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Unioni civili, dopo la “melina” ok in commissione 

Il voto è arrivato dopo una lunga fase di stallo. A sbloccare la situazione Christian Fiazza (Pd), con la proposta di ritirare gli emendamenti e di procedere alla votazione del regolamento così com’è. Il provvedimento è stato così approvato a maggioranza

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Ok in commissione consiliare al regolamento per le unioni civili. Il voto è arrivato dopo una lunga fase di stallo: il documento si presentava con 42 emendamenti dei consiglieri, ma i presidenti delle due commissioni consiliari, Stefano Perrucci e Giulia Piroli, avevano fatto sapere che gli uffici avevano dato parere (solo verbale) negativo circa la possibilità di discutere in commissione le proposte di modifica del testo.

A sbloccare la situazione Christian Fiazza (Pd), con la proposta di ritirare gli emendamenti e di procedere alla votazione del regolamento così com’è. Il provvedimento è stato così approvato a maggioranza; nella coalizione di centrosinistra non ha partecipato al voto il capogruppo Pd Daniel Negri, mentre Stefano Borotti si è astenuto, motivando la decisione con la scarsa utilità del documento rispetto alle vere esigenze delle coppie di fatto.

LA DISCUSSIONE – Il consigliere del Pdl Marco Tassi propone di aggiornare la commissione in attesa di un parere per iscritto. Tommaso Foti (Fd’I) fa notare che invece il regolamento non è molto diverso da una proposta di delibera di giunta, e che la commissione ha pertanto facoltà di discutere anche gli emendamenti. Occorre quindi mettersi d’accordo su come procedere, aggiunge Christian Fiazza del Pd: o discutere il testo così com’è, rimandando in consiglio la discussione sugli emendamenti, oppure procedere discutendo ugualmente gli emendamenti anche in commissione. “Siamo comunque davanti a un’inerzia degli uffici davanti a questo tema” conclude, lamentando l’assenza dell’assessore competente (Tarasconi).

Lucia Rocchi (Moderati) suggerisce che l’esame degli emendamenti sia sottoposta all’esame di una sottocommissione. Mirta Quagliaroli (M5S) suggerisce che i proponenti ritirino il documento, per eventualmente integrarlo con le proposte contenute negli emendamenti e poi procedere a una successiva presentazione. Quagliaroli osserva inoltre che nella mail di convocazione gli emendamenti non erano allegati. 

Una proposta simile viene avanzata anche da Giovanni Castagnetti (Pc per Dosi): “Ritirare e ripresentare il documento modificato con gli emendamenti”. Carlo Pallavicini (Prc) non nasconde la propria irritazione: si discute di questo tema dal 2010, le proposte avanzate vogliono solo far perdere ancora tempo, se ci si deve aggiornare si deve fissare una data certa e a breve scadenza. Daniel Negri (Pd) osserva che sarebbe comunque obbligatorio un parere giuridico degli uffici su ogni singolo emendamento.

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