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Fratelli d’Italia nella nuova sede: “Mai con questo governo”

Nuova sede per Fratelli d’Italia in via Stradella a Piacenza. Sede nuova e idee molto chiare: quello di essere l’unico sbocco per il centrodestr

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Nuova sede per Fratelli d’Italia in via Stradella a Piacenza. Sede nuova e idee molto chiare: quello di essere l’unico sbocco per il centrodestra, a maggior ragione viste le ultime vicissitudini del Governo. Parte una nuova campagna di adesioni, dopo la nascita del partito all’inizio del 2013, e oggi si è tenuta la presentazione ufficiale con Tommaso Foti, Filippo Bertolini, Michele Magnaschi, Erika Opizzi, Simone Mazza, il sindaco di Morfasso Enrico Croci,

’A questo Governo che sta arrancando non daremo mai la nostra fiducia – spiega Magnaschi – invece di risanare i conti vediamo un aumento forsennato delle imposte e del debito pubblico. Basta a questi accordi, noi vogliamo dire che una nuova forza di centrodestra c’è, libera, alla quale chi vuole può aderire’.

’Abbiamo dimostrato di non essere una lista civetta – continua Opizzi – quando abbiamo dichiarata chiusa l’esperienza del Pdl. Il nostro e’ un partito che ha corso i suoi rischi, pur di salvare i suoi valori. La campagna di tesseramento sarà utile anche per arrivare al congresso e scegliere attraverso criteri meritocratici i nostri rappresentanti’.

Al momento esiste solo un comitato promotore, una sosta di costituente di Fratelli d’Italia a Piacenza, per preparare il congresso. ’Voglio in quanto amministratore far avvicinare la politica ai cittadini – aggiunge il sindaco Croci – e fare il possibile per contenere la tassazione’.

Massimo Bollati, assessore del Comune di Castelsangiovanni, anticipa che il partito si presenterà alle prossime elezioni comunali, in programma il prossimo anno.

L’assessore provinciale Sergio Bursi ricorda di aver seguito, mesi fa, Tommaso Fori, perché ha sempre promosso valori che incarnassero gli ideali di destra. ’Adesso anche altri potrebbero aderire a Fratelli d’Italia, visto il disgregamento del Pdl. La porta – dice Bursi – e’ aperta. Basta essere disposti a mettersi a disposizione di Fd’I, e non servirsene’.

Tommaso Foti ricorda che ’in tanti mi hanno detto che avrei fatto un salto nel buio. Sapevamo che sarebbe stato difficile, ma sapevo che non potevamo stare in partito come il Pdl che funziona come un imbuto oligarchico. Dopo esserci dati delle regole per organizzare un congresso, queste sono state annullate. Siamo usciti dal Pdl anche perché si profilava l’inciucio con il Pd. Più che larghe intese, si deve parlare di grandi disattese. Alleanza Nazionale era stato il primo tentativo di far nascere un partito di centro destra, mentre Forza Italia era un partito di centro e liberale. C’è comunque una differenza morale tra chi, come noi, ha deciso di uscire dal Pdl e chi ha tradito Silvio Berlusconi. Anche Gianfranco Fini si è comportato in maniera più corretta.

La differenza tra opinione pubblica e politica si manifesta anche in ambito locale, lo si evince anche dalla diffusione del fenomeno della prostituzione. L’unica risposta che si ha un rappresentante del Pd e’ di organizzare un gay pride a Piacenza.

Noi vogliamo cercare di costruire un’alternativa possibile a una sinistra che già dal Festival del Diritto ha dimostrato l’impostazione faziosa della cultura. Non basta Quagliariello come foglia di fico. C’è invece il pensiero unico di Rodota’.

Noi vogliamo rappresentare un centrodestra popolare, diffuso, nazionale, che rischia di scomparire. Nel momento in cui c’è ancora una personalizzazione così forte di Silvio Berlusconi, in caso in cui decidesse di ritirarsi, c’è il rischio di far vincere la sinistra per 40 anni. Infatti e’ il Pd ad essere schizzato in alto nei sondaggi: 10 punti percentuale guadagnati tra prima e dopo la fiducia.

In ambito locale, dobbiamo essere noi a guidare l’opposizione all’amministrazione Dosi, paragonabile alla gestione di un condominio. La seconda rata dell’Imu e dellaTares rappresentano più una rapina a mano armata, che un equo prelievo fiscale. Se si terranno le elezioni provinciali il prossimo anno, noi non le temiamo. Se ci fossero, noi presenteremo una nostra lista. Per il candidato, vedremo.

Agogliati e’ sempre stato coerente con il suo percorso personale: e’ sempre stato più berlusconiano che forzista. Oggi la vera questione si pone per chi non ha questa visione dogmatica e proviene da una storia politica diversa. Noi non ci interessiamo dei dirigenti, ma degli elettori.

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