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Fare: “Spese pazze in Regione, abbiamo vinto!”

Pubblichiamo la nota inviata dalla sezione piacentina di Fare. "Qualche giorno avevamo denunciato il tentativo del Presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, di bloccare i controlli della Corte dei Conti sulle spese pazze dei consiglieri regionali pagate con il denaro dei contribuenti - spiegano -. La mobilitazione dell’opinione pubblica, realizzata anche grazie all’intervento di Fare, e la copertura mediatica che tutti i giornali della regione (e non solo) ha dato alla notizia, hanno reso impossibile per la politica regionale sottrarsi ai controlli e alle imbarazzanti rivelazioni"

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Pubblichiamo la nota inviata dalla sezione piacentina di Fare. “Qualche giorno avevamo denunciato il tentativo del Presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, di bloccare i controlli della Corte dei Conti sulle spese pazze dei consiglieri regionali pagate con il denaro dei contribuenti – spiegano -. La mobilitazione dell’opinione pubblica, realizzata anche grazie all’intervento di Fare, e la copertura mediatica che tutti i giornali della regione (e non solo) ha dato alla notizia, hanno reso impossibile per la politica regionale sottrarsi ai controlli e alle imbarazzanti rivelazioni”.

IL COMUNICATO

SPESE PAZZE IN EMILIA-ROMAGNA.
ABBIAMO VINTO!

Qualche giorno avevamo denunciato il tentativo del Presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, di bloccare i controlli della Corte dei Conti sulle spese pazze dei consiglieri regionali pagate con il denaro dei contribuenti.

La mobilitazione dell’opinione pubblica, realizzata anche grazie all’intervento di FARE, e la copertura mediatica che tutti i giornali della regione (e non solo) ha dato alla notizia, hanno reso impossibile per la politica regionale sottrarsi ai controlli e alle imbarazzanti rivelazioni. Alla fine, Vasco Errani, con un mirabile colpo di coda, si è dichiarato a favore dei controlli!

Certamente non tutti i cittadini della regione che hanno testimoniato la loro indignazione sono militanti di Fare ma quando una battaglia è giusta, il colore o l’appartenenza non contano più e ci si ritrova tutti uniti per affermare il diritto di voler essere cittadini e non sudditi. Nel caso specifico affermiamo un concetto che ci è caro: lo Stato continua a pretendere di sapere come spendiamo i nostri soldi. Organizza redditometri, spesometri e altre diavoleria per controllarci nel profondo delle nostre tasche. Prima di tutto, però, noi vogliamo che sia lo Stato a dirci come spende i nostri soldi!

In Emilia Romagna abbiamo dimostrato che questo è possibile.

Grazie a tutti.

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