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Cessione quote Seta a Tper Bologna, i sindacati: “Preoccupazione”

"Le perplessità - scrivono in una nota - vannp dall’indebolimento della rappresentatività territoriale in un servizio strategico essenziale previsto per legge, alle ricadute sul servizio e sugli utenti, a quelle occupazionali e salariali dei Lavoratori"

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“Preoccupazione per le ricadute negative sul territorio”. La esprimono in maniera unitaria le organizzazioni sindacali provinciale dei trasporti di Piacenza dopo la possibilità di aggiudicazione delle quote societarie Seta a Tper Bologna, unica azienda ad aver presentato un’offerta.

“Le perplessità – scrivono in una nota – vannp dall’indebolimento della rappresentatività territoriale in un servizio strategico essenziale previsto per legge, alle ricadute sul servizio e sugli utenti, a quelle occupazionali e salariali dei Lavoratori, oltre ad evidenziare che l’azienda pubblica che ha presentato l’offerta, vivendo le difficoltà di tutte le altre aziende di Tpl d’Italia, ha attualmente in carico un passivo di circa nove milioni di euro all’anno”.

“Le nostre perplessità sono confermate dalle immediate dichiarazioni di Tper a mezzo stampa con la minaccia di taglio delle linee in assenza di compartecipazione economica da parte dei Comuni della Provincia, chiamati comunque oggi a non potersi più defilare da tale incombenza. I cittadini dei Comuni, soprattutto i più piccoli ed isolati, che con l’alienazione della Provincia non avranno più un interlocutore di riferimento, per questa scelta, ne subiranno inderogabilmente le conseguenze”.

“Stante le difficoltà di attuazione del progetto di azienda unica regionale, attualmente  fermo anche nell’aggregazione Seta – proseguono – sul territorio di Piacenza potremmo trovarci il servizio di TPL provinciale  subappaltato a società private o cooperative, che faranno pagare il conto esclusivamente ai Lavoratori e agli utenti, creando le condizioni per un’uscita poco onorevole dalla scena politica della Provincia stessa.Nel caso che non venissero accolte le nostre istanze, rappresentiamo sin da ora la pretesa che i proventi economici della cessione delle quote azionarie della Provincia non vengano destinate ad altri scopi se non quello di essere reinvestiti nell’azienda Seta”.

“Per questi motivi – concludono – auspichiamo che il Consiglio Provinciale responsabilmente e nell’interesse dei cittadini, non aggiudichi la gara e trovi una diversa soluzione,  in concerto con i Comuni chiamati a contribuire economicamente in funzione del servizio goduto e delle possibilità,  anche per avere un ruolo  partecipe e protagonista nelle decisioni strategiche sui loro territori”.

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