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Imu più salata, sulla prima casa attesa l’abolizione del Governo

"Come é stato approvato in consiglio comunale - ha detto l'assessore Romersi - l’aliquota sulla prima casa passa dal 4,8 per mille al 6 per l’anno 2013. Domani il Consiglio dei Ministri si esprimerà sull’eventuale pagamento dell’Imu prima casa"

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L’assestamento di bilancio di previsione 2013, la variazione al bilancio pluriennale 2013-2015 e la relazione previsionale e programmatica 2013-2015; poi l’imposta Imu con aliquote e detrazioni. Sono le tematiche all’ordine del giorno della commissione “Organizzazione Istituzionale e Sviluppo Civile” che si é tenuta nel pomeriggio in consiglio comunale a Piacenza. Entrambi i punti all’ordine del giorno sono stati approvati a maggioranza


IMU
– “Si confermano le aliquote Imu del M2012 – ha detto l’assessore al bilancio Pierangelo Romersi. Con due eccezioni. Una é relativa ai capannoni industriali di nuova costruzione: non ci sarà piú l’agevolazione al 4,8 per mille (della quale nessuno ha usufruito nel 2012) ma l’aliquota, come imposto dallo Stato, sarà di 7,6 per mille. L’altra relativa all’Imu prima casa Piacenza: come é stato approvato in consiglio comunale l’aliquota, infatti, passa dal 4,8 per mille al 6 per l’anno 2013; “domani – ha spiegato Romersi – il Consiglio dei Ministri si esprimerà sull’eventuale pagamento dell’Imu prima casa”.

LA DISCUSSIONE – C’è molta attesa, quindi, per il Consiglio dei Ministri di domani. “Noi oggi discutiamo sul nulla – ha detto Massimo Polledri (Ln) -, facciamo una discussione virtuale visto che dobbiamo attendere le decisioni del Consiglio del Ministri. Non riesco a capire l’utilità di questa commissione”. Mirta Quagliaroli (M5s) ha espresso la sua contrarietà sulle maggiorazioni. “Voteremo contro – ha detto – perché c’è la concreta possibilità che la maggiorazione venga pagata dai cittadini; sono tanti i comuni che hanno fatto la “furbata” di maggiorare le aliquote IMU prima casa per ottenere maggiori fondi dallo Stato”.

“Lei un anno fa – ha detto Marco Tassi (Pdl) – aveva detto che avrebbe abbassato l’Imu, non é così. Qui non si vede mai un beneficio per i cittadini: continuiamo ad aumentare l’IMU, é raddoppiata la Tares ma non ci sono investimenti”. “I cittadini sono strangolati, non gli diamo neanche la piscina – ha aggiunto – Continuiamo a fare marcia indietro su tutto, come sui mille posti del parcheggio in piazza Cittadella diventati 250”. “Avete investito 600mila euro in via Borghetto – ha aggiunto – e la gente muore asfissiata dallo smog…”. Ancora: “Votiamo cosa? Il consiglio dei Ministri non c’è ancora stato…

“Ho dei seri dubbi che il Governo ci dia indietro i 13milioni di euro che chiediamo – ha aggiunto Filiberto Putzu (Pdl) -. Sono perplesso e sugli investimenti sono deluso. É il classico bilancio, con numerosi slittamenti, sul quale bisogna diffidare”. Ancora sull’IMU: “Speriamo di non dover pagare, il prossimo anno l’aumento dell’IMU – ha detto evidenziando la possibilità che domani a Roma non venga approvato il trasferimento con l’aliquota massima per la nostra città.

Paolo Garetti (Sveglia): “É necessario fare investimenti coraggiosi, sbilanciarsi sul sociale”. Massimo Polledri:  “É avvilente questa seduta con tanti se e tanti ma – ha rincarato il leghista che ha interrogato Romersi sui meno 100mila euro di rette scolastiche: “Sono dovuti ad insoluti? O c’è una maggiorazione di esenzione?”. Sollecitazioni anche dalla consigliera Rapacioli (Pd) che ha chiesto se, nel caso l’aliquota massima non venisse riconosciuta dallo Stato, ci sarebbe un aggravio per i cittadini.


LA RISPOSTA DI ROMERSI
– “L’obiettivo é quello di non fare pagare un euro ai cittadini – ha risposto Romersi rispondendo a quest’ultima sollecitazione -. Se lo Stato non riconoscesse l’aliquota del 6 per mille significherebbe 900mila euro in meno”. Che comunque non graverebbero sui cittadini. Romersi é ritornato sulla Tares: “Fuori dal Comune di Piacenza, in città come Parma e Reggio Emilia, l’aumento é stato piú consistente”. A pesare é la maggiorazione di 0,30 a metro quadrato che viene trasferito allo Stato. “Paghiamo tutta l’incertezza – ha sottolineato – sull’Imu prima casa”.


Questione nidi.
“Sono state esaurite le graduatorie – ha detto Rispondendo alla domanda di Massimo Polledri -. Ci sono posti disponibili non occupati. Minori entrate anche perché ci sono difficoltà di pagamento delle rette oltre che una percentuale maggiore di agevolazioni per le famiglie”.

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