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Confagricoltura: “Preoccupati per Imu e Service tax”

“A fine agosto, la soppressione della rata di settembre dell’Imu sui terreni e sui fabbricati strumentali e l’azzeramento anche del saldo era stata data per certa con il decreto legge 102, peccato  - sottolinea il presidente Chiesa - che ad oggi non sia ancora stato convertito in legge"

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“Contro l’Imu su terreni e fabbricati rurali abbiamo condotto una battaglia capillare e dura sin dalla sua istituzione” – commenta Enrico Chiesa, presidente di Confagricoltura Piacenza che ricorda la campagna di sensibilizzazione che aveva visto i dell’Associazione incontrare personalmente quasi tutti i sindaci del territorio. “A fine agosto, la soppressione della rata di settembre dell’Imu sui terreni e sui fabbricati strumentali e l’azzeramento anche del saldo era stata data per certa con il decreto legge 102, peccato  – sottolinea Chiesa – che ad oggi non sia ancora stato convertito in legge ed anzi si stia lavorando agli emendamenti”.

Nei giorni scorsi era stato introdotto un emendamento, poi ritirato, che mirava a reintrodurre l’Imu sulla prima casa a partire da un valore catastale di 750 euro, ciò che predomina è, ancora una volta il clima d’incertezza. “Difficile sapere cosa e quanto dovremo pagare entro il 16 dicembre – sottolinea Chiesa – auspichiamo che, almeno per quanto riguarda il nostro settore, il governo tenga fede agli impegni presi confermando l’esonero per terreni e fabbricati rurali”. Confagricoltura ha sempre evidenziato come l’imposta avesse generato un extra gettito portando le imprese agricole, che comunque hanno rispettato la norma, al collasso. Il gettito 2012 dell’Imu agricola è stato di 692 milioni di euro, di cui 628 per i terreni e 64 per i fabbricati strumentali; l’Imu agricola è stata pagata da circa 3 milioni di contribuenti, di cui 600mila agricoltori professionali ed aziende agricole.

“Ora il Governo è impegnato in una revisione complessiva della tassazione immobiliare nel quadro della Legge di Stabilità: dal confronto necessario – ribadisce Chiesa – il settore si attende una linea coerente di valutazione delle proprie possibilità impositive per non ripercorrere quanto accaduto”. E’ una tassa ingiusta per ragioni evidenti: perché applicata su beni produttivi e in una misura insostenibile rispetto ai redditi delle imprese agricole, come aveva tempestivamente denunciato Confagricoltura e come è stato riscontrato nei molti documenti prodotti in questi mesi. “Monitoreremo con attenzione l’evolversi della situazione” – prosegue Chiesa. Preoccupazione anche per il varo della Tares, questa la denominazione della nuova tassa rifiuti 2013, relativamente alla quale è pieno caos: attualmente non è chiaro né come sarà determinata l’imposta nei comuni, né i termini di pagamento. Le norme transitorie sono, infatti, contenute nel medesimo decreto legge che non è ancora stato reso attuativo.

“Che dire – conclude Chiesa – del varo della Service tax previsto per gennaio 2014? Auspichiamo che la nuvola di incombenze venga ricondotta all’ordine e razionalizzata, che sia prevista una gradualità sostenibile della tassazione, evitando gli errori già commessi, ma – conclude Chiesa – nutriamo qualche timore nella misura in cui leggiamo che sui criteri impositivi sarà data ampia discrezionalità ai comuni”.

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