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“Mafie in Emilia”, il pericolo infiltrazioni malavitose in un convegno

Dalle ore 11 all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza verranno affrontati gli aspetti della penetrazione mafiosa nell'economia

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Dalle ore 11 all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, il giornalista Rai Santo Della Volpe (presidente di Libera informazione, fondatore di Articolo21), insieme al professor Enzo Ciconte (Storia della criminalità organizzata Università Roma tre) e il professore Francesco Timpano (Politica Economia Università Cattolica), verranno affrontati gli aspetti della penetrazione mafiosa nell’economia, a partire da Piacenza.  Nel corso dell’incontro “Infiltrazioni mafiose, concorrenza sleale e pericoli per l’economia”, verranno resi noti dati e tendenziali del fenomeno rispetto al nostro territorio.

MAFIE IN EMILIA
Infiltrazioni mafiose, concorrenza sleale e pericoli per l’economia

Martedì 26 Novembre 2013 ore 11 – Università Cattolica del Sacro Cuore Via Emilia Parmense 84 Piacenza

Prof. Francesco Timpano – Docente di Politica Economica – Università Cattolica – Piacenza

Prof. Enzo Ciconte – Docente di Storia della Criminalità Organizzata Università Roma Tre

Santo Della Volpe – Presidente Libera Informazione

Dopo “Mafie in Riviera”, dello scorso 11 ottobre a Riccione, con un apposito focus sulle infiltrazioni mafiose nella Riviera Romagnola, sui business legati al ciclo dei rifiuti e del cemento, oltre che sulla penetrazione nelle attività ricettive e ricreative, a Piacenza saranno affrontati gli aspetti della penetrazione mafiosa nell’Economia, partendo dalle alterazioni introdotte dalla presenza delle mafie  nella libera concorrenza.  

La presenza mafiosa in regione è un fenomeno non trascurabile e sempre in crescita, che si accompagna spesso ad altri fenomeni d’illegalità, tutti registrati dal Dossier “Mosaico di Mafie ed Antimafia” di Libera Informazione, in via di aggiornamento. Nel 2012, infatti, le segnalazioni di operazioni sospette trasmesse all’Uif dagli operatori finanziari (per lo più banche/uffici postali, enti creditizi in generale) è aumentato notevolmente (5.192 segnalazioni, pari al 5,4% del totale nazionale). Aumentano, anche se in numeri più bassi, le segnalazioni provenienti da professionisti e da operatori non finanziari.

Per quanto riguarda poi reati decisamente mafiosi come le estorsioni, è preoccupante notare che l’Emilia Romagna ha ormai stabilmente il 5,4% dei reati di questa specie denunciati in Italia.  Inoltre, negli ultimi due anni presi in considerazione dalle forze di polizia, è importante notare un aumento delle denunce per danneggiamento, di sicuro effetto intimidatorio, che hanno raggiunto in Emilia Romagna il numero di ben 766. Si tratta di  “reati spia”, che riguardano l’illegalità economica in generale.

Dati preoccupanti che richiedono una risposta ancora più efficace da parte delle istituzioni, insieme a una maggiore consapevolezza da parte di cittadini, operatori economici e forze sociali, ben sapendo che le buone prassi in politica ed economia esistono e, come dimostrato dalle leggi approvate dall’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, possono contrastare efficacemente le infiltrazioni mafiose. Leggi che tuttavia sono efficaci solo se accompagnate dalla consapevolezza e dall’azione attiva dei cittadini, a partire dai giovani e dagli imprenditori.

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