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Ripubblicizzazione dell’acqua. Prc: “Si faccia chiarezza”

Il Comitato Acqua Bene Comune Piacenza: "Trespidi e i Sindaci della Provincia rispetteranno i referendum? L’unico modo è creare un ente pubblico senza scopo di lucro".

Quella presentata oggi, nel corso di una conferenza stampa nella sede di via Tortona di Rifondazione Comunista, è un’interrogazione proposta per “fare chiarezza” sul tema della ripubblicizzazione del servizio idrico. Un’interrogazione, proposta da Carlo Pallavicini Rifondazione Comunista e già firmata da 1/3 dei consiglieri comunali, ovvero Rino Curtoni, Sandra Ponzini e Giulia Piroli (Pd), Andrea Tagliaferri e Giovanni Castagnetti (Piacentini per Dosi), Roberto Colla (Moderati), Mirta Quagliaroli, Andrea Gabbiani e Barbara Tarquini (M5s).

“A breve si riunirà il Consiglio  di Atersir –  ha spiegato Roberto Montanari – per definire la soluzione che si intenderà adottare sul piano locale circa il futuro della gestione del ciclo idrico integrato. I tempi incalzano ed è necessario far rispettare gli esiti del referendum nel quale la maggioranza degli italiani (e dei piacentini) si è espressa per la ripubblicizzazione dell’acqua”.

Nell’interrogazione si chiede di accertare con chiarezza l’eventuale posizione debitoria del Comune di Piacenza nei confronti di Iren; “le normative nazionali – infatti, è stato spiegato – prevedono un indennizzo al gestore uscente solo in caso non siano ammortizzati eventuali investimenti”. “Nel corso di pochi mesi – ha spiegato Montanari – la cifra è lievitata: da 30 a 90 milioni di euro”. “Il fatto che le cifre siano ballerine  – ha detto il consigliere comunale Pallavicini – è ridicolo”

Altra richiesta, contenuta nella interrogazione è quella di “avviare trattative con il gestore uscente circa la definizione delle modalità di corresponsione dell’eventuale indennizzo”. “Due le possibilità che prospettiamo – ha spiegato Montanari sul reperimento della cifra -: o l’indebitamento virtuoso (difficile a causa del patto di stabilità) o il rivolgersi alla cassa depositi e prestiti”.

In ogni caso il percorso è, a parere di Prc, da intraprendere: “E’ necessario prendersi le responsabilità – ha detto Pallavicini – rispettando gli impegni presi con il programma di coalizione e la volontà che i cittadini hanno espresso tramite il loro voto”.

Infine è intervenuto David Santi: “Penso che le amministrazioni comunali debbano fare questo percorso altrimenti si tradirebbe il voto degli italiani. Questo anche se il percorso fosse costoso: le gestioni pre-privati funzionavano meglio ed avevano un peso minore sulle famiglie”.

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Sull’argomento sono intervenuti, tramite comunicato stampa, anche i rappresentanti del Comitato Acqua Bene Comune Piacenza – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua 

Acqua: Trespidi e i Sindaci della Provincia rispetteranno i referendum?
L’unico modo è creare un ente pubblico senza scopo di lucro

Apprendiamo dalla stampa che addirittura entro fine novembre si dovrebbero prendere decisioni sul futuro del Servizio Idrico Integrato.

Una accelerazione a dir poco sospetta. Ci chiediamo quale sia l’orientamento che stanno maturando Ufficio di Presidenza di Atersir e Sindaci della Provincia, visto che non si è saputo più nulla del “tavolo tecnico provinciale”, di cui si è tenuta solo una riunione diversi mesi fa, chiusa al pubblico nonostante le nostre richieste e con la sola partecipazione di un rappresentante del comitato referendario. Allo stesso modo il percorso “partecipato” comunale non ha portato ad alcuna conclusione ed è stato fino ad ora chiaramente pilotato in direzione opposta all’applicazione dei referendum.

Chiediamo se verranno convocate riunioni del tavolo tecnico provinciale o altri incontri “partecipativi” prima della prossima riunione del Consiglio Locale di Atersir, e se in tale riunione verranno già votate decisioni in merito alla gestione dell’acqua.

Lo scenario che ci troviamo di fronte è desolante. I percorsi partecipati sono stati fino ad oggi inesistenti o palesemente pilotati. La politica si sta arroccando a porte chiuse nel Palazzo, e abbiamo l’impressione che stia tramando alle spalle dei cittadini e della volontà popolare espressa con i referendum. Non si sa più niente dello studio economico commissionato da Atersir alla Società Nera. Perché non viene reso pubblico affinché i cittadini abbiano tempo di esaminarlo e fare osservazioni? E’ stato illustrato a tutti i Sindaci della Provincia affinché possano prendere una decisione consapevole e non all’ultimo minuto?

Assistiamo a una continua mistificazione dell’esito referendario, per cui si vuole addirittura far credere che il referendum lasci semplicemente libertà di scelta tra tutti i tipi di gestione, dimenticando completamente il 2° quesito che ha abrogato la remunerazione del capitale investito, e quindi il profitto, dalla gestione dell’acqua.

Nonostante il referendum Iren continua a fare profitti sull’acqua, e forse continuerà a farlo grazie alla politica che ha delegato all’AEEG il compito di “inventare” un nuovo metodo tariffario che reintroduce sotto mentite spoglie il profitto abrogato dal referendum. Il Forum dei Movimenti per l’Acqua e Federconsumatori hanno presentato ricorso contro questa tariffa-truffa, e a breve si terrà la prima udienza.

Nel frattempo Iren, nonostante i profitti che continua a percepire indebitamente in bolletta, non realizza gli investimenti previsti e già finanziati dalle bollette dei cittadini.

Per tutta risposta l’Ufficio di Presidenza di Atersir, che solo pochi mesi fa minacciava azioni legali nei confronti di Iren, sembra essere passato ad accettare entusiasta la proposta del gestore, dopo un incontro a porte “chiusissime” con il nuovo presidente di Iren, l’ex ministro Profumo.

La proposta avanzata da Iren, di effettuare in media 10 milioni all’anno nel triennio 2013-2015, è una presa in giro nei confronti del territorio piacentino.
Infatti il Piano d’Ambito ne prevede 15 all’anno, e in base a questi  sono state calcolate le nostre tariffe, sicché accettarne solo 10 significa regalare esattamente 5 milioni all’anno ad Iren, se le tariffe non si riducono in proporzione; come se non bastasse, vi sono ancora circa 12 milioni di investimenti pregressi non realizzati!
E intanto si continuano a sparare cifre gonfiate sui costi di ripubblicizzazione: sono 30 milioni quelli stimati da Iren ma qualcuno (che non vuole ripubblicizzare) parla addirittura di 90, anziché avviare una trattativa con il gestore come accade a Reggio Emilia e come avviene normalmente in questi casi.

Diversi amministratori, anche a livello locale, hanno denunciato i mancati investimenti  dei gestori privati e misti e ci eravamo illusi che il contributo dell’assessore Mirko Tutino, più volte invitato anche dagli amministratori locali, potesse aiutarci verso una strada coerente con il voto degli italiani, come quella che sta seguendo Reggio Emilia.

Non vorremmo che Piacenza si ritrovasse invece con un referendum violato, un rinnovato abbraccio al privato e tariffe illegittime, senza che nessuno sia stato capace di risolvere il problema attuando la volontà popolare.

Siamo di fronte a una decisione storica per il territorio piacentino, ed è necessario opporsi con forza a questo scenario, a partire da tutti i cittadini e da quella “buona politica” che speriamo esista ancora.

Sabato 16 saremo a fianco degli studenti dell’UDS al corteo che partirà dal liceo scientifico Respighi alle ore 15:30. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare per manifestare per i diritti allo studio, al lavoro, all’accoglienza, alla salute e per il rispetto dei referendum su Pertite e acqua pubblica.

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