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Cinema, “Stai lontana da me”: la recensione di PiacenzaSera

E’ uscito nelle sale, lo scorso 14 novembre, il film "Stai lontana da me" di Alessio Maria Federici. Una commedia brillante che vede come protagonisti alcuni volti noti del cinema italiano, ovvero Enrico Brignano, Ambra Angiolini, Anna Galiena, Fabio Troiano, Giampaolo Morelli

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E’ uscito nelle sale, lo scorso 14 novembre, il film “Stai lontana da me” di Alessio Maria Federici. Una commedia brillante che vede come protagonisti alcuni volti noti del cinema italiano, ovvero Enrico Brignano, Ambra Angiolini, Anna Galiena, Fabio Troiano, Giampaolo Morelli.


LA RECENSIONE DI VALENTINA BARBIERI

Jacopo (Enrico Brignano), consulente di coppia, risolve tutti i conflitti tra fidanzati, tranne il proprio. Infatti Jacopo ha un problema serio: non riesce a stare con una donna per più di due settimane poiché ad ognuna di queste capitano sempre strani incidenti. Per questo opta per la solitudine, finché non incontra Sara (Ambra Angiolini), un architetto che assomiglia alla sua donna ideale. I due, follemente innamorati, non riescono a stare lontano l’uno dall’altro, e dopo gli innumerevoli disastri, la coppia si separa e si unisce, accettando i compromessi della sorte.

“Stai lontana da me” prende spunto dalla commedia francese “Per sfortuna che ci sei” che in Italia era passata inosservata. Se da una parte la coppia Brignano-Angiolini riesce nel genere della commedia, dall’altra lo scopo del film sfocia in situazioni assurde con un divertimento limitato. Ennesima commedia dagli elementi semplici che a tratti stanca, dettato dalla serie di assurdità e banalità.

Secondo film di Alessio Maria Federici, romano 37enne con esperienze di aiutoregia nel cinema e di campagne pubblicitarie. Bene l’attacco simpatico e spiritoso, che però perde quota dopo poche scene. Sicuramente non volgare, buffo e piacevole per un pubblico vasto. Brignano accenna il suo solito stile, mentre la Angiolini si mostra più attiva e buffa delle precedenti pellicole. La visione di questo non ha pretese, se non la completa distrazione per seguire la cronologica storia degli incidenti che capitano ai due giovani. Forse troppo commerciale? 

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