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Rocco al Comoedia: “Uomini rifiutano l’emanicipazione delle donne” foto

Il popolo del Comoedia, venerdì sera, ha accolto Rocco Siffredi con grande entusiasmo. Tante le foto ricordo, scattate con i cellulari, per immortalarsi abbracciati all’icona del cinema hard italiano.

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Tutto come da copione. Il popolo del Comoedia, venerdì sera, ha accolto Rocco Siffredi con grande entusiasmo. Tante le foto ricordo, scattate con i cellulari, per immortalarsi abbracciati all’icona del cinema hard italiano. Tante le strette di mano, le parole di stima da parte di giovani e non.

Siffredi arriva a Piacenza con alcuni amici dalla Bulgaria, si concede volentieri al pubblico e non gli manca la voglia di provocare: “Le coppie in crisi? – ci risponde parlandoci del suo impegno televisivo con il programma “Ci pensa Rocco” – Non ho avuto grandi difficoltà a farmi accettare, si sono aperte subito completamente a me. Come fanno i cattolici con un prete”.

La prima puntata della trasmissione andrà in onda il 5 novembre su Cielo. “E’ la mia prima esperienza televisiva come conduttore – ha detto l’attore – per me è stata molto divertente, ho avuto nuove sensazioni. Per prima cosa mi ha colpito il fatto che, arrivando nelle case delle coppie in crisi (coppie vere, il mio non è un reality finto, ci tiene a puntualizzare ndr) sono subito stato accettato, mi hanno raccontato i loro problemi più intimi, hanno avuto fiducia dicendo «Rocco risolverà tutto». E quando sono andato via tutti mi hanno ringraziato dicendo di aver messo a fuoco le loro difficoltà, di aver riflettuto e capito come stare meglio insieme”.

FLIRTARE COME ETERNI FIDANZATI – Ma quali sono i problemi sotto le lenzuola delle coppie incontrate da Siffredi? “Sono quelli che, dopo qualche anno, hanno l’80-90% delle coppie; entrano in stasi a causa della routine. E’ sbagliatissimo, per mantenere viva la passione bisognerebbe continuare a flirtare come eterni fidanzati anche quando si è sposati. Alle persone non do mai consigli tecnici di come essere performanti davanti ad una donna piuttosto di come sedurre, giocare, conquistare la propria partner ogni giorno”.

IL GENERE HARD TRA PASSATO E PRESENTE – Siffredi alterna l’esperienza televisiva a quella di attore e produttore di film hard. Non rinnegando nulla del suo passato ritenuto, da tanti, scadaloso: “Non faccio come alcune mie colleghe – ha detto levandosi un sassolino dalla scarpa – tutto quello che ho fatto volevo farlo”. L’attore ha iniziato la sua carriera alla metà degli anni ’80, quando i film hard non erano diffusi tra il grande pubblico, erano proiettati solamente in specifiche sale. Ed è stato testimone dell’evoluzione del genere: “oggi ci sono tante difficoltà ma anche elementi positivi. Le prime sono legate soprattutto ai canali free che hanno abbassato nettamente la qualità dei prodotti”. “Dall’altro lato – ha puntualizzato – il porno è molto più liberale: ci sono tante ragazze diciottenni, soprattutto dei Paesi dell’Est, cresciute con la pornografia su internet che arrivano sul set con molta sicurezza. Sono davvero in gamba”.

QUANDO IL SENSO DI INFERIORITA’ GENERA VIOLENZA – Proprio nell’incapacità degli uomini di stare al passo ed accettare l’emancipazione delle donne Siffredi rintraccia il seme della violenza: “Nel mio lavoro vedo quanto le donne si siano evolute – ha detto -. Non ho visto lo stesso negli uomini. I quotidiani ci raccontano tanti terribili casi di violenza gratuita ai danni delle donne; io penso siano legati al senso di inferiorità che tanti uomini nutrono. E non avendo altri argomenti rispondono, purtroppo, in quel modo”.

“Ci regali un ricordo indelebile nella sua memoria – chiediamo a Siffredi prima di lasciarlo. “Potrei dimenticare le 5 o 6 mila donne con le quali ho lavorato – ha detto sorridendo e dimostrandosi sorprendentemente romantico – ma ricorderò sempre l’incontro con mia moglie sul set. E anche quando mio padre mi ha accompagnato a ritirare l’Oscar”. Del porno, naturalmente.

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