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Beni culturali ecclesiastici, 9mila opere d’arte a catalogo

Si è tenuto stamane il convegno “Censimento del patrimonio artistico ed architettonico della diocesi di Piacenza Bobbio. La conoscenza come fase propedeutica alla gestione dei beni culturali”

“Censimento del patrimonio artistico ed architettonico della diocesi di Piacenza Bobbio. La conoscenza come fase propedeutica alla gestione dei beni culturali”, come annunciato è il titolo del convegno che si è tenuto a Palazzo Vescovile. L’importanza dell’appuntamento era data dal fatto che l’Ufficio per i beni culturali della diocesi, da anni, sta catalogando i beni storici ed artistici: sono stati censite, con relativa scheda, ben novantamila opere e oggi, mattino e pomeriggio, tecnici e studiosi hanno reso conto del lavoro svolto e delle finalità per cui hanno operato.

I lavori sono stati aperti dai saluti. Ha introdotto il convegno, coordinato da mons. Domenico Ponzini, il vescovo mons. Gianni Ambrosio che ha avuto parole di ringraziamento per l’Ufficio per i beni culturali della diocesi ed ha commentato l’importanza di salvaguardare il patrimonio di ieri per poterlo utilizzare per il nostro presente: custodire e valorizzare ciò che ci è stato tramandato. Ai lavori ha assistito anche il vescovo di Fidenza mons. Carlo Mazza.

E’ stata poi la volta di mons. Gianluigi Nuvoli, delegato regionale della Cei, che ha illustrato la situazione in regione per quanto riguarda la schedatura dei beni ecclesiastici appartenenti a quasi tremila parrocchie. Nicoletta Agazzi, a nome della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici di Parma e Piacenza, ha ricordato che la sua istituzione ha messo a disposizione le schede precedenti ed ha sottolineato l’importanza del catalogo che, nel piacentino, è stato realizzato anche con il contributo della Banca di Piacenza.

A nome del sindaco Paolo Dosi ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, sempre attenta a quanto viene fatto per la conservazione delle opere d’arte, Antonella Gigli, direttrice dei musei civici di Piacenza. E’ stata poi la volta di esponenti di enti che hanno contribuito all’operazione: per la Fondazione di Piacenza e Vigevano è intervenuto il presidente Francesco Scaravaggi: l’istituzione è interessata ad ogni iniziativa che ha lo scopo di rendere il territorio coeso e sviluppato, quindi il lavoro svolto per la catalogazione dei beni culturali della diocesi a tutti gli effetti rientrava nelle finalità del suo ente; per la Banca di Piacenza è intervenuto il vicepresidente Felice Omati, che ha richiamato i numerosi interventi che la Banca locale compie in modo organico per tutelare e valorizzare il patrimonio culturale piacentino.

Sono seguiti gli interventi dei relatori: mons. Stefano Russo, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei, ha parlato di “Conoscenza e valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici. Un progetto per la Chiesa e per l’umanità”. Il relatore ha ampliato lo sguardo a tutto quanto sta avvenendo nelle diocesi italiane: uno sforzo notevole anche perché non si tratta solo di catalogare i beni esistenti, ma anche di tenere aggiornati i cataloghi in modo che diventino veramente strumenti di difesa e di studio. Ilaria Del Cocco, per la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna, ha analizzato il tema: “La conoscenza essenziale. I dati fondamentali per la gestione della quotidianità e dell’emergenza”. In particolare la relatrice si è soffermata sui momenti di emergenza ed in particolare ha citato il recente sisma nelle province emiliane ed il ruolo altamente positivo svolto dai cataloghi nella tutela delle opere d’arte.

E’ stata poi la volta della di Susanna Pighi con la presentazione dell’“Inventario dei beni mobili: cronistoria del progetto”. Si tratta di un lavoro iniziato nel maggio del 1998 e che, progressivamente, ha portato alla schedatura di circa 90 mila opere d’arte, dai tessuti ai dipinti e agli arredi sacri. La Pighi ha ricordato coloro che hanno preso parte al progetto; all’inizio con lei anche Franco Rovelli mentre è morta la storica dell’arte Carla Longeri. Nella relazione sono state ricordate anche le difficoltà incontrate, non poche.

Tra coloro che hanno partecipato al lavoro di schedatura anche Daniela Costa che ha illustrato nei particolari la struttura della “La scheda inventariale” che costituisce la carta d’identità di ogni opera d’interesse artistico e culturale. Su questo tema è intervenuta anche Francesca Bersani con “Il censimento dei beni architettonici: cronistoria del progetto” che si è articolato su un territorio 3.670 chilometri quadrati, 422 parrocchie poste nelle province di Piacenza, Pavia, Parma e Genova. Complessivamente sono stati presi in conservazione 709 edifici sacri. Infine Andrea Marcolongo ha presentato “La scheda censuale” che permette di individuare il patrimonio artistico della diocesi ed amplia lo sguardo al contesto entro cui va collocata un’opera d’arte.

Nel pomeriggio don Roberto Tagliaferri, liturgista, ha parlato del tema: “La riattualizzazione del patrimonio culturale nella vita odierna della chiesa”. Il relatore ha analizzato il significato nell’immagine nella storia del cristianesimo soffermandosi in particolare sui tempi moderni. Manuel Ferrari, direttore dell’Ufficio beni culturali ecclesiastici della diocesi di Piacenza-Bobbio, ha analizzato l’“Inventariazione e censimento del patrimonio culturale diocesano: prospettive per la valorizzazione”. In particolare il relatore ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dello staff dell’ufficio; a lui si sono affiancati con apporti tecnici Mario Stucchi (le nuove tecnologie per realizzare foto a 360 gradi); Andrea Marcolongo sul rilievo e la modellazione tridimensionale mentre Giovanni Botti ha richiamato il “Golosario piacentino”, un’iniziativa che aiuta a valorizzare le eccellenze piacentine partendo da quello enogastronomiche. Vincenzo Baciocchi, presidente di una cooperativa sociale Il Cardo, ha illustrato l’apporto dato nella riproduzione di modelli da persone diversamente abili.

Infine mons. Domenico Ponzini, già direttore dell’Ufficio beni culturali ecclesiastici della diocesi di Piacenza-Bobbio, ha presentato il volume: “Censimento del patrimonio architettonico ed artistico. La Cattedrale e il palazzo Vescovile di Piacenza”, a cura dell’ Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici. Lo hanno affiancato alcuni autori. Si tratta di un esempio importante dell’utilizzo sul piano pratico del nuovo censimento delle opere d’arte ecclesiastiche piacentine.

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