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Sport e disabilità. Tavola rotonda con Schianchi e Malgioglio

Al Polisportivo, nel pomeriggio di ieri, si é tenuta la tavola rotonda su “Sport e disabilità” organizzata dal ASP Città di Piacenza, Comitato paralimpico e Centro Sportivo Italiano e con il supporto economico del Comune di Piacenza

Al Polisportivo, nel pomeriggio di ieri, si é tenuta la tavola rotonda su “Sport e disabilità” organizzata dal ASP Città di Piacenza, Comitato paralimpico e Centro Sportivo Italiano e con il supporto economico del Comune di Piacenza. Presenti , l’assessore allo sport Francesco Cacciatore, Piergiorgio Visentin (presidente del Csi), Brunello Buonocore (direttore ASP) e Franco Paratici (delegato provinciale Cip). Relatori Matteo Schianchi e Astutillo Malgioglio.

Matteo Schianchi, laureato in storia contemporanea, studia storia sociale della disabilità all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. Svolge attività di ricerca storica e lavora come traduttore di saggistica. E’ autore di “La terza nazione del mondo. I disabili tra pregiudizio e realtà” ed. Feltrinelli e di “Storia della disabilità” ed. Carocci.“Quando ho messo le due protesi al centro Inail di Budrio, ho incontrato un assistente sociale che mi ha incoraggiato a rifare sport, per esempio quel nuoto che tanto mi piaceva. E lì mi si è accesa una luce, che m’imponeva di riconoscere e dominare il mio corpo. Allora ho preso contatto con il settore sportivo per disabili e, quindi, con la Polisportiva milanese, che è diventata la mia squadra e che io, pur ribadendo la mia fede interista, da tempo male ricambiata, definisco la Juve dello sport per disabili».

Entrato nella Polisportiva (che oltre al nuoto promuove atletica, ping pong, tiro con l’ arco e altre discipline) alla fine del 1996, Matteo ha vinto “per 5 anni consecutivi i campionati italiani a squadre di nuoto. In 6-7 anni ho collezionato 17 titoli italiani, facendo con la nazionale Europei e Mondiali. Detengo 5 record italiani in specialità diverse: il delfino e il dorso sono le mie preferite, oltre la rana. Ho anche costruito un ottimo rapporto con Dds di Settimo milanese, la squadra di nuoto più forte per normodotati, e ho avuto la fortuna di farmi allenare da Remo Sacchi, il papà del celebre Luca che conosco molto bene”. Ma in piscina, come ci va? “Senza le due protesi. Anche a casa mia mi tolgo le protesi. Lì giro in carrozzella. Ma questa in piscina ovviamente non mi serve. Come faccio nuoto agonistico nelle mie condizioni? Ho scoperto una spiccata capacità di adattamento. Riesco a produrre movimento e velocità importanti solo con la gamba e il braccio destri, eseguendo un gesto atletico che piace e che, visti i risultati, mi premia. Sono decisive la conoscenza e la coscienza del limite umano interpretato come risorsa e non come barriera. È fondamentale confrontarsi a muso duro con il limite, non farsene abbattere”.

Astutillo Malgioglio ex portiere di Serie A, ha giocato nel Bologna, nella Roma, nella Lazio e nell’Inter. Negli anni Ottanta quando giocava nella Lazio, Malgioglio viene preso di mira dai tifosi laziali, sia a causa dei trascorsi romanisti, sia per l’impegno sociale, in quanto accusato di scarsa professionalità sul campo. Il 9 aprile 1986 nella partita interna contro il Lanerossi Vicenza persa per 4-3 viene duramente contestato a causa di alcune incertezze in occasione dei gol subiti; a fine partita, in reazione ai cori contro la famiglia e gli handicappati rivolti dalla curva laziale, si toglie la maglia e sputa su di essa. Sugli spalti era stato anche affisso uno striscione recante la scritta “Tornatene dai tuoi mostri”, circostanza mai chiarita.

Malgioglio rescinde il contratto con la Lazio, che ne aveva chiesto la radiazione, ed esprime l’intenzione di ritirarsi dal calcio. Nell’estate 1986 Giovanni Trapattoni lo chiama per proporgli il ruolo di vice di Walter Zenga all’Inter. Con i nerazzurri rimane per cinque stagioni da dodicesimo vincendo lo scudetto nella stagione 1988-1989 e disputando in tutto 12 partite di campionato. Tra queste, il 4 marzo 1990 sostituisce l’indisponibile Zenga sul campo della Lazio, venendo nuovamente bersagliato di insulti dalla tifoseria biancoceleste nonostante il gesto pacificatorio del portiere, che aveva portato un mazzo di fiori sotto la curva. A partire dal 1977 si è occupato di assistenza alle persone con disabilità, fondando a Piacenza l’associazione Era77 per il recupero motorio dei bambini distrofici. A causa di problemi di salute di Malgioglio e della mancanza di fondi, l’associazione ha chiuso nel 2001. Per questo suo impegno, nel 1995 ha ricevuto il premio Sportivo Più.

Vivo interesse dei giocatori presenti alla tavola rotonda che hanno anche posto numerose domande ai due relatori. E’ seguita la partita di calcetto disabili tra il Pepo Team di Cremona (con tre giocatori piacentini) e Virtus Bagnolo di Reggio Emilia. Netta vittoria per 5-1 della Virtus Bagnolo.

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