Navigabilità del Po. Pollastri (Pdl): “Perchè Piacenza è esclusa?”

L'Unione Europea ha approvato il progetto di AIPO “365 Po River System”, che riguarda la navigabilità del Grande Fiume da Cremona al Mare Adriatico ma Piacenza ne rimane completamente esclusa, malgrado l’Emilia-Romagna cofinanzi il progetto: come questo sia potuto accadere lo chiede, con un’interrogazione alla Giunta di Viale Moro, Andrea Pollastri

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L’Unione Europea ha approvato il progetto di AIPO “365 Po River System”, che riguarda la navigabilità del Grande Fiume da Cremona al Mare Adriatico ma Piacenza ne rimane completamente esclusa, malgrado l’Emilia-Romagna cofinanzi il progetto: come questo sia potuto accadere lo chiede, con un’interrogazione alla Giunta di Viale Moro, Andrea Pollastri.

Il programma comprende la sistemazione a corrente libera, eliminando i punti critici esistenti su tutto il tratto Cremona-Mar Adriatico, e la regimazione, attraverso la costruzione di quattro traverse tra Cremona e foce Mincio, con possibilità di costruirne altre due nelle Provincie di Ferrara e Rovigo, dalle quali sarà possibile produrre energia la cui vendita finanzierebbe l’intervento.

Il costo complessivo è di 2 milioni di euro, dei quali 1 milione a carico dell’Unione Europea, 400.000 euro di Regione Lombardia, 500.000 dell’Emilia Romagna e 100.000 di Veneto/AIPO.

“La nostra Regione – chiarisce Pollastri – è il primo contribuente dopo l’Unione Europea, segno che crede nell’obiettivo del progetto, eppure discrimina i suoi territori, dimenticandosi che la riva emiliana del Po va ben più a monte del porto di Cremona e arriva sino a Pievetta.”

“Chiedo alla Giunta – prosegue – se, aderendo a “365 Po River System”, ci si sia posti il problema dell’esclusione del tratto piacentino, in caso affermativo, perché si sia scelto di proseguire comunque e se si intenda favorire la modifica del progetto per comprendere anche l’asta piacentina.”

“Ricordo – afferma ancora – che nel 2004 la Regione Emilia-Romagna aveva sostenuto il progetto, il cui valore complessivo era di 20 milioni di euro, per la creazione dell’“Idrovia Padana” che avrebbe dovuto collegare Locarno a Venezia, rendendo navigabile anche il tratto piacentino del Po: che ne è stato di quella proposta?”

“Non nego – argomenta l’azzurro – che la parte piacentina  presenta diverse criticità: certamente la realizzazione della nuova Conca a Isola Serafini consentirà il passaggio anche di navi di grossa stazza, ma permarranno difficoltà in prossimità delle centrali elettriche di Piacenza e Castelsangiovanni. D’altra parte la recente vicenda legata alla rimozione di detriti in prossimità del Guado di Sigerico, con tutti gli intoppi burocratici ed il rimpallo di responsabilità, dimostra l’estrema difficoltà di realizzare interventi in alveo.”

“Invito, quindi, – chiosa – la Regione ad analizzare queste criticità, evidenziandone possibili soluzioni che consentano, a breve, di rendere navigabile tutto l’anno il Po piacentino.”

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