Arcigay: “Piacenza riconosca le unioni civili”. Polledri (Ln): “Inutili”

Pubblichiamo l’intervento di Arcigay Piacenza “L.’A.T.OMO.” sul tema delle Registro delle unioni civili che verrà discusso nella seduta del Consiglio comunale di lunedì 2 dicembre. "ci appelliamo a tutti i gruppi consiliari, e alla coscienza dei singoli consiglieri, perché sostengano con un voto favorevole un provvedimento di civiltà"

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Pubblichiamo l’intervento di Arcigay Piacenza “L.’A.T.OMO.” (Libera Associazione Tematiche Omosessuali) e Agedo (Associazione Genitori, Parenti e Amici di Omosessuali) – punto di ascolto di Piacenza sul tema delle Registro delle unioni civili che verrà discusso nella seduta del Consiglio comunale di lunedì 2 dicembre. “ci appelliamo a tutti i gruppi consiliari, e alla coscienza dei singoli consiglieri, perché sostengano con un voto favorevole un provvedimento di civiltà, che riguarda la dignità sociale e i diritti di molte persone – scrivono.

A seguire la posizione del tutto opposta del consigliere comunale della Lega Nord Massimo Polledri.

L’INTERVENTO di Arcigay
La discussione della delibera che istituisce il Registro delle unioni civili si terrà nella seduta del Consiglio comunale di lunedì 2 dicembre. Salutiamo con favore il fatto che il Consiglio abbia finalmente deciso di decidere, mettendo da parte ulteriori tentennamenti. Ora ci appelliamo a tutti i gruppi consiliari, e alla coscienza dei singoli consiglieri, perché sostengano con un voto favorevole un provvedimento di civiltà, che riguarda la dignità sociale e i diritti di molte persone.

Ricordiamo che il riconoscimento delle unioni civili da parte delle istituzioni cittadine rappresenta un passo importante per superare situazioni di discriminazione e favorire l’inclusione sociale di ogni persona e di tutti i nuclei familiari. Infatti, affermando il diritto delle unioni civili ad accedere ai servizi comunali alle medesime condizioni riconosciute alle coppie sposate, il Comune riconosce un principio essenziale in una società solidale: il welfare cittadino è rivolto a prevenire e superare le situazioni di disagio economico e sociale, quale che sia il legame giuridico che unisce i partner di una coppia o il loro orientamento sessuale.  

Il Registro, uno strumento già adottato da circa 150 comuni italiani, è importante per le tante coppie eterosessuali che scelgono di non sposarsi, ma lo è ancora di più per le coppie gay e lesbiche che, escluse dal matrimonio civile, non hanno possibilità di scegliere. In questo senso, rappresenta una misura attiva di contrasto all’omofobia, coerente con la recente adesione della Città di Piacenza alla Rete RE.A.DY, la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni che combattono le Discriminazioni fondate su orientamento sessuale e identità di genere.

Vogliamo infine sottolineare che la discriminazione basata sull’orientamento sessuale è vietata dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (art. 21) che, con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona, ha assunto lo stesso effetto giuridico vincolante dei trattati (art. 6 TUE).

Per quanto riguarda la giurisprudenza interna, la Corte costituzionale, con la sentenza 138/2010, ha definitivamente riconosciuto la rilevanza costituzionale delle unioni tra persone dello stesso sesso. Scrive la Corte: “L’art. 2 Cost. dispone che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Orbene, per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico.

In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia”. Con la sentenza 4184/2012, la Corte di Cassazione si è spinta oltre, affermando che “una coppia omosessuale convivente con una stabile relazione di fatto rientra nella nozione di vita familiare, proprio come vi rientrerebbe la relazione di una coppia eterosessuale nella stessa situazione”.

Arcigay Piacenza “L.’A.T.OMO.” (Libera Associazione Tematiche Omosessuali)
Agedo (Associazione Genitori, Parenti e Amici di Omosessuali)

Unioni civili: Polledri, Discussione inutile, la Costituzione parla chiaro

Piacenza, 30 novembre 2013. «Lunedì parteciperemo ad un dibattito pressoché inutile sulle unioni civili. E’ una totale perdita di tempo, non apporterà alcun beneficio e non rappresenterà altro che una semplice bandiera di una battaglia ideologica. L’unico risultato certo è che spaccherà l’aula in un momento in cui invece servirebbe un’unità d’intenti per contribuire a tirare fuori il territorio da questa crisi terribile», afferma il consigliere comunale della Lega Nord Massimo Polledri. «A proposito di rispetto della Costituzione, spesso definita la più bella del mondo, l’articolo 29 della Carta non lascia spazio a dubbi: “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”,
unione tra un uomo e una donna. Punto. Ora mi aspetto – conclude Polledri – che il Sindaco prenda una posizione definitiva: se vuole continuare a specchiarsi davanti a qualche elettore di sinistra sostenga pure questa inutile crociata possibilmente senza poi partecipare alle giornate della famiglia, altrimenti si dissoci e torni a parlare di temi urgenti e veramente sentiti»

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