Tagli a scuole paritarie, Botti (Pdl): “Rodotà è da Festival dell’Unità”

il consigliere comunale commenta le recenti dichiarazioni di Stefano Rodotà, curatore scientifico del Festival del Diritto appena concluso a Piacenza, sui tagli alle scuole paritarie

“Visti gli organizzatori, sarebbe più adeguata la Festa dell’Unità che il Festival del Diritto”. Così il consigliere comunale Pdl Giovanni Botti commenta le recenti dichiarazioni di Stefano Rodotà, curatore scientifico della kermesse appena conclusa a Piacenza, sui tagli alle scuole paritarie. “Non tagliare alla scuola privata per altri fini – ha detto Rodotà – ma per rendere la scuola pubblica adeguata ai propri fini”(…), “Quindi, ammesso pure si possa pensare di dare denaro alla scuola privata, può avvenire solo dopo che tutte le esigenze della scuola pubblica siano state effettivamente soddisfatte”.

“Capisco – scrive Botti – che per affrontare tali argomenti, si debbano fare ragionamenti alquanto elevati, ma proviamo almeno a girare la medaglia, lasciando che la ragione possa “partecipare” attivamente alla discussione e domandiamoci: cosa succederà alla scuola pubblica nel momento in cui chiuderanno tutte le scuole paritarie? Cioè, ci si è mai chiesto chi dovrà supportare i costi pubblici di tutti quegli studenti che ora sono inseriti nel sistema delle paritarie (non è forse lo Stato stesso?!)”.

“E ancora: è più oneroso in termini di spesa pubblica gestire il sistema d’istruzione pubblica con le sole scuole statali, o anche con l’integrazione delle paritarie, che essendo private sostengono autonomamente la maggior parte dei propri costi e ricevono un contributo, che è una briciola rispetto alla spesa delle statali? Lasciamo che anche la matematica “partecipi” alla discussione?! Bene, i conti sono presto fatti: in Italia le scuole paritarie di ogni ordine e grado sono 13.807, con gli istituti per l’infanzia che attraggono il 27,5% degli studenti italiani. Complessivamente le paritarie raccolgono un bacino di 1.000.034 alunni, circa il 10% del totale. In media ricevono dallo stato 490 euro a studente, mentre per ognuno degli 8.938.000 studenti che frequentano scuole statali le casse pubbliche sborsano 6.800 euro: la differenza tra i due finanziamenti si assesta a 6.310 euro. (Dati Miur, Agosto 2013)”

“In caso di chiusura delle 13.807 scuole – prosegue – bisognerebbe ricollocare oltre 1.000.000 di studenti, con conseguenti esborsi da parte dello Stato per la predisposizione di nuovi locali e insegnanti”.

“Caro Sindaco di Piacenza – conclude – non ritiene opportuno prendere le distanze da dichiarazioni fuori da ogni buon senso e lesive dei valori della democrazia? Credo che ormai la misura sia colma. Le chiedo inoltre di favorire un dialogo costruttivo e “partecipato” con i rappresentati della cittadinanza, sull’opportunità o meno che la nostra città ogni anno debba assistere alla passerella di questi nuovi paladini radical chic da salotto di piazza.  Più che un Festival del Diritto, viste le uscite degli organizzatori, sarebbe forse più adeguata una bella Festa dell’Unità, che tra l’altro fa rima con…(Rodotà)”.

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