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 “Unieuro, verso la chiusura della sede di Piacenza”. Paparo: “Gravi ricadute”

I lavoratori Unieuro delle sedi di Piacenza e Monticello d’Alba manifestano forte timore per la loro sorte dopo l’annunciata fusione dell’azienda con Expert. L’assessore provinciale: "Forte preoccupazione"

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dei lavoratori Unieuro delle sedi di Piacenza e Monticello d’Alba che manifestano preoccupazione per la loro sorte dopo l’annunciata fusione dell’azienda con Expert. Concreto il rischio chiusura per la sede di Piacenza. 


UNIEURO-SGM MARCO POLO (EXPERT): MATRIMONIO, DIVORZIO O RIPUDIO?

I dipendenti Unieuro si interrogano sulle loro sorti all’indomani dell’annuncio del Matrimonio tra Expert e Unieuro. E’ di qualche giorno fa la notizia uscita sul Sole 24 ore di un “matrimonio” che darà presto vita al secondo gruppo italiano dell’elettronica dopo Mediaword, notizia ufficializzata il 10 ottobre con un comunicato apparso sul sito di Dixons Retail. Il matrimonio si celebra tra SGM Distribuzione (Marco Polo-Expert) e Dixons Retail, società inglese che detiene attualmente la proprietà del marchio Unieuro in Italia.

Sembrerebbero belle notizie fin qui, se non fosse che questo deal nasconde in se, oltre alle innegabili opportunità di business per il settore dell’elettronica, anche grandissime insidie, rischi e prospettive tutt’altro che ottimistiche, per usare un termine caro al fondatore di Unieuro Oscar Farinetti che è diventato per anni il tormentone della pubblicità italiana. L’accordo infatti prevede la creazione di una holding che controllerà indirettamente le due società. Tale holding sarà partecipata all’85% dagli azionisti di Sgm distribuzione e al 15% dal Gruppo Dixons Retail plc.

Entro fine anno l’antitrust darà parere sul rispetto delle regole di concorrenza dei mercati dopodiché sembra pressoché certo che le sedi Unieuro di Piacenza e di Monticello d’Alba verranno definitivamente chiuse e i suoi 160 dipendenti rimarranno senza lavoro; tutto questo in un momento economico in cui le possibilità di trovare una nuova collocazione professionale fanno sembrare l’ottimismo con cui Unieuro viene tuttora ricordata solo una bella favola per bambini. Perché purtroppo nessuno dei 160 dipendenti da fine 2013 vivrà felice e contento.

L’unica possibilità per cercare di rendere accettabile una situazione così drammatica è che l’attuale proprietà Dixons Retail, d’accordo con i sindacati, diano ai dipendenti indicazioni certe e ufficiali circa il trattamento economico e gli ammortizzatori sociali che verranno attivati per dar loro modo almeno di provare a ricollocarsi nel mercato del lavoro. Ma questo dovrà necessariamente accadere entro l’effettiva nascita di questa nuova società (presumibilmente fine novembre o fine anno) perché quando la nuova proprietà prenderà possesso del business il 15% del capitale Dixons (che vale 160 dipendenti) non avrà praticamente più alcun potere contrattuale se paragonato a quello dell’85% detenuto dall’azionista di maggioranza SGM Distribuzione (che peraltro ha meno di un terzo dei dipendenti di Unieuro) .

Nella nota circolata all’interno dell’azienda dal suo CEO Keith Jones confida nell’impegno e nella professionalità sempre dimostrata dallo staff Unieuro ma al contempo non fornisce alcuna rassicurazione o preciso impegno a trovare un accordo economico soddisfacente prima del passaggio ufficiale alla nuova proprietà. Il che tradotto significa: confidiamo nel fatto che assicuriate all’azienda buone vendite natalizie e risultati prima di essere gettati nella spazzatura, con buona pace dell’Era dell’Ottimismo. I dipendenti Unieuro ritengono che la loro professionalità non verrà messa in discussione anche nell’eventualità concreta in cui decidano di incrociare le braccia fino a quando non verranno fornite precise rassicurazioni ufficiali sui tempi e le modalità della loro uscita dall’azienda.

Quindi se saranno fiori d’arancio, un divorzio consensuale o un ripudio dipenderà solo dalla disponibilità di Dixons Retail, fino a prova contraria proprietaria e datore di lavoro di Unieuro fino alla fine dell’anno. In un momento in cui moltissime persone sono nella stessa situazione il personale delle sedi Unieuro di Piacenza e Monticello d’Alba ritiene importante far sentire anche il suo grido d’aiuto consapevole del fatto che non sarà uno sciopero a far ritrovare a chi sta per perdere il lavoro un sorriso e il così tanto rimpianto ottimismo.

Ci si chiede infatti il perché la creazione di una holding sopra le due società e non una fusione, quando si parla in più comunicati di “complementarietà” delle due aziende. Non sarà forse perché, se si fosse trattato di fusione/acquisizione, si sarebbero dovuti mettere sullo stesso piano i dipendenti delle sedi di Piacenza e Monticello con quelli di Forlì? Il tutto sembra infatti congegnato ad arte in una sofisticata operazione di alta finanza per mettere i dipendenti delle sedi di Unieuro alla porta senza alcun diritto di rivalsa. Quanto legalmente e sindacalmente è corretto e lecito tutto questo? I dipendenti Unieuro si aspettiamo le risposte in tempi brevissimi nelle rispettive sedi … il Natale è molto vicino.


Paparo: “Forte preoccupazione”
In merito alle notizie di stampa relative alla possibile chiusura degli uffici e del  magazzino di Unieuro, l’Assessore provinciale alle Politiche del lavoro Andrea Paparo dichiara: “Esprimo forte preoccupazione per le ricadute occupazionali che colpirebbero alte professionalità del nostro territorio.” “Si tratta – aggiunge Paparo – di molti lavoratori piacentini, principalmente giovani. Mi sto sentendo in queste ore con le organizzazioni sindacali e acquisendo maggiori informazioni possibili. In settimana ci sarà un incontro tra azienda e sindacati. Mi dichiaro fin d’ora disponibile a promuovere un incontro in sede istituzionale nel caso le parti ne ravvisassero la necessità. Credo che si debba ricercare in tutti i modi soluzioni volte ad attutire questo ennesimo duro colpo all’economia del territorio.”

Molinari e Sckokai: “Ulteriore colpo per il nostro territorio”
Apprendiamo dalla stampa della possibile chiusura degli uffici e del  magazzino di Unieuro di Piacenza, che occupano ben 160 lavoratori, a seguito della fusione dell’azienda con Expert e della conseguente ristrutturazione delle sedi operative del nuovo gruppo. Esprimiamo forte preoccupazione per questo ulteriore colpo che potrebbe subire il nostro territorio in termini occupazionali, proprio nel momento in cui sembrano intravedersi i primi timidi segnali di ripresa.  Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle famiglie dei lavoratori coinvolti, che da sola servirebbe però a poco, e auspichiamo invece che Provincia e Comune capoluogo istituiscano al più presto un tavolo istituzionale per dialogare con l’azienda e con le parti sociali, avendo come obiettivo quello di evitare la chiusura. Offriamo fin da ora la nostra collaborazione a queste iniziative istituzionali, perché crediamo, che, chiunque vinca il congresso del nostro partito, si debba essere in prima linea nel difendere l’occupazione del nostro territorio e nel sostenere tutte le iniziative che possano aiutare Piacenza e la sua provincia ad uscire dalla crisi.

Gianluigi Molinari, candidato alla segreteria provinciale del Pd
Paolo Sckokai, candidato alla segreteria cittadina del Pd

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