Quantcast

Julie e Keith Tippet in concerto al Nicolini

L’auditorium del conservatorio Nicolini ospiterà, nella serata di venerdì 29 novembre alle 21, il concerto Keith & Julie Tippett, organizzato da Musiche Nuove. Il concerto è a ingresso gratuito fino alla disponbilità di posti. 

L’auditorium del conservatorio Nicolini ospiterà, nella serata di venerdì 29 novembre alle 21, il concerto Keith & Julie Tippett, nell’ambito della rassegna Musiche Nuove. Il concerto è a ingresso gratuito fino alla disponbilità di posti. 

Keith Tippett è nato a Bristol, in Inghilterra, il 25 agosto del 1947.

Instancabile bandleader, agitatore della scena musicale inglese, pioniere dei linguaggi più inediti, frequentatore del jazz come dell’avanguardia classica, compositore e arrangiatore, pianista visionario e personalissimo sperimentatore ha saputo sintetizzare linguaggi diversi e cristallizzarli in molteplici forme sempre cangianti.
Personaggio gentile e schivo, non ha mai accettato strade facili e remunerative, mantenendo una singolare purezza d’intenti e di spirito pienamente riflessa nella sua straordinaria musica.
La sua lunga discografia conta numerose formazioni: dalle big band come Centipede, ai settetti e ottetti dal sapore mingusiano, dalle collaborazioni spirituali e musicali con la moglie Julie Driscoll a band di musica improvvisata e libera come Ovary Lodge e Mujician, sino al dipingere isole immaginarie alla corte dei King Crimson di Pete Sinfield e Robert Fripp. E poi Weekend, e i sudafricani esuli in terra d’Albione come Mongezi Feza, Dudu Pukwana e soprattutto Louis Moholo, con il quale intraprende varie avventure come i Brotherhood of Breath e la imponente Dedication Orchestra.
Spesso al pianoforte solista ha saputo raggiungere i vertici dell’espressione. Cascate di note liquide, carillons che risuonano tra le vibrazioni del grand piano rifrangendo suoni che sono colori. In album come la celebrata serie Mujician uscita per la tedesca Free Music Production, o nell’imperdibile Unlonely Raindancer. Fu per il fatto che si occupava del fan-club degli Yardbirds che il loro manager di allora Giorgio Gomelsky si incaricò del debutto della carriera di Julie Driscoll. Durante gli anni 1965-1966, cantava negli Steampacket, con Long John
Baldry, Rod Stewart e Brian Auger.
È con questo organista che formò un gruppo più ridotto a partire dal 1967. Raggiunsero la popolarità nel 1968 con delle eccellenti cover come Season of the Witch (di Donovan), This Wheel’s on Fire (di Bob Dylan), e il famoso Save Me di Aretha Franklin. Divenne una vera icona della swinging London, una presenza fissa nei club che fecero della Londra beat e mod di quegli anni l’epicentro della controcultura giovanile.
La voce soul era di una potenza rara per una cantante bianca, la bellezza mozzafiato e il grande charme di Julie e le ondulazioni del suo corpo e delle sue dita aiutavano l’enorme fascinazione che la attrice/modella/cantante Julie esercitava sulla generazione di Carnaby Street. Nel 1970, sposa il pianista d’avanguardia e compositore Keith Tippett (che suonerà con i King Crimson nel periodo 70-72), e si dedica a una musica più sperimentale, rapita dall’universo sonoro e dale liquide cascate di note del pianista di Bristol. Sotto il nuovo nome Julie Tippetts, registra ancora un ultimo album di canzoni Sunset Glow nel 1975, ma partecipa soprattutto a dei progetti in cui l’elemento di maggiore rilevanza è costituito dall’improvvisazione,
come lo Spontaneous Music Ensemble, il Centipede di Keith Tippett, Ovary Lodge, Voice e the Ark. Partecipa anche a Tropic Appetites di Carla Bley, al concerto da cui verrà tratto Theatre Royal Drury Lane 8th September 1974 di Robert Wyatt e a numerosi progetti meno conosciuti.
Il concerto di questa sera, unica data italiana, offre un’imperdibile occasione per ascoltare la musica di questa coppia di artisti dalla straordinaria purezza di intenti, coppia nell’arte e nella vita: couple in spirit.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.