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Fondazione, Foti e Opizzi (F.d’I): “Titoli trasferiti a Lugano e poi rientrati, perchè?”

Fondazione di Piacenza e Vigevano, pubblichiamo di seguito il testo dell'interrogazione a risposta scritta rivolta al sindado Paolo Dosi e firmata dai consiglieri comunali di Fratelli d'Italia Tommaso Foti ed Erika Opizzi.

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Fondazione di Piacenza e Vigevano, pubblichiamo di seguito il testo dell’interrogazione a risposta scritta rivolta al sindado Paolo Dosi e firmata dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Tommaso Foti ed Erika Opizzi. I due esponenti politici chiedono di fare chiarezza sul trasferimento di alcuni titoli della Fondazione presso la banca di Lugano Julius Baer, poi rientrati. Ecco il testo dell’interrogazione.  

Per sapere, premesso che:

risulta agli interroganti che, all’inizio del mese di agosto, alcuni istituti di credito e di consulenza di private banking aventi in deposito titoli della Fondazione di Piacenza e Vigevano, abbiano ricevuto la richiesta, sottoscritta dal direttore generale e dal presidente di quest’ultima, di trasferire gli stessi presso la Julius Baer di Lugano;      

Julius Baer è definita “la più importante banca svizzera di pura gestione patrimoniale, infatti si occupa esclusivamente di attività di Private Banking e di Asset Management per la clientela privata e istituzionale”;

detto trasferimento, avvenuto per via telematica, fa ritenere che alla predetta Julius Baer fosse stato affidato l’incarico di valutare la possibilità di una “ristrutturazione” dei detti titoli;

atteso l’ingente valore dei titoli trasferiti a Julius Baer, complessivamente diverse decine di milioni di euro, è probabile che – al riguardo – sia stata informata l’Unità di Informazione Finanziaria, istituita presso la Banca d’Italia;

verso la fine del mese di agosto risulta agli interroganti essere stata inviata una nuova lettera, sempre con le sottoscrizioni di cui sopra, agli operatori che avevano trasferito i titoli con la quale si chiedeva di volere fare “rientrare” gli stessi;

successivamente, la Fondazione di Piacenza e Vigevano comunicava agli istituti di credito e alle società finanziarie interessate che ogni operazione – in futuro richiesta – avrebbe dovuto recare la firma congiunta di due dei quattro amministratori della Fondazione specificatamente indicati (presidente, vicepresidente, un consigliere nominato dal Comune di Vigevano, altro consigliere della Fondazione) in luogo di quelle precedentemente autorizzate del presidente e del direttore generale;

infine, risulta da notizie di stampa che, nei giorni scorsi, la Fondazione di Piacenza e Vigevano abbia licenziato, ritenendo fondati i motivi della giusta causa, il direttore generale;

se – escludendo che la Fondazione abbia valutato necessario trasferire nel mese di agosto detti titoli per sottrarli alla calura di stagione e fare godere agli stessi del clima più favorevole del lago di Lugano – intenda accertare, anche per il tramite dei due rappresentanti del Comune di Piacenza nel Consiglio generale della Fondazione, le ragioni per le quali detta operazione di trasferimento sia stata disposta e, successivamente, revocata;

se non ritenga doveroso richiedere, sempre per il tramite dei su richiamati rappresentanti del Comune, anche quali siano le ragioni del licenziamento del direttore della Fondazione, atteso che la motivazione non può essere ricondotta al trasferimento dei titoli in questione, atteso che risulta avvallata, come detto, anche dal Presidente della stessa;

se, infine, non ritenga doveroso chiedere al Signore Presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano di fare pervenire al Signor Presidente del Consiglio Comunale di Piacenza le risposte alle domande rimaste inevase, poste nel corso dell’audizione del 9 Settembre 2013 e per quanto d’interesse degli interroganti:

a) con riferimento a  Banca del Monte di Parma, atteso che il bilancio 2012 della Fondazione prevede un concambio tra azioni (non quotate) della Banca del Monte ed azioni (quotate) della controllante Intesa San Paolo, se la detta operazione si sia realizzata e quale ne sia il risultato economico;
b) con riferimento alla partecipazione in Cassa Depositi e Prestiti, quali sia il risultato economico determinato dalla conversione delle possedute azioni privilegiate (che, per loro natura, riservano un dividendo annuo) in azioni ordinarie (che possono non riservare dividendi)?;
c) con riferimento all’iscrizione a bilancio di crediti tributari per vertenze sull’ Irpeg non versata, atteso che gli stessi complessivamente ammonterebbero a circa 10 milioni di euro, se e quando si prevede di introitare gli stessi.

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