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“Perchè le vogliono schiave?” Fiaccole contro la prostituzione FOTO VIDEO foto

Sulla Caorsana la fiaccolata organizzata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII per sensibilizzare Piacenza sul tema della prostituzione nelle strade e testimoniare che è possibile liberarsi dalla morsa del racket          

Una fiaccolata organizzata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII per sensibilizzare Piacenza sul tema della prostituzione nelle strade e testimoniare che è possibile liberarsi dalla morsa del racket. Il corteo è partito dalla rotonda del cimitero fino alla chiesa di Le Mose, dove il vescovo Gianni Ambrosio ha celebrato la Santa Messa. 

Ad aprire il corteo uno striscione “Perché le vogliono schiave?” e poi la recita di un rosario meditato lungo la strada Caorsana, uno dei luoghi simbolo per la prostituzione a Piacenza. A guidare il corteo i templari alla presenza del vicario don Luigi Illica, numerosi fedeli e religiosi, il sindaco di Piacenza Paolo Dosi e l’assessore Pierangelo Romersi.il sindaco di Caorso Fabio Callori.

La Comunità Papa Giovanni XXIII, Fondata da Don Oreste Benzi e da vent’anni presente anche a Piacenza vuole ricordare, attraverso questa iniziativa, il 6° Anniversario della morte di Don Oreste Benzi. Anche quest’anno per riflettere su un tema caro a Don Oreste: la liberazione delle donne costrette a prostituirsi. Anche a Piacenza il fenomeno è ben presente ed in espansione.

“Oggi vogliamo ricordare la figura di Don Benzi – ha detto il vescovo mons. Gianni Ambrosio – continuando l’opera che lui stesso ha svolto con fantasia e dedizione appassionata. Lo facciamo andando a cercare le persone là dove si trovano, per aiutarle, per salvarle”. Il Vescovo ha ricordato che il modello del sacerdote era lo stesso Gesù: “A Gerico – ha sottolineato – si avvicinò a Zaccheo, il pubblicano, il pubblico peccatore, con tanta attenzione per recuperalo alla sua dignità di persona umana, di figlio di Abramo incamminato sulla strada della salvezza”.

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L’associazione sta organizzando un’unità di strada anche a Piacenza, forte dell’esperienza già messa in pratica a Milano e in altre città per avvicinare le vittime di sfruttamento, convincerle a fare denuncia ed iniziare una nuova vita. Un’azione più capillare di quella portata avanti dal 2004 ad oggi, che ha comunque permesso di aiutare, spiegano Roberto Cristiani e Caterina Ghiozzi, 150 ragazze, per la metà di nazionalità cinese.

Al momento nel Piacentino sono ospitate in diverse strutture circa 8 ragazze, provenienti anche da altre città. Alcune di loro hanno con se’ i propri figli, nati da relazioni con i propri sfruttatori o da rapporti non protetti con i clienti, spesso, spiega Roberto, alle ragazze viene imposto di abortire.

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