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Garetti (Sveglia) “Nuova piscina, chi affossa il progetto paghi”

Paolo Garetti, consigliere comunale della Lista Sveglia, interviene in merito alla questione, sollevata oggi dal quotidiano Libertà, sull’ipotesi di un affossamento definitivo della nuova piscina olimpionica. 

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“E’ impossibile riuscire a chiudere la vicenda della piscina olimpionica alla Madonnina con un accordo bonario. Sia fatta chiarezza su chi non la vuole fare, e chi causa la rottura del contratto paghi la penale prevista”. Paolo Garetti, consigliere comunale della Lista Sveglia, interviene in merito alla questione, sollevata oggi dal quotidiano Libertà, sull’ipotesi di un affossamento definitivo della nuova piscina olimpionica. 

Una proposta avanzata, scrive il quotidiano locale, dal vice sindaco Francesco Cacciatore e dal sindaco Paolo Dosi. Dopo la posa della prima pietra, nulla si era più mosso nel cantiere alla Madonnina, per problemi finanziari della cordata che si era aggiudicata l’appalto: Padova Nuoto e Consorzio Cooperative Costruzioni (tra cui Indacoo). Proprio i rappresentanti della cordata hanno chiesto a palazzo Mercanti un riequilibrio di circa 400mila euro e proposto un aumento delle tariffe di gestione. 

Uno scenario che renderebbe il progetto economicamente insostenibile per il Comune, ed è quindi stata ipotizzata la soluzione dell’accordo bonario tra le parti: la cordata non chiede il rimborso delle spese di progettazione, e il Comune rinuncia alla fideiussione sottoscritta (un decimo del valore dell’appalto, quindi 900mila euro). 

“Esiste già un contratto sottoscritto tra le parti, non è quindi possibile arrivare ad un accordo bonario. Questa ipotesi potrebbe avere un senso solo se ci fosse un vantaggio diretto per l’ente – spiega Garetti – ma non è così. Non credo infatti che le spese di progettazione possano essere equivalenti all’importo della fideiussione: il valore complessivo dell’appalto è di 9 milioni di euro, quindi la garanzia depositata è di 900mila euro. Accettare un accordo bonario, per il Comune, sarebbe un danno erariale. Si dica invece chiaramente chi e perché non è in grado di onorare il contratto, e quest’ultimo paghi le penali previste”. 

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