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Ospedale Fiorenzuola, Pollastri: “Non diventi una semplice “sala d’attesa””

Il consigliere regionale commenta la risposta dell’assessore alla sanità Carlo Lusenti ad una sua interrogazione sull’organizzazione territoriale dei servizi ospedalieri, con particolare riferimento alla Valdarda e all’ospedale di Fiorenzuola

“Vi sono notizie molto interessanti e positive: i lavori dureranno due anni, una volta conclusi l’ospedale riprenderà la pienezza delle sue funzioni, tra l’altro la chirurgia plastica sarà hub provinciale, i posti letto rimarranno invariati”. Così il consigliere regionale Andrea Pollastri commenta la risposta dell’assessore alla sanità Carlo Lusenti ad una sua interrogazione sull’organizzazione territoriale dei servizi ospedalieri, con particolare riferimento alla Valdarda e all’ospedale di Fiorenzuola.

Lusenti ha spiegato che “il progetto “Ristrutturazione e messa in sicurezza dell’ospedale di Fiorenzuola”, elaborato da un gruppo di lavoro aziendale, prevede un intervento mirato alla completa rifunzionalizzazione dell’ospedale che, nell’arco temporale di 24 mesi circa, ritornerà alla sua piena funzionalità con la ripresa progressiva di tutte le attività attualmente presenti. Il documento ribadisce, in più passaggi, il ruolo fondamentale dell’ospedale di Fiorenzuola nella rete ospedaliera provinciale”

“Non si prevede per l’ospedale – ha aggiunto Lusenti – una sostanziale modifica quantitativa dei posti letto, anche alla luce dei nuovi indici programmatori nazionali e regionali. Nella rete dell’emergenza, l’ospedale dovrà essere in grado di svolgere le funzioni di Pronto Soccorso, garantendo la piena realizzazione dei percorsi clinici dell’emergenza e si avvarrà di servizi di radiologia e laboratorio analisi sulle 24 ore, e delle discipline specialistiche presenti in sede o in rete”.

“La notizia negativa – commenta Pollastri riprendendo passi della risposta di Lusenti – è che già marzo l’Azienda sapeva della necessità di fare i lavori a Fiorenzuola e quindi di dover chiudere buona parte dell’ospedale, anche il Sindaco lo sapeva un mese prima del luglio in cui al notizia è stata resa nota: non si è voluto dir nulla per non creare allarme e la conseguenza è stata solo inutile allarme, preoccupazione, proteste, ecc”.

“La conclusione della risposta è una cosa su cui vegliare: l’annuncio di una riorganizzazione, ma anche il ruolo previsto per Fiorenzuola di “accompagnamento del paziente verso le sedi di secondo e terzo livello” fanno presagire che la partita ancora non sia chiusa e che vi sia il concreto rischio che questo ospedale, come altri di periferia, si trasformi semplicemente in una “sala d’attesa” per dirigere i pazienti verso le sedi di Parma e Piacenza, veri “cuori” dell’organizzazione sanitaria territoriale.”

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