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“Assaporando s’impara”, laboratori interattivi al Raineri – Marcora

“Assaporando s’Impara” , il progetto di educazione alimentare che il Campus Agroalimentare “ Raineri Marcora” organizza in collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Piacenza viene riproposto in questi giorni. 

“Assaporando s’Impara” , il progetto di educazione alimentare che il Campus Agroalimentare “ Raineri Marcora” organizza in collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Piacenza viene riproposto in questi giorni. 
 
L’aspro odor dei Vini, Giallo Polenta, L’Ape Maia, Autunno nel bosco, Sapore di Pane, Le Mani in Pasta, Patata Bollente, Sale in Zucca, Chi ha Rubato la Marmellata, questi sono i laboratori interattivi dove oltre settecento scolari della scuola primaria si cimenteranno accompagnati nei diversi percorsi dagli studenti dell’Istituto Agrario. Vere giornate di scuola attiva dove per tre giorni gli studenti del Campus “ Raineri – Marcora” diventano insegnanti nell’accompagnare e illustrare i vari percorsi proposti. 
 
“Il progetto – spiegano i promotori – nasce dalla necessità, sempre maggiore, di fornire corrette informazioni sui percorsi produttivi degli alimenti perchè i giovani vivono spesso una realtà consumistica estranea ai più elementari saperi relativi ai prodotti di cui si nutrono; è forse la prima volta nella storia dell’uomo che ciò accade. Per diverse motivazioni questa constatazione è assai allarmante; un’utenza che non possiede sufficienti conoscenze sui prodotti alimentari di cui si nutre, sulla loro natura, sul lavoro necessario per produrli, sulle tecnologie adottate, difficilmente potrà apprezzarne la tipicità , le tradizioni , l‘appartenenza al territorio; sarà facile e inerte preda di qualsiasi informazione strumentale, di una omologazione di sapori, odori, colori che non gli permetteranno più di discernere, venendo a mancare le conoscenze per stimolare un proprio senso critico”.
 
“Lo stesso comparto dell’ agricoltura e dell’agro-industria corre un grave rischio: essere disconosciuto, ignorato, dimenticato dal consumatore perché non più identificato come settore primario e indispensabile per la propria esistenza; perdita dell’assoluto valore dell’agricoltura fino a ieri da tutti riconosciuto. Questo progetto mira a far riscoprire i più elementari valori e le cognizioni che da sempre l’uomo possiede con collegamenti al patrimonio di cultura proprio del nostro territorio, unitamente al lavoro di chi si occupa di agricoltura”.

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