Doppia mostra a New York per il piacentino Giorgio Milani foto

La personale “White Words”, organizzata da “Boffi Soho”, che si inaugura il 31 ottobre alle ore 18, presso lo store omonimo di Greene Street e proseguirà fino al 21 dicembre e la personale “Poetari e Frottage”, a cura di Philippe Daverio, organizzata dal Consolato Generale d’Italia

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Il noto scultore e pittore piacentino Giorgio Milani nei prossimi giorni sarà protagonista di due interessanti mostre in programma a New York: la personale “White Words”, organizzata da “Boffi Soho”, che si inaugura il 31 ottobre alle ore 18, presso lo store omonimo al n. 31 ½ di Greene Street e proseguirà fino al 21 dicembre e la personale “Poetari e Frottage”, a cura di Philippe Daverio, organizzata dal Consolato Generale d’Italia nell’ambito dell’Anno della Cultura Italiana negli USA, in collaborazione con “Ferrero”, che si inaugura il 2 novembre alle ore 11.30, presso la sede del Consolato al n. 690 di Park Avenue, alla presenza del Console Generale Natalia Quintavalle e proseguirà fino al 31 dicembre (info per entrambe le mostre: f.cigola@gmail.com).

L’attuale produzione di Milani, poeta visivo oggettuale da sempre proiettato verso i nuovi orizzonti espressivi del linguaggio visivo, è caratterizzata dai “poetari”, frutto di un percorso che inizia a metà degli anni ’60 e si sviluppa per l’intero ventennio successivo attraverso lo studio del rapporto tra immagine e scrittura. Milani, infatti, è risalito all’origine della stampa Gutenberg, scovando una miniera di antichi caratteri tipografici mobili, dalla cui fisicità è rimasto affascinato.

«Milani – afferma il noto critico d’arte Philippe Daverio – iniziò a collezionare con assiduità le rimanenze dell’epoca precedente, le lettere che erano servite a stampare il cosmo superato. Traghettava, come un monaco ai tempi delle invasioni barbariche, i documenti di ieri nell’immaginario del domani. Assieme a essi portava il segreto dei loro segni multiformi». Questi caratteri rappresentano, dunque, la materia prima delle opere di Milani e hanno decretato e consolidato uno stile peculiare e inconfondibile e un originale percorso concettuale e immaginativo, che, con le sue inedite specificità, s’inserisce nel filone della poesia visiva oggettuale. Nei “poetari” la scrittura è celebrata come la depositaria del permanere della memoria e le lettere dell’alfabeto come i segni di infinite possibilità di scrittura.

«È così – secondo Philippe Daverio – che si sono materializzati i suoi lavori recenti, nel mescolare l’esperienza accumulata, le lettere accumulate, il sapere accumulato. Nel farne un documento inatteso. Nel rivelare il residuo di poesia che permaneva in oggetti che non avevano affatto esaurito il loro ciclo vitale. Nel restituire».

Milani espone nella Grande Mela per la prima volta e lo fa con due personali di grande impatto visivo. “White Words” riunisce otto pezzi molto qualificati (sette quadri e una scultura), tutti caratterizzati dal colore bianco, tra i quali spiccano la “Rosa Bianca” su tela e il “Poetario Rosa Bianca”, entrambi ispirati all’omonima poesia di Attilio Bertolucci. Le opere sono esposte in un contesto d’eccezione, i locali di “Boffi Soho”, uno dei 24 monomarca “Boffi”, azienda di fama internazionale leader nel settore dell’arredamento contemporaneo e sinonimo di innovazione ed eccellenza. Lo spazio è di grande charme: progettato dall’architetto Piero Lissoni, si sviluppa su due piani caratterizzati da soffitti molto alti, che rispecchiano il tipico loft newyorkese nel centro di Manhattan ed è collocato in uno storico edificio del 1872, la cui facciata è fortemente caratterizzata dalla presenza di alte colonne in ghisa, che scandiscono il ritmo delle quattordici vetrine del negozio.

“Poetari e Frottage” riunisce sei opere, tra le quali il poetario “Oriente Occidente”, assemblaggio di fregi e caratteri tipografici di legno, che rappresenta un possibile incontro tra culture e un monito alla riconciliazione che coglie gli aspetti costruttivi e creativi delle differenze dei linguaggi. La mostra è organizzata nell’ambito dell’Anno della Cultura Italiana negli USA, che si configura come una straordinaria opportunità per la promozione e la valorizzazione delle eccellenze della comunità artistica italiana.

Natalia Quintavalle, Console Generale d’Italia a New York, si dice particolarmente lieta di ospitare presso il Consolato le opere di Milani: «Le sue sculture, i suoi “poetari” trasformano le lettere che Gutenberg creò oltre 500 anni fa in una serie di opere di grande suggestione e bellezza. Questa mostra contribuisce senz’altro ad arricchire il calendario di eventi dell’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti, iniziativa del Ministero degli Affari Esteri, sotto gli auspici del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che celebra il contributo Italiano all’arte, alla letteratura, alla musica, alla scienza e all’innovazione tecnologica. Le opere di Giorgio Milani, che fanno entrare lo strumento essenziale per la scrittura (il carattere, la lettera) e il prodotto di una fondamentale innovazione tecnologica del passato, nell’arte contemporanea, ci sono sembrate ideali per rappresentare il senso più profondo di questo Anno della Cultura Italiana negli USA che si vuole interdisciplinare e rivolto al futuro».

Giorgio Milani nasce a Piacenza nel 1946 ed espone per la prima volta i suoi “poetari” nel 1997, a Milano nella mostra “Poetari di fine Gutenberg”, ma ben presto le sue opere trovano spazio in mostre collettive e personali nell’ambito di prestigiosi eventi nazionali, da Milano a Rovereto, da Padova a Torino, da Reggio Emilia a Bologna e Roma. La notorietà dei “poetari” si espande, quindi, anche oltre frontiera, con esposizioni in Spagna, Belgio, Germania, Principato di Monaco, Libano, Canada e Stati Uniti.

Fra le opere pubbliche di Milani spiccano il progetto “Torre bianca di Gutenberg” per la Biblioteca Statale Unter den Linden di Berlino, la grande fontana in marmo bianco di Carrara “Dove mormori eterna l’acqua di giovinezza” collocata in Via Brera a Milano, la scenografica scultura-fontana in bronzo e acciaio “Opera aperta fra Oriente e Occidente”, collocata a Salsomaggiore (PR) in Piazza Berzieri, la scultura “ROSAe” in acciaio e masselli di calcestruzzo, ubicata a Fiorenzuola d’Arda (PC) presso la stazione ferroviaria e la sua più grande opera-poetario, “Eco di Passi nella Memoria”, nel contesto del restauro e recupero del Campiello di Vigonovo (VE): sull’intera facciata dello storico edificio, Milani ha installato 190 pannelli di corten lavorati al laser, con versi scelti insieme a Philippe Daverio. Si tratta di un’opera le cui immagini hanno fatto il giro del mondo, grazie agli scatti del noto fotografo d’architettura Fernando Guerra.

A Piacenza, città natale di Milani, troviamo “Il Poetario Blu” e il suggestivo “Jesus – Poetario Crocifisso di fine millennio” presso l’Università Cattolica; “Il Libro Poetario di Gutenberg” all’ingresso della Biblioteca Comunale Passerini Landi; il “Poetario Portale” dello Spazio Rotative e i “Poetari Paver” di Piazzetta Baciocchi, intervento di arredo urbano che costituisce parte della pavimentazione stradale, creato utilizzando autobloccanti Paver, ideati e progettati da Milani. «La poesia visiva – ricorda Philippe Daverio – s’era palesata in piccole gallerie d’avanguardia o in edizioni esoteriche per pochi amatori. Riscoprirla nell’ufficialità dell’ingresso d’un palazzo e nel cuore della città porta a quell’estraniazione leggera che è tipica dell’opera d’arte non ancora consumata dalla vista. La poesia può essere pubblica, quella visiva, almeno. E la lettera, si sa, è eterna».

Milani opera nel settore delle arti visive, della pubblicità e della comunicazione ed è Direttore Creativo della società “VBM Comunicazione”; ha al suo attivo anche una corposa bibliografia e la realizzazione di numerosi film documentari (DVD e miniDV, con la regia di Roberto Dassoni e Livio Aloia).

Per ulteriori info: www.giorgiomilani.com

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