanno tanto di pensionamento politico.

Così ho imparato ad apprezzare le sue qualità di uomo e di politico in circostanze particolari, alla fine degli anni ’90 mentre presiedeva una delle tante assemblee provinciali degli allora Ds o del Pds – chissà – con un rigore ed un puntiglio degni di ben altre stagioni politiche. Indelebile il suo ricordo mentre richiama, con voce stentorea e inconfondibile, alla disciplina e al rispetto dei tempi i compagni distratti o poco avvezzi alle regole.

Mario è stato partigiano. Una stagione che ha vissuto da giovanissimo e per un periodo breve, ma che ha respirato a pieni polmoni per la presenza nella sua famiglia di un altro combattente, il fratello maggiore Renato. Nel corso del suo mandato alla presidenza dell’Anpi si è impegnato soprattutto per lasciare in eredità l’immenso patrimonio di valori e di memoria ai più giovani. Ma non solo, si è battuto contro una certa retorica insopportabile della Resistenza, ad uso e consumo soltanto ideologico.

Un tema ricorrente nei suoi tanti discorsi del 25 aprile in piazza Cavalli, quasi sempre a braccio, o – come accaduto la scorsa festa della Liberazione – imperniati su una citazione semplice o su un singolo episodio di quella lotta. Mi sono sempre parsi i più lucidi e razionali, per efficacia e chiarezza capaci di stagliarsi ben sopra tutte le orazioni ufficiali ascoltate negli ultimi anni. Discorsi ancorati saldamente alla realtà, capaci di leggere e analizzare, di “annusare” l’aria e di offrire risposte ai problemi del momento.

Ricordo che mi sorprese qualche anno fa, quando lo incrociai per strada e mi disse senza tanti giri di parole che non leggeva più “L’Unità” perchè non sopportava che sul giornale di Gramsci ci scrivesse uno come Travaglio, uno che con la sinistra aveva davvero poco a che fare. Mario era così, figlio di una scuola di democrazia e di rigore morale che oggi ci manca tanto, tantissimo.

Mario è stato anche e soprattutto un maestro di umanità. Voglio citare un ultimo episodio che lo riguarda, quando una manciata di anni fa ha tenuto una toccante orazione laica nel corso dei funerali di Felice Trabacchi, indimenticato sindaco di Piacenza. Dopo l’invito alla speranza del sacerdote con le sue parole di consolazione per la certezza della resurrezione di ogni defunto alla vita eterna, Mario si congedò dal suo amico e compagno Felice così: “Sono triste perchè ora non ci vedremo più”.

Addio Mario, grazie per averci insegnato quanto può essere nobile la politica. (Mauro Ferri)


Il cordoglio del sindaco Dosi per la scomparsa di Mario Cravedi

“Piacenza piange oggi la perdita di Mario Cravedi, partigiano. In questa parola è racchiusa non solo l’esperienza storica di cui è stato protagonista e testimone, ma l’autenticità del suo amore per la democrazia e per la libertà”. Così il sindaco Paolo Dosi, tra i primi ad esprimere il proprio cordoglio, anche a nome dell’Amministrazione comunale, commenta la scomparsa del presidente provinciale Anpi, “il cui impegno civile, in prima linea nella lotta per la Liberazione, è proseguito con immutata passione e con profondo senso dell’equità sociale e della legalità anche nel suo cammino di parlamentare della Repubblica italiana. Mario Cravedi è stato, in questi anni, interprete e custode di quegli stessi valori che animarono la Resistenza, dando voce anche al bisogno di trasmettere alle giovani generazioni gli ideali di un’Italia repubblicana trasparente e unita, fondata sui princìpi sanciti dalla nostra Costituzione e sulla condivisione nel nome della solidarietà e della giustizia”.

“Con la stessa tenacia che lo vide combattere contro il fascismo e il nazifascismo – aggiunge il sindaco – in questi ultimi mesi ha combattuto la sua battaglia contro la malattia, che purtroppo lo ha stroncato. L’Amministrazione comunale, di cui Mario Cravedi è stato per anni consigliere, si associa al dolore dei familiari tutti in questo triste momento”.


Le condoglianze del presidente della Provincia Massimo Trespidi

“Esprimo – scrive il presidente della Provincia di Piacenza Massimo Trespidi – a nome di tutta la Giunta e del Consiglio provinciale profondo cordoglio per la scomparsa di Mario Cravedi, uomo di altissimi valori e di grande capacità comunicativa. Di lui ricordo la naturale dote di saper parlare ai giovani e la coinvolgente passione nella difesa dei valori della libertà e della democrazia portati avanti instancabilmente in qualità di presidente ANPI Piacenza e prima ancora di partigiano. Il pensiero dell’Amministrazione provinciale è rivolto in questo momento di dolore alla famiglia di Mario Cravedi”.


Scomparsa di Mario Cravedi, Paola De Micheli (Pd): “Esempio di coerenza e di umanità”

“Quando se ne vanno persone come Mario Cravedi, ci sentiamo tutti un po’ più poveri e soli. Mario è stato un esempio di coerenza ai valori della sua giovinezza, che non ha mai tradito, ma che ha saputo costantemente attualizzare con intelligenza politica e grande umanità”. Sono le parole della vicepresidente vicario del gruppo del Partito Democratico alla Camera Paola De Micheli, che si unisce al cordoglio per la scomparsa del presidente dell’Anpi di Piacenza ed ex parlamentare Mario Cravedi.

“Nello sforzo instancabile di insegnare ai più giovani i valori e l’eredità storica della Resistenza, lontano dalla retorica di maniera – prosegue la De Micheli – c’è tanta parte del significato della vita di Mario Cravedi. La sua carriera politica nel Pci lo portò a ricoprire la carica di deputato nella stagione della solidarietà nazionale, quando il nostro Paese si trovò ad affrontare l’emergenza del terrorismo e fu chiamato ad una prova difficilissima. La sua competenza, il suo pragmatismo mai separato dal rigore morale e ideale sono un esempio per chi, come la sottoscritta, ha l’onere e l’onore di rappresentare Piacenza in Parlamento”.

“A persone come Mario Cravedi – conclude – siamo debitori per il contributo fondamentale alla costruzione della democrazia nel nostro Paese, onorarne la memoria è un dovere fondamentale per non disperdere la sua eredità e guardare al futuro con speranza. Ed è di persone come lui che noi giovani parlamentari dovremo con umiltà, dedizione e costanza essere all’altezza”.

Il ricordo di David Santi (Prc)
“Si è spento il partigiano Mario Cravedi, insostituibile pezzo della storia della sinistra piacentina. Ci mancherà il suo spirito nel portare avanti con rigore i valori dell’antifascismo, fuori e dentro l’Anpi, il suo desiderio di democrazia ed uguaglianza. Saluto il compagno Mario con un arrivederci, sicuro che il suo rigore e la sua coerenza rimarrà segno indelebile per le generazioni future”. Così David Santi, segretario Provinciale di Rifondazione Comunista ricorda lo scomparso Mario Cravedi.

Il ricordo dei componeneti di Via Roma Città Aperta
Si è spento il partigiano Mario Cravedi, rendiamo omaggio alla storia di un uomo, ma non solo, ne dobbiamo raccogliere il testimone. Dobbiamo diventare portatori di quei valori che insieme a tutti quelli che hanno combatutto per liberare questo nostro paese dal nazifascismo ci hanno lasciato. Il partigiano Mario è stato un diffusore dell’etica in politica, del rispetto della persona umana, ha lottato  sempre perchè le istituzioni  fossero vicine ai bisogni della società.Il riconoscimento del pensiero di Mario Cravedi, è il riconoscimento di una memoria di cui il nostro paese ha tanto bisogno.

IL  VIDEO – UNA VECCHIA INTERVISTA A MARIO CRAVEDI PRESIDENTE DELL’ANPI

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