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Raggi (Idv): “Tares iniqua, una banca spende molto meno di un fruttivendolo”

"Per una volta - sostiene il consigliere comunale - l’amministrazione aveva la possibilità di agevolare fiscalmente le piccole attività locali, ma non l’ha fatto, anzi tutt’altro".

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“Per molti, fruttivendoli, bar, macellerie, ristoranti, la Tares sarà una vera mazzata; mentre per altri come per le banche e gli istituti di credito o i grandi supermercati sarà molto bassa”. E’ quanto denuncia il consigliere comunale di Italia dei Valori Samuele Raggi dopo l’approvazione in consiglio comunale delle tariffe sulla tassa rifiuti e servizi. “Incredibile, ma vero questa è la decisione presa dalla maggioranza di centro sinistra; per una volta l’amministrazione aveva la possibilità di agevolare fiscalmente le piccole attività locali, ma non l’ha fatto, anzi tutt’altro”.

“Se pur vero – sostiene Raggi –  che si è cercato di contenere gli aumenti, che sono ben al di sotto della media nazionale oltre al 30%, non c’è assolutamente equità nella distribuzione delle aliquote. Si privilegiano i “poteri forti” di banche e grande distribuzione a discapito dei piccoli commercianti, che verranno massacrati, come era in precedenza”.

“Ho presentato in consiglio – prosegue – due emendamenti alla delibera per diminuire le aliquote di ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari ed incrementare quelle relative a banche e grandi supermercati, che non sono nemmeno stati discussi in quanto dichiaranti addirittura inammissibili dal Presidente del Consiglio. Si poteva garantire un risparmio davvero consistente ai nostri commercianti, ma non si è voluto prenderlo in considerazione, camuffando una evidente responsabilità politica, dietro discutibili motivazioni tecniche, che non impedivano comunque la discussione degli emendamenti in consiglio”.

“Non c’è più tempo da aspettare – aggiunge ancora – è arrivato il momento di ridurre le pressione fiscale comunale che in questi ultimi anni è aumentata a dismisura. Bisogna ridurre la spesa perché non è accettabile che il Comune recuperi i tagli imposti dal Governo aumentando le tasse. Ridurre la spesa non vuol dire ridurre i servizi. Occorrono interventi mirati nella direzione del risparmio. Se non si ridurranno le tariffe la Tares rischia di dare il colpo di grazia alla nostra città e alla sua economia. Non bastano le promesse dell’assessore Romersi per il 2014. Si è persa una grande possibilità a discapito dei piacentini”.

“Va detto inoltre che la Tares colpisce le attività produttive, oltre che le famiglie, mettendo in serio pericolo la loro sopravvivenza. E non premia le aziende e le famiglie virtuose in materia di gestione dei rifiuti. Infatti non è previsto alcun principio di premialità per i comportamenti virtuosi, facendo pagare meno chi produce meno rifiuti indifferenziati nel rispetto del principio comunitario del “chi inquina paga””.

“Su un’altra questione molto importante – conclude – questa amministrazione ha dimostrato di non saperla gestire al meglio. Dispiace soprattutto a chi ha riposto fiducia in questa giunta e ha lavorato per il successo elettorale”.

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