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Imu “abolita a metà”. Romersi: “Pronti a ritirare l’aumento”

L’abolizione della seconda rata dell’Imu rischia di trasformarsi in una beffa anche per i cittadini di Piacenza, uno dei circa 600 comuni dove nel 2013 sono aumentate le aliquote rispetto a quelle standard

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L’abolizione della seconda rata dell’Imu rischia di trasformarsi in una beffa anche per i cittadini di Piacenza, uno dei circa 600 comuni dove nel 2013 sono aumentate le aliquote rispetto a quelle standard. Secondo quanto ha stabilito il Consiglio dei ministri, l’extragettito atteso sarà risarcito solo per metà dallo Stato mentre per il restante 50% a pagare dovranno essere i cittadini. In queste ore i sindaci italiani chiedono dunque chiarezza al Governo e rinnovano la richiesta di un incontro urgente con il Presidente del Consiglio.

Anche a Piacenza si attendono lumi da Roma, visto che l’aumento dell’aliquota sulla prima casa, passata dal 4,8 per mille al 6 per l’anno 2013 arriva proprio oggi pomeriggio in consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Nel caso l’incremento non fosse interamente coperto dallo Stato, l’assessore comunale al Bilancio Pierangelo Romersi conferma quanto già sostenuto nei giorni scorsi: “Siamo pronti a tornare indietro, riportando l’Imu sulla prima casa al 4,8 per mille senza gravare sulle tasche dei piacentini. La situazione non è ancora chiara e nelle prossime ore attendiamo novità importanti”.

Secondo i calcoli dalla Cgia di Mestre i proprietari di prima casa che hanno subito l’aumento dell’aliquota Imu nel 2013 saranno chiamati a versare entro la metà di gennaio dell’anno prossimo un importo massimo oscillante tra i 71 e i 104 euro.

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