Freccero: “La Tv di oggi guarda troppo al passato” VIDEO foto

Proprio per parlare della televisione italiana, tra passato, presente e futuro, lo storico direttore di Rai2, prima, e Rai4, dopo, è intervenuto alla Fondazione di Piacenza e Vigevano

“Per restituire alla tv lo spessore che merita” così Aldo Grasso, sul “Corriere della Sera” ha commentato l’ultimo libro di Carlo Freccero “Televisione” nato in un momento di trasformazione epocale caratterizzato dall’introduzione del digitale terrestre e delle pay tv. Proprio per parlare della televisione italiana, tra passato, presente e futuro, lo storico direttore di Rai2, prima, e Rai4, dopo, è intervenuto alla Fondazione di Piacenza e Vigevano arricchendo, con la sua preziosa testimonianza, la rassegna “Tempo presente”.

ASCOLTA CARLO FRECCERO

“La tv di oggi – ha spiegato – risente molto più del passato che del futuro. I modelli sono vecchi malgrado, invece, sia necessario rinnovarsi”. Il motivo, secondo Freccero è molto semplice, sta “nel conflitto d’interesse che blocca il mercato” e poi, in questo momento di crisi, nella “mancanza di investimenti”. “C’è poca pubblicità – ha puntualizzato – e si utilizzano i talk show politici per riempire il palinsesto. Questi ultimi poi molte volte non sono più programmi politici sono programmi di politica/spettacolo, un’autentica marmellata”.

Chiara, quindi, la visione della realtà della tv italiana, analizzata da Freccero con uno “sguardo da Doctor House”: “La tv non a pagamento risente della crisi pubblicitaria, ripete modelli vecchi e non sperimenta. Le tv a pagamento, invece, nonostante abbiano più budget, ripetono i modelli della tv generalista. Basti pensare ai reality di Sky. Una situazione drammatica”.

Ma come dovrebbe essere la tv? Esiste un modello ideale? “Non c’è un modello ideale – spiega – La tv che funziona è quella che coglie il comune sentire, che riesce a connettersi con il pubblico”. Ed il futuro? Da un lato, con le trasmissioni in internet e l’on demand, la tv assomiglierà sempre di più al computer adattandosi al sentire dell’uomo contemporaneo; dall’altro Freccero prospetta il perdurare della tv generalista che ha il ruolo di “creare cerimonie mediatiche, momenti in cui il pubblico condivide lo stesso spettacolo”. Insomma “Il futuro – ha concluso – è il mescolare l’antico, il vecchio, il nuovo ed il futuribile. Tutti i media si sono ibridati tra di loro e c’è spazio per ogni tipo di medium e di espressione”. 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.