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Pd: “Cementirossi-Tecnoborgo, dalla Provincia due pesi e due misure?”

Continua a far discutere il via libera dalla Giunta provinciale all’incremento della quantità di combustibili alternativi oggetto di recupero per apporto di energia nel cementificio della ditta Cementirossi

Continua a far discutere il via libera dalla Giunta provinciale all’incremento della quantità di combustibili alternativi oggetto di recupero (pneumatici fuori uso triturati, plastica, gomma e ritagli di gomma) per apporto di energia nel cementificio della ditta Cementirossi. Dopo il botta e risposta Dosi – Trespidi, sul tema interviene ora il Pd provinciale lamentando “un diverso trattamento rispetto a Tecnoborgo, cui appena due anni fa Trespidi e la Lega Nord negarono l’autorizzazione a bruciare 16.000 tonnellate in più all’anno di rifiuti speciali”. Di seguito il testo integrale della nota.


Il Presidente della provincia Massimo Trespidi e la Lega hanno autorizzato la Cementirossi a smaltire ulteriori 27.000 tonnellate all’anno di rifiuti speciali (pneumatici, gomma e plastica) che, unite alle 53.000 tonnellate già autorizzate (pneumatici, gomma, plastica più rifiuti pericolosi come oli usati ed emulsioni oleose), portano a 80.000 le tonnellate  di rifiuti bruciati ogni anno a Piacenza, provenienti da altri, non precisati, territori.

A fronte delle ragioni economiche dell’azienda è stata prescritta la compensazione ambientale di 450.000 euro una tantum, diretta a realizzare un’area verde al Capitolo e a rimpinguare i bilanci di Provincia e ARPA.

Una piccola spesa per la Cementirossi, senza l’obbligo di alcun investimento innovativo sugli impianti per lo smaltimento a pieno regime dei pneumatici. Cementirossi che potrà così importare rifiuti nel nostro territorio, bruciarli facendoseli pagare, risparmiare sul costo del combustibile e realizzare utili a vantaggio dei suoi azionisti, il tutto con limiti alle emissioni decisamente più elevati rispetto, ad esempio, a quelli del nostro termovalorizzatore.

Qui, in linea di massima, nessuno mette in dubbio la regolarità tecnica dell’autorizzazione rilasciata a Cementirossi, ma ci sembra evidente un diverso trattamento rispetto a Tecnoborgo, cui appena due anni fa Trespidi e la Lega Nord negarono l’autorizzazione a bruciare 16.000 tonnellate in più all’anno di rifiuti speciali.

Questo incremento, val la pena ricordarlo, sarebbe servito a sostenere l’investimento per la fornitura di calore alla rete del teleriscaldamento di Piacenza, questa sì una vera compensazione ambientale, che avrebbe migliorato le condizioni ambientali e contribuito a calmierare le tariffe. 

E’ bene che i piacentini sappiano di aver realizzato un impianto da svariati milioni di euro dedicato ai rifiuti, dotato delle migliori tecnologie disponibili, che ogni anno investe cifre considerevolissime per la sicurezza e la tutela dell’ambiente. Va detto ai piacentini che questo impianto – ogni anno – versa al Comune di Piacenza 1.200.000 euro circa in compensazioni ambientali.

Devono sapere, i piacentini, che il presidente Trespidi e i suoi alleati politici non intendono sfruttare al massimo le potenzialità di Tecnoborgo, nonostante tutte queste premesse. Stiamo parlando dell’unico vero impianto di smaltimento di rifiuti del nostro territorio, che ha messo al riparo i piacentini da quell’emergenza che in altre parti del paese è sfociata in un disagio sociale drammatico.

Va notato che si tratta di quegli stessi amministratori che hanno sempre negato che i rifiuti speciali di altri territori potessero varcare i confini della nostra provincia: basta rileggere la rassegna stampa degli ultimi anni. Dobbiamo quindi pensare che il divieto di importare rifiuti speciali valga solo per gli impianti pubblici? 

Da un articolo di Libertà del 2011, il presidente Trespidi dichiarava:  “il business di Iren viene in secondo piano”.
Si vede che il business dei  privati per loro è al primo posto!

Sempre da Libertà del 2011: Irremovibile il Presidente……”non si potrà mai parlare di potenziamento di Tecnoborgo (…) Non siamo la spazzatura di Parma e Reggio, si può parlare di aumento solo se servisse a Piacenza (…)”.

Come fa il Presidente Trespidi a tenere un termovalorizzatore sottoutilizzato, a contrastare una pala eolica in montagna, un mini impianto a biomasse o a biogas, paventando danni irreversibili alla salute dei cittadini e poi concedere di bruciare 27.000 tonnellate di rifiuti in più alla Cementirossi e dormire tranquillo?

Ricordiamo anche le dichiarazioni dell’onorevole Massimo Polledri (Lega) che si opponeva all’arrivo dei rifiuti di Parma all’inceneritore di Piacenza sulla base della risibile ragione che Iren avrebbe fatto “concorrenza sleale alle aziende private” (Libertà, 18.09.12). Quali aziende private intendeva?

Della segreteria provinciale della Lega Nord, cosa vogliamo dire? “Ribadiamo il nostro netto NO allo smaltimento di 75.000 tonnellate di rifiuti alla Cementirosssi” (Libertà, 22.10.12). Ma chi governa nella nostra Amministrazione Provinciale?

Per Laura Chiappa, Presidente di Legambiente, bisognava impedire che la Cementirossi potesse diventare “un secondo inceneritore senza però gli stessi standard di controllo di Tecnoborgo”? (Libertà , 14.10.12)

Se il nostro futuro si chiama sostenibilità ambientale (e la tragedia della Sardegna dovrebbe insegnarci qualcosa a questo proposito…), chiediamo al Presidente Trespidi di essere coerente nel pianificare gli interventi che hanno un impatto ambientale sul territorio, premiando – o per lo meno non penalizzando – quelli tecnologicamente più innovativi e di qualità, inclusi quelli che hanno finalità pubbliche.

Soprattutto gli chiediamo di risparmiarci la sgradevole sensazione che esistano due pesi e due misure, magari guidate da una “valutazione di impatto politico”.

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